Trent'anni di meraviglia: Alberobello celebra il patrimonio Unesco che ha conquistato il mondo

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Dal riconoscimento del 1996 a una lunga stagione di eventi: oltre cento appuntamenti trasformano i trulli in un grande palcoscenico culturale, mentre il 6 dicembre ricorre il trentesimo anniversario dell'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale

 

di Angelo Benedetti, Alberobello / Puglia

Trent'anni dopo l'ingresso nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, Alberobello celebra il riconoscimento che ha trasformato i suoi trulli in uno dei simboli più riconoscibili dell'Italia nel mondo. Era il 6 dicembre 1996 quando, durante la sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Mérida, in Messico, l'organizzazione internazionale attribuì alle celebri costruzioni in pietra a secco il marchio destinato ai beni di eccezionale valore universale, consacrando un paesaggio urbano unico, modellato nei secoli dall'ingegno dell'uomo e dalla sapiente lavorazione della pietra calcarea.

 

(TurismoItaliaNews) Per festeggiare questo importante traguardo, il Comune di Alberobello propone "We are in Trulli – Summer Edition '26", un articolato programma che accompagnerà residenti e visitatori fino all'autunno con oltre cento appuntamenti tra concerti, spettacoli di danza, mostre, proiezioni cinematografiche e iniziative artistiche diffuse nei luoghi più rappresentativi della città, dal Rione Monti all'Aia Piccola, passando per Largo Martellotta. Il momento più solenne delle celebrazioni arriverà il 6 dicembre 2026, data esatta del trentesimo anniversario dell'iscrizione Unesco.

Trent'anni di meraviglia: Alberobello celebra il patrimonio Unesco che ha conquistato il mondo

Trent'anni di meraviglia: Alberobello celebra il patrimonio Unesco che ha conquistato il mondo

Il riconoscimento internazionale premia un patrimonio architettonico che non ha eguali. I trulli rappresentano infatti una delle più straordinarie testimonianze della costruzione in pietra a secco, tecnica di origine antichissima tramandata fino ai giorni nostri senza ricorrere all'impiego di malta. Le loro caratteristiche coperture coniche, piramidali o a cupola, ottenute attraverso la raffinata tecnica della falsa volta con sottili lastre calcaree sovrapposte, raccontano una sapienza costruttiva sviluppatasi nel corso dei secoli e ancora perfettamente leggibile negli oltre 1.600 edifici che caratterizzano i rioni storici di Alberobello. Un insieme architettonico che continua a distinguersi non soltanto per l'eccezionale stato di conservazione, ma anche perché molti di questi edifici sono tuttora abitati, mantenendo vivo il legame tra patrimonio storico, identità locale e vita quotidiana.


Il sito tutelato comprende un'estensione complessiva di circa 11 ettari. Ne fanno parte due interi quartieri della città – il Rione Monti, con circa 1.030 trulli, e il Rione Aia Piccola, con circa 590 trulli – oltre a quattro luoghi di particolare interesse: Casa d'Amore, Piazza del Mercato, il Museo Storico e il Trullo Sovrano.

Trent'anni di meraviglia: Alberobello celebra il patrimonio Unesco che ha conquistato il mondo

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La tecnica costruttiva, risalente alla Preistoria, è ancora oggi viva nel territorio. Le strutture più antiche risalgono almeno alla metà del XIV secolo e si distinguono per i caratteristici tetti piramidali, conici o a cupola, costruiti con lastre di pietra calcarea sovrapposte. Sebbene i trulli rurali siano presenti in tutta la Valle d'Itria, la loro massima concentrazione e gli esempi meglio conservati si trovano ad Alberobello, dove gli spettacolari edifici si distribuiscono nei due rioni.

I Trulli di Alberobello, intesi come complesso urbano e architettonico storico, conservano un elevato grado di autenticità per quanto riguarda forma e progetto, materiali, contesto, nonché il loro valore identitario e l'atmosfera che li caratterizza. “I materiali impiegati nella costruzione, uniti all'originalità delle forme, alla semplicità progettuale, all'elevato numero di edifici, alla loro omogeneità e alla notevole estensione dell'insediamento, costituiscono un insieme architettonico immediatamente riconoscibile e di eccezionale unicità” ha sottolineato l’Unesco.

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