Porto Santo, l’isola di Cristoforo Colombo in mezzo all'Atlantico
Giovanni Bosi, Porto Santo
Adagiata com’è in mezzo all’Oceano Atlantico, Porto Santo è l’isola che non ti aspetti. Lanciata in tempi recenti sul mercato internazionale del turismo, gli italiani la stanno scoprendo a piccole dosi. Isola portoghese appartenente alla regione autonoma di Madeira, è ad un tiro di schioppo dalla più famosa isola che ha per capitale Funchal. Lunga dieci chilometri e larga sei, Porto Santo ha legato il proprio nome a Cristoforo Colombo, la cui casa è stata trasformata in un museo. Siamo andati a vederla.
(TurismoItaliaNews) Fino al quindicesimo secolo se ne ignorava l’esistenza e cioè fino a quando non c'è stata la grande stagione delle esplorazioni inaugurata dal principe Enrico il Navigatore. Oggi Porto Santo, territorio portoghese e amministrativamente legata a Madeira, dal punto di vista turistico conosce una nuova stagione con la internazionalizzazione della sua "clientela". Se la collocazione in pieno oceano può apparire un handicap, in realtà non va dimenticata la natura dell’isola: grazie alle attività vulcaniche sottomarine, gode per tutto il corso dell’anno di temperature miti (ma occhio al vento) che oscillano tra i 18 e i 27 gradi e che finiscono con il mitigare anche la temperatura del mare.
A Porto Santo è preferibile arrivare in aereo attraverso voli diretti dall’Italia da Malpensa o in alternativa dal Portogallo. Se non c’è il volo diretto, si può optare per un volo su Madeira per spostarsi quindi sull’isola con il traghetto.
Ma perché andare in vacanza a Porto Santo? La prima risposta può essere la qualità del mare: limpido, calmo soprattutto nella zona a sud, caldo (quasi) tutto l’anno (ma non aspettatevi temperature caraibiche perché questo è l’Atlantico) e in grado di rigenerare la pelle di chi vi fa il bagno: alcune ricerche mediche hanno infatti appurato che le sue acque e la sua sabbia possiedono proprietà terapeutiche grazie alla ricchezza di iodio, magnesio e calcio. Questa caratteristica ha finito con l’agevolare lo sviluppo di Spa e strutture più o meno organizzate per il benessere. Poi il clima: generalmente secco e stabile, con variazioni stagionali minime. E quindi le spiagge: soprattutto la costa meridionale è costituita da una larga distesa di sabbia fine, mentre quella settentrionale presenta scogliere a picco sul mare. A differenza di Madeira, però, Porto Santo può contare su poca acqua e questo spiega la scarsa vegetazione, con prevalenza di fichi d’india ed altre piante grasse. Il punto più alto dell’isola è il Pico do Facho (appena 516 metri di quota) mentre intorno ci sono cinque isolotti disabitati, il maggiore dei quali è l'Iléhu de Baixtoda Cal.
Il centro principale dell’isola è Vila Baleira (che in portoghese significa "balena"), un gradevole piccolo centro dove si può andare a fare shopping senza rischiare di essere travolti dalla confusione. Qui la vita scorre tranquilla, come del resto avviene nelle altre zone dell’isola, e per chi è in cerca di una vacanza super – rilassante, Porto Santo è il luogo giusto. In ogni caso Vila Baleira ha storia da raccontare: è qui che Cristoforo Colombo visse tra il 1479 e il 1485. La sua casa è ancora visibile ed è stata trasformata in un museo che rappresenta il maggior simbolo culturale dell’isola. (www.museucolombo-portosanto.com)
Il complesso completamente restaurato è costituito da due edifici, di cui il più antico risale all’epoca in cui il navigatore si stabilitì sull’isola ed è la casa dove (probabilmente) il capitano genovese visse. In ogni caso si è cercato di mantenere l’ambiente originale in cui ha vissuto l’esploratore. Nel museo etnografico si trovano, oltre a ritratti di Colombo eseguiti tra il XVI e il XX secolo, il modellino di una delle sue navi, diverse mappe con le rotte dei suoi quattro viaggi ed altri oggetti appartenuti allo scopritore. Sono inoltre presenti due depositi di cereali e una piccola parte di un galeone, che affondò nel 1757 vicino alla Baia di Guilherme, nella costa nord dell'isola.
Il "Museo di Colombo" vuol proporsi come una struttura che rappresenti la sede di qualcosa di più ampio, di un museo polinucleare per l’identificazione della storia di Porto Santo. Si presenta come uno spazio di riconoscimento della posizione strategica dell’isola nel contesto dell’espansione portoghese. Propone aree dedicate alla presenza del genovese nell’arcipelago di Madeira e alla sua importanza nella preparazione dei grandi viaggi, sino alla scoperta dell'America. Cristoforo Colombo sposò la figlia del primo Capitano di Porto Santo, Bartolomeo Perestrelo. Il Museo si trova in Travessa da Sacristia, n.2 e 4 ed è aperto da martedì a sabato dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 14 alle 19; la domenica dalle ore 10 alle 13. In estate, nei mesi di luglio, agosto e settembre,si può visitare da martedì e sabato dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 14 alle 19; la domenica dalle ore 10 alle 13.
Un giro dell’isola riserva comunque sorprese. A ricordare la sua storia di isola di pescatori, c’è il monumento nella piazza principale dedicato ai barcaioli. Uomini che condussero una dura vita, lottando contro il mare, aiutando ad espandere ed interrompere l’isolamento di Porto Santo, salvando vite e soccorrendo gente dalla fame. Presso l’Alameda do Infante c’è anche il Monumento delle Scoperte, più conosciuto anche come il "Pau de Sabão", formato da una sezione quadrangolare e imponente, dove in ogni lato si trovano rilievi allusivi alle scoperte dell’epoca del Infante D. Henrique.

Una visita la merita pure la Chiesa Madre, uno dei principali monumenti di Porto Santo, chiamata anche Chiesa della Madonna della Pietà, La struttura è stata per varie volte incendiata da pirati e corsari approdati sull’isola. Oggi conserva al suo interno altari e dipinti bellissimi, opera di Martim Conrado e Max Romer, la cui bellezza artistica richiama l’attenzione di tutti coloro che visitano il tempio. A due passi, proprio nel centro di Vila Baleira, c’è il Palazzo Municipale che ha la particolarità di essere stato un’antica prigione. L’origine della sua edificazione risale al sedicesimo secolo, nonostante abbia già subito delle alterazioni con lo scopo di renderlo più funzionale.
Un altro luogo simbolo è la Cappella della Madonna della Grazia, un vero e proprio eremo che rappresenta uno dei più antichi templi edificati a Porto Santo prima del 1533. Distrutto nel 1812, è stato ricostruito nel 1951. Strettamente legato alla storia dell’isola, vi si rifugiarono molti dei suoi abitanti per sfuggire alla persecuzione dei pirati. C’è poi il Forte di San Giuseppe nella parte alta della città e formato da una linea di 8 piccoli cannoni di ferro, che una volta servivano per difendere l’isola. La sua costruzione ha subìto profondi cambiamenti dagli inizi del XVII secolo e a partire dal XX secolo e oggi è di proprietà privata.
Non meno interessante è ovviamente la natura. Sul Pico Ana Ferreira si trova il belvedere della Pedreira (cava), da cui si avvistano l’Ihleu de Fora e il Pico do Facho e il Pico do Castelo. Questa cava è composta da colonne prismatiche, dalle forme molto irregolari. Salire fino a qui ne vale la pena, per poi godere della vista panoramica. Magari per avvistare uno dei tradizionali mulini a vento, il primo dei quali fu costruito nel 1794 per la macinatura dei cereali. Insomma l'isola di Porto Santo merita di essere visitata per una vacanza dal sapore sicuramente autentico.









