La Louvière, la Città dei Lupi racconta l’anima industriale della Vallonia: gigantesche macchine idrauliche e marchio Unesco

Stampa
images/stories/belgio/LaLouviere_AscensoreStrepyThieu_01.jpg

 

di Eugenio Serlupini, La Louviere / Belgio

Quattro gigantesche macchine idrauliche capaci di sollevare le imbarcazioni sfruttando un ingegnoso equilibrio di acqua e pesi. Una miniera di carbone attiva per quasi tre secoli, con il villaggio operaio ancora capace di raccontare la quotidianità di chi viveva e lavorava accanto ai pozzi. Musei, ceramica, incisione, folclore e una lupa diventata simbolo urbano. La Louvière custodisce una delle identità più singolari della Vallonia e nel 2026 anche le Poste del Belgio hanno scelto di raccontarla attraverso una serie di francobolli.

 

(TurismoItaliaNews) Capitale della Regione del Centro e soprannominata Città dei Lupi, La Louvière si trova nella provincia dell'Hainaut e porta impressa nella propria fisionomia l'eredità della grande stagione industriale belga. Un passato che non è rimasto confinato nei libri di storia: continua a manifestarsi attraverso infrastrutture, architetture, quartieri e testimonianze sociali, fino a conquistare per due volte il riconoscimento dell'Unesco.

La Louvière, la Città dei Lupi racconta l’anima industriale della Vallonia: gigantesche macchine idrauliche e marchio Unesco

La Louvière, la Città dei Lupi racconta l’anima industriale della Vallonia: gigantesche macchine idrauliche e marchio Unesco

Gli ascensori idraulici del Canal du Centre rappresentano probabilmente l'immagine più spettacolare di questa straordinaria archeologia industriale. Sono quattro elevatori per imbarcazioni distribuiti lungo un tratto di sette chilometri del canale che collega i bacini della Mosa e della Schelda. In questa breve distanza il livello dell'acqua aumenta di 66,2 metri: una difficoltà tecnica considerevole, soprattutto pensando agli strumenti disponibili tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

La costruzione del Canal du Centre rientrava nel programma destinato ad aprire ai collegamenti navigabili l'Hainaut, importante regione industriale e carbonifera ma povera di vie d'acqua naturali adeguate all'esportazione del carbone. Gli scavi sono iniziati nel 1884; il primo ascensore è entrato in scena nel 1888, mentre gli altri tre sono stati realizzati entro il 1917, anno dell'apertura del canale alla navigazione. Gli ingegneri hanno dovuto affrontare contemporaneamente due problemi: un forte dislivello concentrato in pochi chilometri e una disponibilità d'acqua limitata. La risposta è arrivata dalla tecnologia degli elevatori per imbarcazioni sviluppata dagli ingegneri inglesi e basata esclusivamente sulla forza idraulica. Ogni ascensore è doppio e comprende due vasche verticali mobili, sostenute al centro da colonne di ferro collegate idraulicamente. Il principio appare quasi elementare nella sua eleganza: mentre una vasca sale, l'altra scende, compensando reciprocamente i pesi. Ciascuno dei quattro impianti permette di superare un salto di quota compreso tra 15 e 16 metri.

La Louvière, la Città dei Lupi racconta l’anima industriale della Vallonia: gigantesche macchine idrauliche e marchio Unesco

I francobolli del Belgio dedicati a La Louvière (emissione 2026)

L'intero sistema non si limita agli elevatori. Il paesaggio storico comprende il canale, due ponti fissi, due ponti mobili o girevoli, l'antica chiusa numero 1 di Thieu, oggi non più utilizzata, tre edifici destinati ai macchinari idraulici e diverse abitazioni a due piani costruite per il personale. Nel 1911 fu avviato anche un programma di piantumazione lungo le sponde, con olmi americani, frassini bianchi, querce, pioppi, aceri e sicomori, oltre a sambuchi, salici, betulle e robinie. Oggi tra le specie più diffuse figurano tigli, aceri, castagni e frassini.

Il valore di questo complesso è eccezionale anche per un'altra ragione. Degli otto ascensori idraulici costruiti nel mondo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, i quattro del Canal du Centre sono gli unici ancora esistenti nel loro stato originale di funzionamento. Nel 1998 sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco, riconosciuti insieme al canale e alle strutture collegate come esempio straordinariamente conservato di paesaggio industriale altamente tecnologico della fine dell'Ottocento. Dal 2002 il loro impiego è limitato alle finalità turistiche. Il traffico commerciale utilizza invece il grande elevatore per barche di Strépy-Thieu, capace di superare un dislivello di 73 metri, primato mondiale fino al 2016, anno dell'inaugurazione dell'ascensore di 113 metri della diga delle Tre Gole.

La Louvière, Bois du Luc

La Louvière, la Città dei Lupi racconta l’anima industriale della Vallonia: gigantesche macchine idrauliche e marchio Unesco

L'altra grande pagina industriale di La Louvière porta il nome di Bois-du-Luc. Il suo ecomuseo costituisce una testimonianza eccezionale della storia mineraria vallone, sia per lo stato di conservazione sia per il patrimonio storico che è riuscito a tramandare. Bois-du-Luc, insieme a Grand-Hornu, Bois du Cazier e Blegny-Mine, fa parte dei quattro maggiori siti minerari della Vallonia iscritti dal 2012 nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco. La sua vicenda impressiona soprattutto per la durata: la miniera nacque nel 1685 e rimase attiva fino al 1973, attraversando quasi tre secoli di trasformazioni economiche e sociali.

La visita permette ancora di entrare negli spazi legati al lavoro, dagli uffici ai laboratori fino al pozzo Saint-Emmanuel, ma anche di osservare gli ambienti della vita quotidiana, tra cui una casa e un'aula scolastica. Il villaggio operaio conserva un'autenticità sorprendente e consente di leggere anche il modello sociale costruito intorno all'attività estrattiva. Bois-du-Luc racconta infatti una politica paternalistica basata sull'inserimento dell'operaio e della sua famiglia all'interno di un sistema organizzato intorno alla miniera. Abitazione, lavoro e vita sociale finivano così per intrecciarsi in un delicato equilibrio fra profitto industriale e controllo sociale.

Ridurre La Louvière alla sola archeologia industriale sarebbe tuttavia limitante. La città possiede una vivace dimensione culturale, alimentata da realtà come Keramis – Centro della Ceramica, il Centro dell'Incisione e dell'Immagine Stampata, il Mill – Museo Ianchelevici e il Centre Daily Bul & Co. A questa rete si affiancano manifestazioni capaci di interpretarne l'anima popolare e creativa, dal Carnevale del Laetare allo spettacolo “Décrocher la Lune”. Louvexpo punta inoltre a diventare una vetrina, in Belgio e all'estero, del vasto programma di rinnovamento urbano della città e del crescente dinamismo della regione.

La Louvière, Louvexpo

La Louvière

Persino il nome La Louvière conduce molto indietro nel tempo. In origine indicava una fattoria, La Grande Louvière, la cui cappella è ancora visibile, costruita sul territorio di Saint-Vaast e destinata a dare successivamente origine alla città. Il toponimo attraversò numerose trasformazioni linguistiche. L'Abbazia d'Aulne possedeva sulle due rive del Thiriau importanti proprietà indicate nelle carte del XII secolo come “Menaulu” o “Meneilut”. Il termine romanzo, legato al significato di rifugio del lupo, divenne in latino “Luperia” nel 1157 e “Lovaria” nel 1168, per trasformarsi nuovamente in “Lovière” nel 1217, “Le Lovière” nel 1284 e infine La Louvière. Il riferimento al lupo non è soltanto linguistico. Il territorio dell'attuale città apparteneva all'antica foresta carboniera, un ambiente di boschi scuri e natura selvaggia frequentato dai lupi e dalla selvaggina cacciata dai signori dell'epoca. Una memoria che continua a vivere nell'identità della Città dei Lupi e nella sua celebre statua della Louve.

Proprio la lupa è una delle protagoniste della nuova emissione che le Poste del Belgio hanno dedicato a La Louvière il 31 agosto 2026. La serie, inserita nel progetto “Places de...”, porta questa volta la filatelia belga nell'Hainaut trasformando alcuni simboli cittadini in piccole immagini da collezione e da spedire nel mondo. I cinque soggetti scelti compongono una sorta di itinerario visivo: la statua della Louve, Château Gilson, il Museo Ianchelevici, la chiesa Saint-Joseph e uno degli ascensori idraulici del Canal du Centre. Il foglietto riproduce invece un'antica cartolina con una veduta della chiesa Saint-Joseph e presenta l'incisione della “Louve” in filigrana. I disegni delle incisioni sono di Martin Mörck, mentre il layout è firmato da Myriam Voz. Una piccola galleria filatelica che sintetizza efficacemente le diverse anime della città: il lupo e la sua storia, l'architettura, l'arte, il patrimonio religioso e quella straordinaria ingegneria industriale che ha consegnato il Canal du Centre alla storia mondiale.

La città di Foligno, in Umbria, è gemellata con La Louvière

La città di Foligno, in Umbria, è gemellata con La Louvière

La Louvière possiede inoltre un legame particolare con l'Italia e, soprattutto, con l'Umbria. Dal 1996 è gemellata con Foligno, un rapporto nato per consolidare la profonda relazione storica e culturale tra le due comunità. Le sue radici conducono alla grande stagione dell'emigrazione mineraria e ai numerosi cittadini umbri partiti nel dopoguerra per il Belgio per lavorare nelle miniere di carbone. Formalizzato nel 1996, il gemellaggio è stato celebrato e rinnovato nel tempo. Il ventennale è stato ricordato nel 2016 e nel 2021 i sindaci Stefano Zuccarini e Jacques Gobert hanno firmato il rinnovo del patto, inaugurando anche un monumento commemorativo per il 75° anniversario dell'accordo italo-belga.

Industria, migrazioni, ingegneria, arte e cultura popolare finiscono così per comporre un'unica narrazione. La Louvière ha trasformato le tracce della propria storia produttiva in patrimonio da conoscere e visitare, senza cancellare le contraddizioni sociali legate alla civiltà mineraria. Gli ascensori del Canal du Centre continuano a muoversi secondo il principio immaginato oltre un secolo fa, Bois-du-Luc conserva gli spazi degli operai e delle loro famiglie, mentre musei e manifestazioni alimentano la dimensione contemporanea della città.

La Louvière

La Louvière

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...