La Pinacoteca di Brera compie 210 anni: da Napoleone a Ettore Modigliani e Fernanda Wittgens una storia d’amore per l’arte
Giuseppe Botti, Milano
Il 15 agosto 2019 la Pinacoteca di Brera compie 210 anni. Ricorrenza che coincide - per uno strano gioco del destino - anche con il giorno della nascita di Napoleone Bonaparte, figura fondamentale per la nascita e la storia del museo. Ma la celebrazione non può prescindere da due figure centrali per la sua crescita: Ettore Modigliani e Fernanda Wittgens. La storia la racconta James M. Bradburne in occasione dell’uscita del francobollo celebrativo.
(TurismoItaliaNews) L’istituzione della Pinacoteca di Brera data 1809, anche se in realtà un primo embrione di raccolta molto eterogenea di opere è già ravvisabile dal 1776 e poi ulteriormente incrementata con scopi didattici a fianco dell’Accademia di Belle Arti voluta da Maria Teresa d’Austria, pensata come una collezione di opere esemplari destinate alla formazione degli studenti. Ma perché il nome di Brera è legato a Napoleone, che addirittur immaginò un Louvre d’Italia? “Quando Milano divenne capitale del Regno Italico la raccolta, per volontà dell’imperatore – spiegano dalla Pinacoteca - si trasformò in un museo che intendeva esporre i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi. Brera quindi, a differenza di altri grandi musei italiani, come gli Uffizi ad esempio, non nasce dal collezionismo privato dei principi e dell’aristocrazia ma da quello politico e di stato”.
Dunque 210 anni, con una storia molto più recente che parla di amore per la storia dell’arte e la cultura in generale. A raccontarla in occasione dell’anniversario e dell’uscita del francobollo che l’Italia ha voluto dedicare alla Pinacoteca, emesso lo scorso 10 giugno, è James M. Bradburne, direttore generale di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense. I due protagonisti sono Ettore Modigliani e Fernanda Wittgens.
“Alla guida della Pinacoteca dal 1908, Modigliani era un direttore di talento. Quando nel 1928 giunse a Brera una giovane storica dell'arte (di trent'anni più giovane di lui) con un contratto da assistente a tempo determinato – racconta Bradburne - trovò qualcuno al suo stesso livello. In Fernanda Wittgens riconobbe qualcuno che pensava come lui, condivideva i suoi dubbi, risolveva problemi complessi, lo proteggeva dall'indignazione e dall'irritazione che gli provocavano i limiti degli altri, e lo faceva con le critiche schiette che solo un'amica vera può muovere. Il loro incontro fu uno dei più importanti nella storia di Brera, l'inizio di un rapporto - pur sempre platonico - che li vide prima collaborare per la leggendaria mostra del 1930 a Londra, poi soffrire per le peripezie di Modigliani, che il 23 aprile 1935 fu trasferito d'autorità (apparentemente per ragioni di servizlo) presso la Soprintendenza all'Arte Medioevale e Moderna degli Abruzzi e del Molise a L'Aquila”.
Durante gli anni difficili delle leggi razziali e della sua espulsione dal pubblico impiego una settimana prima della pensione, Modigliani affidò a Fernanda e alla corrispondenza clandestina intrattenuta con lei le proprie idee e speranze. Fernanda fu ancora al suo fianco durante la ricerca e il successivo acquisto del capolavoro di Caravaggio “La cena In Emmaus”, quindi - al suo ritorno dlopo la guerra - in occasione della riapertura della Piccola Brera, le uniche sette sale restaurate prima della morte di Modigliani nel 1947.
“In seguito - aggiunge James M. Bradburne - sarebbe stata la Wittgens a occuparsi della ricostruzione del Museo Teatrale alla Scala, creato da Modigliani decenni prima e chiuso durante il conflitto, Infine, il 9 giugno 1950, fu lei a inaugurare in nome di Modigliani la Grande Brera, con tutte le trentotto sale completamente riallestite da Piero Portaluppi. Tuttavia, per comprendere fino in fondo la loro vicenda umana e professionale, il capitolo più significativo è probabilmente rappresentato dal classico di storia dell'arte ‘Il Mentore’, scritto da Modigliani in esilio e pubblicato sotto il nome della Wittgens. Un escamotage che riassume perfettamente un rapporto di sincero affetto e incondizionata stima, cementato dall'amore per la cultura, per Milano e per Brera. Un legame profondo, cresciuto ben oltre quello fra maestro e allievo. Non a caso, in una lettera indirizzata a Cesare Brandi il 18 giugno 1947, quattro giorni prima della morte di Modigliani, così scriveva Fernanda: “Non è ambizione quella di Modigliani, ma passione. Pura. [...] Sorriderebbe di questa mia lettera. Ma io ho sentito il dovere di compiere quest'ultimo gesto di lealtà verso chi è stato per anni maestro. E sempre ci rimarrà esempio” chiosa il direttore James M. Bradburne.
Il francobollo dedicato a Brera appartiene alla serie tematica “le Eccellenze del sapere” con valore della tariffa B. La tiratura è di seicentomila esemplari in fogli da ventotto e il bozzetto è firmato da Rita Fantini. La vignetta raffigura, una prospettiva del cortile interno della Pinacoteca di Brera su cui si stagliano, a sinistra, il primo direttore donna Fernanda Wittgens e, a destra, Ettore Modigliani, direttore dal 1908 al 1935. Il bollettino illustrativo è affidato al direttore James M. Bradburne.
Per saperne di più
Pinacoteca di Brera
Via Brera, 28 - Milano




