Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiras Group pensando all’ambiente [VIDEO]

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Giovanni Bosi, Preveza / Grecia

La zona è una di quelle meraviglie della natura che quando ne scopri l’esistenza, ti chiedi come sia possibile che tu non l’abbia ancora vista. Eppure il Golfo Ambracico, conosciuto anche come Golfo di Arta o Golfo di Azio, o ancor più fra i greci come Golfo di Amvrakikos, racchiude al suo interno la più grande zona umida ellenica, inclusa nella rete ecologica Natura 2000 creata dall’Unione Europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, e protetta dalla Convenzione di Ramsar, quella sulle zone umide di importanza internazionale. E’ in questa cornice che nasce e viene allevato pesce di grande qualità. Siamo andati per capire come funziona.

 

(TurismoItaliaNews) Diciamo subito che da queste parti la grande storia ha scritto pagine importanti della Grecia come dell’Impero Romano. Il Golfo Ambracico è stato infatti il teatro della battaglia di Azio, in cui le forze di Augusto hanno sconfitto quelle di Marco Antonio e Cleopatra, tutt’intorno ci sono i resti di numerose antiche città come Actium, Nicopoli, Argo Ippatum, Limnaea e Olpae; mentre dall’indipendenza greca alla seconda guerra balcanica ha costituito il confine tra il Regno di Grecia e l’Impero Ottomano. Così, quando ti affacci su questo golfo del Mar Ionio, nella Grecia nord-occidentale, è come respirare l’aria di un grande passato. E pure di un grande futuro, perché qui si fa di tutto per proteggere un ambiente meraviglioso.

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

“Essendo la più grande zona umida della Grecia, il Golfo di Amvrakikos è un grandioso ecosistema diversificato popolato da oltre 290 specie diverse di uccelli, 75 delle quali sono considerate in via di estinzione. Mentre molti di questi vivono tutto l’anno nelle paludi del golfo, la maggior parte trascorre gli inverni qui o viene ad accoppiarsi e allevare la propria prole”: a presentarci lo scenario è Zois Kolios, il fondatore di Statiras Natural Fishery Sa dello Statiras Group Sa, azienda impegnata qui nell’allevamento e nella produzione sostenibile di pesce e prodotti della pesca destinati al mercato greco.

“Considerando la valenza ambientale di questo luogo – ci dice con entusiasmo Zois Kolios – desideriamo sin dall’inizio sviluppare e consolidare la nostra attività in uno spirito di unità e cooperazione. La nostra visione è di contribuire in modo sostanziale allo sviluppo dell’economia locale, attraverso la pesca ma anche mediante lo sviluppo di infrastrutture e servizi turistici per promuovere la regione dell’Epiro a livello internazionale. Quando abbiamo iniziato questo investimento nel 2020, abbiamo dovuto far fronte alla mancanza di infrastrutture, all’abbandono dell’ambiente naturale, ad un quadro giuridico anacronistico e all’annoso problema della pesca illegale che svilisce sia il prodotto della pesca che la natura”.

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Uno dei primi problemi di cui ha dovuto occuparsi la Statiras Natural Fishery Sa, è stato proprio quello di migliorare l’ambiente e la circolazione dell'acqua. Sono state realizzate opere al fine di formare adeguatamente le porte di scambio con il mare, approfondire le trincee perimetrali per rafforzare gli argini in pietra naturale che proteggono il lago dalle onde del marine; sono stati creati percorsi pedonali in modo da facilitare il processo di pesca ma anche per presidiare la zona e proteggerla dalla pesca illegale; sono stati rimossi vari tipi di inquinamento idrico e ambientale come vecchie reti, reti sommerse e rifiuti di plastica che si trovavano sul fondo della laguna e nell’area circostante. Durante queste procedure, un team scientifico ha monitorato regolarmente le caratteristiche fisico-chimiche delle acque. Infine un ripopolamento ittico con 300.000 avannotti certificati e di alta qualità. Oggi le strutture dell’azienda e la laguna sono aperte a chiunque voglia visitarli, per apprezzare sia la qualità del lavoro e la bellezze del luogo.

Siamo esattamente a Psatotopi: Statiras Fishery ha lo sfruttamento esclusivo dell’allevamento ittico naturale della laguna di Koftra Paliobouka, con una superficie di 5.500 acri, dove il pesce (ad esempio orate e carpe) vive in condizioni naturali nutrendosi esclusivamente di quanto può trovare in acqua. Questa zona di mare semichiusa copre complessivamente un’area di 450 kmq, con una larghezza massima di 64 km; la parte settentrionale della baia è occupata da lagune grandi e produttive, quindi è una delle zone di produzione ittica più importanti del Paese. “A collegarla con lo Ionio – ci spiega Evagelia Eglezou, managing director di Statiras Natural Fishery Sa dello Statiras Group Sa - è uno stretto canale di 6 km di lunghezza, largo circa 600 metri e profondo 4 che assicura il rinnovo delle acque della baia attraverso 4 diverse porte di ingresso, in modo che il rinnovo delle acque avvenga naturalmente e solo con l’acqua di mare. Nel golfo di Amvrakikos sfociano due fiumi, l’Arachthos e il Louros”. Il meccanismo è po’ come quello del nostro Delta del Po.

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

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“La pesca, l’acquacoltura e la lavorazione dei prodotti della pesca sono attività importanti legate alla baia - sottolinea Evagelia Eglezou - per effetto della bassa profondità, l’acqua si riscalda molto rapidamente e la luce si diffonde su tutta la superficie. Di conseguenza, cresce un’enorme quantità di fitoplancton e zooplancton che rappresenta il cibo naturale di tutta la fauna marina. Quindi, le lagune sono i sistemi idrici naturali più produttivi. C’è una grande varietà di organismi che crescono nelle lagune e creano una rete alimentare completa. L’alimentazione naturale e variabile dei pesci che qui vengono pescati, è il motivo principale della loro grande qualità e gusto”.

La pesca avviene in modo tradizionale, utilizzando le reti e il pesce viene selezionato a mano sul posto. “Utilizziamo reti diverse a seconda del tipo di pesce che vogliamo pescare e soprattutto delle dimensioni - aggiunge Evagelia Eglezou – perché non catturiamo quelli di piccola pezzatura. I nostri pescatori utilizzano piccole barche di legno per muoversi sulla laguna, utilizzando principalmente un’asta per spostare la barca in quanto le acque sono molto basse; dove invece la profonda è maggiore  viene impiegato un motore a bassa cilindrata. Su ogni barca c'è un cestino per il pescato, munito di ghiaccio/acqua che viene rinfrescato di volta in volta e che serve per mantenere il pesce fresco come il primo minuto. Quando il cesto è colmo, la barca torna alla struttura a terra dove il pesce viene imballato in modo da garantirne la freschezza e avviato alla spedizione”.

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

Nella meraviglia del Golfo di Amvrakikos torna la pesca tradizionale: l’esperienza dello Statiros Group pensando all’ambiente

In effetti, avendo la possibilità di gustare il pesce che arriva dalla laguna, non si può che confermare la qualità del pescato, praticamente come se fosse avvenuto direttamente nel mare poco distante.

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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