Il Cioccolato dei Semplici, ecco il progetto social del Castello di Gropparello che dona non solo il piacere di assaggiare

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Giovanni Bosi, Gropparello / Parma

Il piacere di assaggiare con ogni senso, compreso quello civico della solidarietà. E’ il progetto social che arriva dalla famiglia Gibelli, i castellani di Gropparello, che ora legano il nome del loro meraviglioso Castello con una propria linea di prodotti a base di cioccolato in collaborazione con Cooperativa Sociale 180, la quale lavora e trasforma cioccolato Cacao Barry – Callebaut. Il risultato? Beh, provatelo voi…

 

(TurismoItaliaNews) “Abbiamo il cioccolato più buono del mondo”: a Chiara Maria Gibelli luccicano gli occhi quando ci spiega il progetto che ha intrapreso insieme alla propria famiglia. Loro abitano in quell’incredibile costruzione arroccata su uno sperone di roccia dei Colli Piacentini, che si chiama Castello di Gropparello, famoso per tanti motivi. Da oggi c’è un motivo in più perché le festività natalizie appena concluse hanno tenuto a battesimo un’iniziativa che ha il doppio pregio di veicolare ulteriormente l’immagine e la sostanza del maniero, e di mettere in campo un’azione di solidarietà.

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“Il Cioccolato dei Semplici – ci spiega Chiara Maria - è la linea di cioccolato che nasce a cavallo tra il 2024 e il 2025: un nuovo progetto a sostenibilità economico-sociale in partnership con Cooperativa Sociale 180arl. Attraverso questa collaborazione il Castello di Gropparello innanzitutto si inserisce e contribuisce all'inserimento lavorativo di un ragazzo con fragilità stabilmente occupato e assunto a tempo indeterminato all'interno della Cooperativa Sociale 180 che si occupa - assieme ad altre realtà giuridiche - della gestione di un laboratorio per la produzione di cioccolato e prodotti di piccola pasticceria. Entriamo così pienamente nell’ambito della sostenibilità economico-sociale”.

E naturalmente dietro all’operazione c’è la signora Maria Rita Trecci Gibelli, vicepresidente della Passato & Futuro e proprietaria del Castello di Gropparello e della Taverna Medievale, nonché project manager, apprezzata per la sua grande capacità di visione imprenditoriale, unita a una forza incrollabile nel perseguire gli scopi e a una incredibile capacità di leggere le situazioni. “Lo abbiamo chiamato ‘il Cioccolato dei Semplici’ perché è legato al lavoro di comunità in via di sviluppo e perché è… semplicemente cioccolato…” ci dice. “Questo progetto è partito come un obbligo, avendo raggiunto il numero di ore lavorate, tale per cui entravamo nella logica di assumere un dipendente fragile. La difficoltà stava nel trovare una persona che potesse venire a lavorare al nostro ristorante – quindi anche in orario serale e nei festivi – e che potesse organizzarsi facilmente. Sembrava di entrare incappati nell’ennesimo vincolo. Ma poi ho pensato di capovolgere la prospettiva: ciascuno di noi ha dei talenti, tutti diversi. Così, come io sono capace di creare un progetto di vendita, un altro è capace di lavorare ad un prodotto che io posso vendere – sottolinea Maria Rita Trecci Gibelli – quindi ho cominciato a vedere la cosa in questo modo: cercare una persona che con le sue abilità potesse inserirsi nella mia azienda contribuendo a creare una linea commerciale di prodotti tipici”.

Il Cioccolato dei Semplici, ecco il progetto social del Castello di Gropparello che dona non solo il piacere di assaggiare

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“Ho cercato ‘disperatamente’ una cooperativa di tipo B – che per legge può fare da tramite nell’impiego di persone con fragilità – con una produzione adatta a essere inserita fra le nostre. Ho trovato la cioccolata di Cioccolato180, e l’idea mi è piaciuta tantissimo – racconta la signora Maria Rita - mi sono sentita in mano la possibilità di creare una linea commerciale che ci aggiungesse valore. Da lì è nato tutto. Una serie di benefici a catena, sinergie con altre aziende e realtà… Una grande soddisfazione! Sono molto felice di aver capovolto il punto di vista, trasformando un obbligo in un’opportunità! Mi sento molto orgogliosa di questo lavoro e pronta a fare grandi passi! Loro sono bravissimi, la risposta del pubblico è eccellente. Noi eravamo già stati conquistati, è molto bello vedere che tutti i giorni questa cioccolata conquista clienti e nuove collaborazioni!”. La materia prima utilizzata per la realizzazione dei prodotti è il cioccolato Barry Callebaut trasformato da Cooperativa Sociale 180 nel proprio laboratorio e prevede una selezione di fave di cacao provenienti da Madagascar, Tanzania e Isole Sao Tomè. Cacao Barry ha fondato la Cocoa Horizons Foundation con lo scopo di aumentare l'impatto e promuovere il cambiamento concreto nelle comunità di coltivatori di cacao migliorandone le condizioni di vita attraverso la promozione di un'agricoltura sostenibile e imprenditoriale, una maggiore produttività e uno sviluppo della comunità che protegga anche la natura. “Questo progetto è arrivato a noi attraverso Filippo Mazzocchi, responsabile dello sviluppo commerciale ed economico del progetto ‘180 - A noi il cioccolato fa impazzire’, aggiunge Maria Rita Trecci Gibelli.

Un cioccolato buono, sano e che “sa di buono”. Un cioccolato che abbraccia il mondo e che nel suo viaggio coccola e sostiene realtà fatte di fragilità che trovano una forza speciale, una strada fantastica per realizzarsi e inserirsi nel mondo del lavoro, da protagonisti. Un giovane ramo di questa bellissima realtà fiorisce qui al Castello di Gropparello, che in questo modo si arricchisce di un prodotto d’eccellenza, salda i legami con ulteriori realtà del territorio (“Le sinergie sono il nostro forte”! chiosano i castellani) e si crea al contempo un nuovo marchio personalizzato, destinato a uno sviluppo vertiginoso. L'iniziativa è avviata in collaborazione con Fondazione Amici di Sissi Ets, titolare del marchio registrato “180 A Noi il cioccolato fa' impazzire” concesso in uso a So.Ciok Srl, realtà del territorio che unitamente a Fondazione Amici di Sissi Ets e Cooperativa Sociale 180 Srl contribuisce all'inserimento lavorativo di ragazzi con fragilità segnalati dal dipartimento di Salute Mentale di Piacenza, che vengono impegnati nella gestione del laboratorio, costruendo loro le competenze per preparare prodotti di altissimo livello. “Questo progetto, che ci ha conquistati per il sapore di impegno sociale, ci ha anche conquistati sul piano delle lavorazioni, che sono eccezionali. Tanto da portarci a inserire cioccolato, ma anche frolle, torte e crostate, nei nostri buffet degli eventi, anche per le aziende. In questo modo riusciamo a far conoscere questa realtà e a dare un contributo di valore al lavoro della cooperativa, avendo al contempo una linea a base di cioccolato che, davvero, ‘ci fa impazzire’” aggiunge Chiara Maria Gibelli. Che evidenzia i primi passi concreti dell’iniziativa: “In vendita da noi, sia nella bottega-biglietteria che nel Loco di Ristoro della Taverna, abbiamo inserito le tavolette di cioccolato fondente e al latte disponibili in diverse misure e grammature. Oltre a cioccolatini in purezza, Mendicanti, pasticceria secca e Napolitain (le vendite hanno raggiunto gli obiettivi prefissati! Siamo già arrivati al secondo ordine). Abbiamo inserito nelle proposte alle aziende il Buffet di cioccolata e pasticceria secca, come dessert oppure nel coffee break dei meeting. E’ stato un successo enorme”.

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“Da fine gennaio saranno disponibili le prime tavolette con impressa l’immagine del castello: abbiamo elaborato un marchio e disegnato il profilo del castello per produrre lo stampo, lasciando le tavolette in un packaging trasparente – spiega ancora Chiara Maria - questa tavoletta personalizzata potrà essere concessa in vendita anche a realtà locali che sposeranno il nostro progetto e vorranno farne parte, dotandosi di un cioccolato speciale, buonissimo e caratterizzato dall’immagine del Castello di Gropparello, che con la Taverna Medievale si è già inserito da tempo nel contesto di tipicità, qualità e appartenenza allo scenario dei produttori locali (Parma e Piacenza) di altissimo pregio. Soprattutto nell’ultimo anno, con l’ingresso nell’alleanza dei cuochi di Slow Food, abbiamo creato una rete di fornitori eccezionali, con cui si è instaurato un legame personale e dei quali siamo diventati ambasciatori presso la corte itinerante dei nostri turisti, sia italiani che stranieri. Stiamo studiando insieme a Filippo le praline ripiene in due diverse versioni: quella con il nostro Amaro del Castello (ricetta speciale di Maria Rita), e quella con ripieno di Vermut di Cantina Luretta, altro grande partner con cui da quest’anno abbiamo messo in produzione La Dame Blanche, il nostro personale spumante metodo classico cuvee Blanc de Blancs, nato per festeggiare il nostro trentennale al Castello che si compie a giugno 2025”.

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