Mazara del Vallo: sapore di Sicilia, sapore di Mediterraneo
Angelo Benedetti, Mazara del Vallo / Trapani
Le suggestioni più intense il cuore di Mazara del Vallo le riserva al tramonto, quando i colori di piazza della Repubblica trasformano la Basilica Cattedrale del Santissimo Salvatore, il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Palazzo del Seminario vescovile del 1710 in straordinari capolavori artistici. Lo spazio diventa una sorta di palcoscenico che esorta a scoprire il contenuto di questi patrimoni culturali. E la sorpresa che riserva il loro interno non è da meno…
(TurismoItaliaNews) Mazara del Vallo è un po’ la classica città che non ti aspetti. Ma solo superficialmente, perché man mano che ci si avvicina al centro storico – da apprezzare rigorosamente a piedi per valutarne ogni dettaglio – si scoprono le testimonianze di un passato ricco, che parla dell’orgoglio siciliano e che tramanda tradizioni e stili di vita. La presenza del mare, ovviamente, è stata determinante per la città consentendo lo scambio di culture ed esperienze: conquistata prima dai Cartaginesi e poi dai Romani, fiorente emporio di Selinunte, con gli Arabi che la denominarono "la Rocca" diventando il centro fortificato della Val di Mazar.
E in fondo la Basilica Cattedrale è espressione di tutto questo: la sua costruzione a partire dal 1093 per volontà di Ruggero I d’Altavilla, è l’effetto di un voto espresso durante la battaglia del 1072 contro i saraceni. La basilica va assolutamente visitata, prendendosi tutto il tempo necessario. E’ un crogiolo di stili ed interventi che documentano lo scorrere del tempo e le sovrapposizioni avvenute nel corso dei secoli.
E’ sulla fine del Seicento che la cattedrale viene praticamente trasformata da parte di Don Pietro Castro in una vera e propria costruzione barocca a croce latina, arricchita dal ciborio marmoreo e dalle sei statue di marmo che compongono la Trasfigurazione opera dell’artista rinascimentale palermitano Domenico Gagini, oltre ai successivi pregevoli affreschi del pittore Giovanni Giambecchina.
Ma nelle tre navate si trovano anche tre sarcofagi romani, un crocifisso ligneo del XIII secolo e un portale marmoreo di Bartolomeo Berrettaro risalente al 1525. La facciata, terminata nel 1906, è decorata da un portale ornato da un bassorilievo cinquecentesco che raffigura Ruggero I a cavallo. A parlare di ciò che era prima la basilica, restano le mura del transetto e l'abside. Nel 1980 papa Giovanni Paolo II ha elevato la cattedrale a rango di Basilica minore pontificia.
La posizione di Mazara del Vallo, come detto, ha inciso fortemente sulla storia e sulla sua evoluzione. Una posizione strategica e persino invidiabile: alla foce del fiume Mazàro, tra Capo Feto e Capo Granitola. Del resto fin dall’alba dell’umanità la zona era stata individuata come una delle migliori: i primi insediamenti umani sul territorio mazarese risalgono infatti al paleolitico superiore nei dintorni di Roccazzo. Mentre il centro storico – non potrebbe essere diversamente - è di chiara impronta araba, un’autentica casbah che richiama l’assetto urbanistico delle medine islamiche, appena al di là del Mediterraneo.
Il ricordo del conte Ruggero si ritrova anche in piazza Mokarta, con l’Arco normanno unico presidio rimasto del castello fatto costruire per difendere la città. Perdersi nel dedalo di viuzze porta a scoprire le cupole arabeggianti delle chiese del Carmine e di Sant’Egidio, la chiesa normanna di San Nicolò Regale edificata nel 1124 nella zona del porto.
E ancora Sant’Ignazio iin piazza Plebiscito, il chiostro del Collegio dei Gesuiti con le ventiquattro colonne doriche e la chiesa di San Francesco, esempio di barocco siciliano. Da non perdere neppure il Museo diocesano, dove è conservato il ricco patrimonio di argenti della cattedrale. Insomma una visita slow a Mazara del Vallo è irrinunciabile. Sapore di Sicilia, sapore di Mediterraneo.




