L’arte della lavorazione suina, così nasce il Prosciutto di Parma: a Langhirano il Museo racconta storia e gusto del Dop

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Chiamarla arte non è sicuramente eccessivo, tutt’altro. Perché il Prosciutto Dop di Parma è a dir poco un capolavoro del gusto. Parliamo di arte della lavorazione suina e a raccontare come nasce è il Museo del Prosciutto e dei salumi parmigiani, a Langhirano, patria d’elezione di questo prosciutto, nella vasta struttura dell’ex Foro Boario.

 

(TurismoItaliaNews) L’area oggi occupata dal Foro Boario, fra il centro storico di Langhirano e il torrente Parma, è il risultato di un intervento urbanistico dei primi decenni del Novecento, finalizzato alla regimentazione dell’alveo del torrente Parma e alla costruzione del muro di difesa dell’abitato. Venne così a liberarsi una vasta area tangente al torrente, destinata ad essere bonificata e urbanizzata con la costruzione di diversi edifici e servizi pubblici. Risalgono a questa epoca le importanti realizzazioni del Macello, del Foro Boario e degli edifici attigui, del campo sportivo con le annesse tribune e del ponte che unisce Langhirano con il comune di Lesignano. La storia del Foro Boario di Langhirano è legata ai processi economici del territorio e all’identità stessa del paese, polo di attrazione dell’alta Val Parma e centro di mercato e di lavorazione dei prodotti legati all’attività agricola della zona.

L’arte della lavorazione suina, così nasce il Prosciutto di Parma: a Langhirano il Museo racconta storia e gusto del Dop

L’arte della lavorazione suina, così nasce il Prosciutto di Parma: a Langhirano il Museo racconta storia e gusto del Dop

L’edificio, sede dei magazzini comunali fino al 2002, presenta una struttura muraria in sassi disposti a mosaico con alternate file orizzontali e lesene in laterizio a vista. La struttura della copertura a due falde è caratterizzata da un sistema tradizionale a capriate lignee, tipico delle costruzioni agricole e paleo-industriali dell’area padana. In una terra fertile, delimitata a Nord dal Po e a Sud dall’Appennino, e compresa tra le valli dell’Enza e dello Stirone, fin dai tempi più remoti si sviluppò l’allevamento dei suini, favorito dalle vaste estensioni boscose e dalla presenza delle querce, e con queste, delle ghiande.

Branchi di maiali pascolavano in vaste aree boschive e le popolazioni di origine celtica, qui stanziate, misero a punto le “tecnologie” necessarie all’impiego delle loro carni e alla loro conservazione, anche grazie alle sorgenti e ai pozzi di acqua salata di Salsomaggiore e Rivalta. Organizzato in otto sezioni, il percorso di visita al Museo inizia dal territorio, con la descrizione dell’agricoltura parmense, per poi passare alla sezione dedicata alle razze suine, alla loro diffusione nei vari continenti e alle varietà utilizzate per la produzione del Prosciutto di Parma. La ricca sezione dedicata al sale racconta la storia di questo importantissimo strumento di conservazione degli alimenti, che grazie ai pozzi presenti sul territorio, favorì nel tempo lo sviluppo dell’arte salumiera.

L’arte della lavorazione suina, così nasce il Prosciutto di Parma: a Langhirano il Museo racconta storia e gusto del Dop

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Vi è esposta una raccolta di sali provenienti da tutto il mondo e un raro filmato sull’estrazione del sale dai pozzi di Salsomaggiore. La quarta sala è dedicata alla norcineria e raccoglie, oltre a numerosi documenti storici sull’attività della macellazione dei suini nei secoli, un ampio campionario di antichi oggetti impiegati da generazioni di norcini per la lavorazione delle carni. Le restanti sezioni presentano gli altri salumi tipici del territorio parmense, approfondiscono il tema della gastronomia e dell’impiego del prosciutto in cucina, narrano, anche attraverso testimonianze in video, le tecniche di lavorazione del prosciutto e la struttura di un prosciuttifi cio, presentano infi ne l’attività del Consorzio del Prosciutto di Parma, che garantisce la qualità di questo straordinario prodotto noto e apprezzato in tutto il mondo. Conclude idealmente la visita l’assaggio alla Prosciutteria del Museo e al negozio dei prodotti d’eccellenza del territorio.

Le cosce dei maiali nati, allevati e macellati nelle regioni definite dal rigido disciplinare del Consorzio del Prosciutto di Parma (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise) e provenienti da macelli abilitati, dopo un’accurata selezione operata dal personale delle aziende in collaborazione con gli ispettori dell’Istituto di certificazione, vengono identificate con un sigillo metallico che indica il mese e l’anno di inizio della lavorazione.

L’arte della lavorazione suina, così nasce il Prosciutto di Parma: a Langhirano il Museo racconta storia e gusto del Dop

Langhirano è ovviamente una tappa irrinunciabile nelle Strade dei Vini e dei Sapori del Parmense. Un percorso fatto di piccole realtà, che sa farsi apprezzare a pieno solo da chi, con curiosità e passione, vuole ripercorrere e scoprire storia e tradizioni del passato. La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, la Strada del Culatello e la Strada del Fungo Porcino sono tre percorsi nel segno del gusto, in una cornice di eccellenze paesaggistiche, storiche e artistiche. Gli altri luoghi interessati sono Albareto, Bedonia, Berceto, Borgo-val-di-taro, Busseto, Calestano, Compiano, Corniglio, Felino, Lesignano de’ Bagni, Palanzano, Polesine Parmense, Sala Baganza, Tornolo, Varano de' Melegari, Varsi e Zibello. A due passi da Langhirano c’è lo spettacolare Castello di Torrechiara, imperdibile con il suo racconto di una storia d’amore eterna.
E per una degustazione di Prosciutto di Parma Dop come si deve, si può segnalare la Salumeria Ugolotti: la sua storia è iniziata forse prima del 1869, data in cui Tognet d'Uglot, garibaldino, dopo essere rientrato dalla spedizione dei Mille, ha aperto la salumeria. Da allora la famiglia ha sempre gestito l’attività tramandandola da padre in figlio, mantenendo nel corso del tempo la preferenza a proporre i salumi ed i formaggi della miglior qualità possibile. Oggi, dopo oltre 150 anni, continua la ricerca sempre più appassionata delle ''cose buone'' e la salumeria è stata impreziosita dall'apertura della prosciutteria, dove i visitatori possono degustare i prodotti di Langhirano, capitale del prosciutto e di un territorio unico.

 

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