Il reliquiario di San Galgano restaurato: ai Musei Vaticani la mostra che racconta la storia del furto clamoroso e di uno straordinario recupero

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"Dalla Spada alla Croce. Il reliquiario di San Galgano restaurato" è la mostra che ai Musei Vaticani racconta la storia di un furto clamoroso e di uno straordinario recupero, oltre che la bellezza di capolavori artistici. Nel lontano 1989 la sottrazione dal Museo del Seminario Arcivescovile di Siena, il recupero, più di trent'anni dopo, grazie al Comando dei Carabinieri, Tutela Patrimonio Culturale. Ed infine il restauro, eseguito nei Laboratori dei Musei Vaticani. Al centro di questa vicenda, una croce astile, due pissidi, cinque calici e soprattutto un capolavoro della produzione orafa senese del XIV secolo, il Reliquiario di San Galgano, oggetto mirabile e di intensa devozione popolare. Su di esso, decorate finemente in preziosi smalti traslucidi, sono raffigurate le scene della vita del Santo e della sua spada.

 

(TurismoItaliaNews) L'esposizione, prodotta grazie alla collaborazione tra Musei Vaticani, Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino e Opera della Metropolitana di Siena, con il contributo di Opera Laboratori, Sillabe e Giovanni Raspini, si tiene nella Sala XVII della Pinacoteca dei Musei Vaticani, fino al 18 febbraio 2023. Secondo la tradizione, Galgano sarebbe nato nel borgo senese di Chiusdino. Cavaliere appartenente alla piccola nobiltà locale, si convertì alla vita ascetica ed eremitica dopo le visioni dell'Arcangelo Michele, come rappresentato nelle sei scene del Reliquiario. Condusse la sua vita monastica nell'Eremo di Montesiepi, da lui edificato su una collina vicina al luogo dove sarebbe sorta l'Abbazia. Morì, secondo le fonti, il 30 novembre 1181. Appena quattro anni dopo fu convocata una commissione di inchiesta, che indusse Papa Lucio III a proclamarlo Santo nel 1185.

Il reliquiario di San Galgano restaurato: ai Musei Vaticani la mostra che racconta la storia del furto clamoroso e di uno straordinario recupero

Il reliquiario di San Galgano restaurato: ai Musei Vaticani la mostra che racconta la storia del furto clamoroso e di uno straordinario recupero

A Galgano è attribuito nella sua rappresentazione iconografica, il celebre segno della spada conficcata nella roccia che diventa una croce davanti alla quale inginocchiarsi e pregare. La sua fama tuttavia si afferma sullo sfondo della diatriba fra Papato e Impero sulle "investiture" e nel contesto dell'espansione dell'Ordine Cistercense grazie all'opera di San Bernardo di Chiaravalle. L'accurato intervento condotto dal Laboratorio di Restauro Metalli e Ceramiche dei Musei Vaticani sulle oreficerie presenti in mostra ha comportato una campagna di indagini scientifiche che hanno supportato le scelte metodologiche dell'intervento. Protagonista del lavoro conservativo il Reliquario di San Galgano, integralmente smontato alla presenza del referente dell'Arcidiocesi di Siena, con la contestuale messa in sicurezza delle settantaquattro reliquie presenti.

Numerosi i danni subiti in seguito al furto. Fra questi i più evidenti erano la frattura del fusto dal piede, le deformazioni delle guglie e la perdita del primo rocchetto esagonale in smalto di giunzione con il piede, ricostruito attraverso una scansione da un'immagine di archivio. Altri piccoli elementi mancanti sono stati realizzati in resina con stampante 3D. Le facce del recto e del verso, decorate con smalti, sono state pulite e consolidate ed infine trattate con il plasma. La croce apicale, anch'essa perduta, è stata riprodotta dal maestro orafo Giovanni Raspini su modello di opere coeve.

Il reliquiario di San Galgano restaurato: ai Musei Vaticani la mostra che racconta la storia del furto clamoroso e di uno straordinario recupero

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Il reliquiario di San Galgano restaurato: ai Musei Vaticani la mostra che racconta la storia del furto clamoroso e di uno straordinario recupero

L'allestimento, progettato e realizzato da Opera Laboratori e Sillabe, è stato pensato fin da subito anche per l'esposizione di Siena, dove la mostra si trasferirà, nei suggestivi locali della cosiddetta Cripta del Duomo, a partire dal primo marzo fino al 5 novembre 2023, così da restituire alla collettività senese e ai molti visitatori della Cattedrale una significativa testimonianza dell'identità culturale, artistica e spirituale della città.

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