I “Luoghi del Cuore”, ecco l’Italia più amata

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Katia Sposini, Foggia

Sono i Luoghi del Cuore, quelli che ogni italiano ama per i motivi più svariati: per il valore artistico, per il ruolo culturale, per la valenza storica, perfino per il risvolto affettivo. Il progetto è quello del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, che ha concluso il censimento avviato nel 2010 per rilevare i luoghi che nel Belpaese hanno bisogno di "cure" immediate, di essere valorizzati, rilanciati. "Voi li avete scoperti, amati e votati. Oggi cominciamo a restituirli all'Italia" dice il Fai. A poco più di un anno dalla fine della quinta edizione del Censimento, Fai e Intesa Sanpaolo presentano i progetti per ridare un futuro a undici Luoghi del Cuore segnalati dagli italiani.

  

(TurismoItaliaNews) Le segnalazioni sono centinaia. Sono arrivate da tutte le regioni e riguardano i luoghi più disparati: palazzi, chiese, parchi, siti spesso sconosciuti ma non per questo meno meritevoli di tutela e valorizzazione. Al primo posto nella lista stilata dal Fai c'è Monte Sant'Angelo con gli eremi dell'Abbazia di Santa Maria di Pulsano, in provincia di Foggia, che hanno ottenuto 34.118 segnalazioni. Al secondo posto la Casa Desanti - Bossi di Novara con 26.150 voti; al terzo la Chiesa di Santa Caterina a Lucca con 19.238 segnalazioni. A seguire, nell'ordine, la chiesa di San Filippo Neri a Fermo (12.849 segnalazioni), la chiesa di San Bartolomeo sull'isola di Stromboli (9.089), il Giardino di Piazza 4 Novembre a Bari (4.292), l’Arco Bollani a Udine (3.778), Vucciria ed edicola marmorea del Genio a Palermo (2.495), Pié di marmo a Roma (1.720), la Vetta Sighignola a Lanzo D’Intelvi (Como), gli affreschi della Cappella di Santa Rosa nella cattedrale di Viterbo.

 

"Gli eremi dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, in provincia di Foggia – spiega il Fai – sono stati scelti non solo per l’enorme numero di segnalazioni che hanno ricevuto, che sono giunte da cittadini di tutta Italia, ma anche per la sua unicità e peculiarità: gli eremi esprimono infatti il perfetto connubio tra natura, arte e spirito in uno scenario incontaminato. Inoltre, va sottolineata l’antichità dell'insediamento, voluto dal papa - monaco San Gregorio Magno nel VI secolo; infine, va evidenziato il forte legame che intercorre tra il luogo e il suo territorio, perché la sua storia non è solo quella dei diversi ordini monastici che vi si sono insediati ma è anche quella dei cittadini che, con la loro opera di volontariato, si sono attivati con passione per salvare il luogo che amano".

 

A seguito del censimento, che ha dato voce alla richiesta profondamente sentita e condivisa di tutelare e salvaguardare un luogo così unico e straordinario, gli enti territoriali si sono attivati per intervenire a favore degli Eremi, in particolar modo la Provincia di Foggia e la Regione Puglia.

Grazie al contributo messo a disposizione da "I Luoghi del Cuore" il Fai collaborerà con la Provincia di Foggia per la definizione di un progetto di valorizzazione del sito che prevede la riqualificazione e la fruibilità pedonale di un percorso verde a lato del vallone che conduce in prossimità dell'Eremo di San Nicola, uno dei 24 eremi già censiti nell'ambito del progetto, caratterizzato all'interno da resti di affreschi murali tra cui un’Annunciazione della Vergine.

 

 

A Novara la mobilitazione registrata per Casa Desanti Bossi, splendida villa ottocentesca realizzata nel 1859 per il nobiluomo Luigi Desanti, è il risultato della partecipazione sentita e appassionata di un'intera città che si è attivata per il proprio luogo del cuore. Un gesto d'amore che non poteva passare inosservato. "Ma questo luogo – spiegano dai Fai - è stato scelto anche perché è il simbolo stesso di Novara ed è oggi una ferita aperta nel cuore della città. Un luogo dall'indubbio valore storico e artistico, uno dei migliori esempi di architettura civile ottocentesca, opera del grande architetto Alessandro Antonelli. Un luogo su cui viene tuttora mantenuta alta l'attenzione grazie all'instancabile attività di valorizzazione svolta dalla delegazione Fai di Novara e dal Comitato d'Amore per Casa Bossi". Per la salvaguardia dello storico edificio si è attivato anche il noto architetto novarese Vittorio Gregotti.

 

 

La chiesa di Santa Caterina a Lucca (costruita nel 1575 e poi completamente trasformata nel 1738 dall'architetto lucchese Francesco Pini, allievo dello Juvarra) è l’emblema del fatto che l'impegno e la passione dei cittadini possono svolgere un ruolo essenziale per la sua salvaguardia. Le segnalazioni ricevute per la Chiesa hanno rappresentato una vera e propria scossa, giunta fino al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. "La chiesa – sottolinea il Fai - rappresenta uno straordinario esempio di architettura barocca, un unicum nello scenario lucchese; a questa peculiarità si aggiunge il valore sociale che per anni ha rivestito la chiesa di Santa Caterina: luogo di preghiera e punto di riferimento per le donne che lavoravano alla Manifattura Tabacchi, proprio di fronte all'edificio religioso". Grazie alla visibilità nazionale ottenuta con il censimento "I Luoghi del Cuore" e alla costante attività di sensibilizzazione svolta dalla delegazione Fai di Lucca, la Soprintendenza di Lucca ha ottenuto lo stanziamento di 800mila euro per il restauro.

 

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