Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

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Giovanni Bosi, Fermo / Marche

Sono un autentico patrimonio dell’arte idraulica di età augustea. E quello che assicurano è un viaggio nella pancia di Fermo, la nobile città marchigiana conosciuta per il Palio dell’Assunta, il Duomo spettacolare e Tipicità Festival. Dai sotterranei dell’imponente ex Convento dei Frati Domenicani si scende in un enorme serbatoio per la raccolta e la distribuzione dell’acqua, costruito fra il 31 a.C. e il 14 d.C., una delle più estese e meglio conservate cisterne di epoca romane al mondo. Un dedalo misterioso…

 

(TurismoItaliaNews) Fermo. Hai tutto il tempo. Un claim non solo spontaneo, ma decisamente intrigante. Perché in questa bella città delle Marche, dalle origini antichissime, si può compiere davvero un viaggio nel tempo. Come nelle Cisterne Romane, un capolavoro assoluto dell'ingegneria idraulica dell'antichità, che oggi si rivelano una location incredibile tra stupore e suggestione. Dove gli scorci, le fessure, le ampie stanze scavate e ingegnate per conservare l'acqua destinata alla città, svelano un dedalo di spazi che sembrano moltiplicarsi ad ogni passo. E poi il museo archeologico che racconta l'epopea del passato fermano, con reperti di grande raffinatezza. Visitare tutto con l'entusiasmante energia di Annalisa Cerretani, assessore al turismo, è il valore aggiunto grazie a Tipicità Festival del direttore Angelo Serri.

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

Fermo, l'assessore al turismo Annalisa Cerretani

L’antico convento di San Domenico, costruito nel XIII secolo insieme alla chiesa e trasformato seicento anni dopo nel convitto “Collegio Fontevecchia”, è diventato la sede del Museo Archeologico Comunale in cui si conservano i reperti più significativi della raccolta civica e ripercorre la storia della collezione a partire dalla sua nascita. Da qui si apre una vera e propria star-gate: le Cisterne si sviluppano in 30 sale divise su tre file, per una superficie totale di 2.200 metri quadrati destinaa alla conservazione dell’acqua potabile da distribuire in città.

“Le Cisterne, oltre ad essere visitate ogni anno da migliaia di visitatori – ci spiega l’assessore Annalisa Cerretani - sono anche uno spazio vivo, amato e vissuto dalla cittadinanza, Spettacoli, mostre e concerti hanno riempito negli anni le sale romane. Apprezzatissimo il Presepe Vivente organizzato dalla Cavalcata dell’Assunta che, nel periodo natalizio, anima gli antichi ambiente con scene e costumi dell’epoca di costruzione delle grandi cisterne. Una cornice straordinaria, un unicum all’interno del territorio marchigiano che testimonia la grande maestria e abilità costruttiva dei Romani e il rilevante ruolo dell’antica Firmum”.

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

L’accesso alle Cisterne è anticipato dal passaggio attraverso i reperti del Museo Archeologico, che trae origine dal museo privato dei fratelli Gaetano e Raffaele De Minicis, nati nella vicina Falerone alla fine del Settecento e vissuti a Fermo nella prima metà dell’Ottocento. Il museo De Minicis, nel suo gusto eclettico e nella passione per l’antico, affonda le radici in parte nella tradizione settecentesca delle wunderkammers o stanze delle meraviglie, in parte nel culto neoclassico dell’antico di cui Winckelmann fu massimo teorizzatore e di cui furono illustri esponenti l’italiano Scipione Maffei e il tedesco Athanasius Kircher.

E poi la scoperta dell’ingegnosa struttura delle Cisterne Romane: raccoglievano acqua piovana e probabilmente acqua sorgiva o di falda proveniente dal colle Girfalco (dove attualmente è posizionata la cattedrale). La costruzione ha una pianta rettangolare (65,12 per 29 metri) ed è divisa in 30 stanze comunicanti disposte su tre file parallele; la superficie totale, compresa quella dei muri perimetrali, è di 2.200 mq. “Le cisterne rifornivano di acqua la parte più bassa della città e secondo alcune ipotesi anche il porto romano di Firmum Picenum – ci spiega la nostra guida durante la visita - la struttura è realizzata in opus caementicium, calcestruzzo composto da sassi, sabbia e calce. Il cemento è presente nelle pareti perimetrali e nei muri interni, nelle volte e nel pavimento. Una soluzione tecnica efficace per garantire l’impermeabilizzazione è stata quella di mescolare al calcestruzzo frammenti di mattoni tritati.

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

Questa città nasconde nel sottosuolo un mondo antico e suggestivo: ecco il dedalo misterioso delle Cisterne Romane a Fermo

“L’altezza del cocciopesto sui muri interni potrebbe indicare il livello dell’acqua in epoca romana. Il basso livello consentiva l’ossigenazione e la conseguente potabilità dell’acqua – aggiunge la guida - l’acqua entrava nelle cisterne attraverso aperture poste nelle pareti perimetrali. I 12 pozzetti quadrangolari posizionati in altrettante volte, venivano aperti per permettere l’ingresso di aria pulita e ulteriore acqua piovana. Superiormente i pozzetti erano sigillati da chiusini in calcare visibili esternamente”.

Le cisterne hanno rifornito di acqua Firmum Picenum (così si chiamava la città di Fermo fondata dai Romani nel 264 a.C.) sino alla fine dell’Impero, poi sono cadute in disuso. Nel Medioevo alcune delle stanza sono state riscoperte e riutilizzate ma solo come cantine. In una delle stanze, ad esempio, i frati domenicani costruirono un palmento per la produzione di vino. Sono ancora visibili le due vasche per la fermentazione e al centro della stanza il basamento del torchio di legno. Qui sono visibili anche alcuni reperti archeologici tra i quali il basamento di una colonna ed altri elementi architettonici.

Fermo, la raccolta del Museo Archeologico

Fermo, la raccolta del Museo Archeologico

Fermo, la raccolta del Museo ArcheologicoFermo, la raccolta del Museo Archeologico

Insomma “è evidente che quando si arriva a Fermo tra le tantissime cose da vedere, non si possono dimenticare le Cisterne Romane” chiosa l’assessore Annalisa Cerretani.

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