🇲🇽 Messico, il respiro del mondo antico: viaggio tra i tesori Unesco e la memoria viva delle civiltà precolombiane

Stampa
images/stories/messico/ChichenItzaPiramide1.jpg

 

di Eugenio Serlupini, Roma

C’è un filo rosso che attraversa il Messico, invisibile ma potentissimo. È quello che lega le piramidi degli antichi Maya ai conventi barocchi dei missionari spagnoli, le giungle dello Yucatán alle saline del Golfo di California. Un patrimonio smisurato, che nel 2025 conta trentasei siti iscritti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco, più ventitré candidature in attesa, segno di una nazione che custodisce nel proprio territorio una delle più dense concentrazioni di meraviglie culturali e naturali del pianeta. L’Onu ora li promuove nel mondo. Ecco come.

 

(TurismoItaliaNews) I primi sei riconoscimenti, nel lontano 1987, hanno segnato l’inizio di una nuova consapevolezza: il Messico non è solo un Paese, ma un museo a cielo aperto. Città del Messico e Xochimilco, Oaxaca e Monte Albán, Puebla, Palenque, Teotihuacan e Sian Ka’an furono le prime a entrare nel prestigioso elenco durante l’undicesima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale. Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, questi luoghi restano l’anima viva di una civiltà che continua a raccontarsi attraverso la pietra, la luce e la memoria. Ventotto siti sono riconosciuti come beni culturali, sei naturali e due misti, testimoniando l’armonia – tutta messicana – tra uomo e natura. Ma non mancano le sfide: le Isole e Aree Protette del Golfo di California sono oggi nella lista dei patrimoni in pericolo, minacciate dall’estinzione della vaquita, la minuscola focena che abita quelle acque turchesi e che è divenuta simbolo della fragilità dell’ecosistema marino.

Uxmal

Tulum

Tra i siti più visitati e amati, Chichén Itzá resta un monumento alla grandezza e al mistero. Questo antico centro Maya-Tolteca, nel cuore della penisola dello Yucatán, è un ponte tra mondi e culture: i suoi templi, come El Castillo o il Tempio dei Guerrieri, non sono solo vestigia archeologiche, ma codici di pietra che raccontano una visione cosmica, dove scienza, religione e arte si fondono in un’unica lingua universale. Qui, tra il fruscio delle foglie e il silenzio millenario dei blocchi di calcare, il Messico si rivela in tutta la sua essenza: una terra che non conserva la storia, ma la vive ogni giorno.


Adesso il patrimonio mondiale del Messico trova un’ulteriore opportunità di valorizzazione. Da oltre un quarto di secolo l’Amministrazione postale delle Nazioni Unite (Apnu) emette francobolli dedicati ai siti Unesco. Al fine di consentirne la conoscenza, contribuendo in tal modo anche alla loro valorizzazione. Per la serie 2025, l’Apnu ha deciso di presentare sei siti culturali e naturali del Messico, in circolazione dal 21 novembre, dedicati al centro storico di Città del Messico e Xochimilco, alla città preispanica e Parco Nazionale di Palenque, alla Riserva della Biosfera della Farfalla Monarca, alla cittàpreispanica di El Tajín, all’Hospicio Cabañas di Guadalajara e alla città storica di Guanajuato e alle miniere adiacenti. I valori dei francobolli sono espressi (2 ciascuno) per ognuna delle tre sedi Onu (New York, dollari statunitensi; Ginevra, franchi svizzeri; Vienna, euro). Ma vediamo nel dettaglio i sei siti scelti per diventare soggetti di altrettanti francobolli impaginati da Rorie Katz (Nazioni Unite).

Centro Storico di Città del Messico e Xochimilco

Centro Storico di Città del Messico e Xochimilco

Costruita nel XVI secolo dagli spagnoli sulle rovine di Tenochtitlan, l’antica capitale azteca, Città del Messico è oggi una delle città più grandi e densamente popolate del mondo. Vi si trovano i resti di cinque templi aztechi, una cattedrale – la più grande del continente americano – e notevoli edifici pubblici dei secoli XIX e XX, come il Palacio de las Bellas Artes. Xochimilco, situata a circa 28 km a sud di Città del Messico, con la sua rete di canali e isole artificiali, testimonia gli sforzi del popolo azteco per creare un habitat in un ambiente naturale ostile. Le sue caratteristiche strutture urbane e rurali, costruite a partire dal XVI secolo e durante il periodo coloniale, si sono conservate in modo eccezionale, offrendo una testimonianza viva di quell’ingegno antico.

Città Preispanica e Parco Nazionale di Palenque

Città Preispanica e Parco Nazionale di Palenque

Eccellente esempio di santuario maya dell’epoca classica, Palenque raggiunse il suo apogeo tra il 500 e il 700 d.C., quando la sua influenza si estendeva in tutto il bacino del fiume Usumacinta. L’eleganza e la raffinatezza delle sue costruzioni, così come la leggerezza dei rilievi scolpiti con temi mitologici maya, testimoniano il genio creativo di questa civiltà.

Riserva della Biosfera della Farfalla Monarca

Riserva della Biosfera della Farfalla Monarca

La biosfera, che si estende per 56.259 ettari, si trova tra montagne boscose e scoscese a circa 100 km a nord-ovest di Città del Messico. Ogni autunno, milioni - forse fino a un miliardo - di farfalle provenienti da vaste aree del Nord America tornano in questo luogo e si radunano in piccole zone della foresta, colorando gli alberi di arancione e piegandone letteralmente i rami sotto il loro peso collettivo. In primavera, queste farfalle iniziano una migrazione di otto mesi che le porta fino all’est del Canada e di nuovo indietro, durante la quale si susseguono quattro generazioni di esemplari, nate e morte lungo il cammino. Il modo in cui riescano a ritrovare ogni anno il sito dove svernano rimane ancora un mistero.

Città storica di Guanajuato e miniere adiacenti

Città storica di Guanajuato e miniere adiacenti

Fondata dagli spagnoli agli inizi del XVI secolo, Guanajuato divenne nel XVIII secolo il principale centro mondiale per l’estrazione dell’argento. Questo passato è ancora visibile nelle sue “strade sotterranee” e nella “Boca del Infierno”, un pozzo minerario che scende per ben 600 metri di profondità. I magnifici edifici barocchi e neoclassici della città, frutto della prosperità portata dalle miniere, hanno influenzato l’architettura di gran parte del Messico centrale. Le chiese de La Compañía e La Valenciana sono considerate tra i più splendidi esempi di architettura barocca dell’America Centrale e Meridionale. Guanajuato fu anche teatro di eventi che cambiarono la storia del Paese.

El Tajín, città preispanica

El Tajín, città preispanica

Situata nello stato di Veracruz, El Tajín raggiunse il suo apogeo tra l’inizio del IX e l’inizio del XIII secolo. Dopo la caduta dell’Impero di Teotihuacan, divenne il centro più importante della Mesoamerica nord-orientale. La sua influenza culturale si estese lungo tutta la costa del Golfo e penetrò fino alla regione maya e agli altipiani centrali del Messico. La sua architettura, unica in tutta la Mesoamerica, è caratterizzata da elaborati rilievi scolpiti su colonne e fregi. La celebre “Piramide delle Nicchie”, capolavoro dell’architettura antica messicana e americana, rivela il significato astronomico e simbolico degli edifici del sito. El Tajín è sopravvissuta come uno straordinario esempio della grandezza e dell’importanza delle culture preispaniche del Messico.

Hospicio Cabañas, Guadalajara

Hospicio Cabañas, Guadalajara

L’Hospicio Cabañas fu costruito all’inizio del XIX secolo per offrire assistenza e rifugio ai più bisognosi – orfani, anziani, persone con disabilità e malati cronici. Questo straordinario complesso, che incorpora diverse caratteristiche innovative pensate appositamente per rispondere alle esigenze dei suoi ospiti, era unico per la sua epoca. È inoltre notevole per l’armonia tra gli spazi aperti e quelli costruiti, per la semplicità del suo disegno architettonico e per le sue dimensioni. All’inizio del XX secolo, la cappella fu decorata con una magnifica serie di affreschi, oggi considerati tra i capolavori dell’arte messicana. Si tratta delle opere di José Clemente Orozco, uno dei più grandi muralisti messicani del periodo.

“La Convenzione sul Patrimonio Mondiale, adottata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) nel 1972 - ricordano dall’Apnu - sottolinea la responsabilità collettiva di tutte le nazioni di proteggere questi siti per le generazioni presenti e future. Il patrimonio mondiale si riferisce a siti culturali e naturali di ‘valore universale eccezionale’ riconosciuti dall’Unesco come meritevoli di protezione per il beneficio di tutta l’umanità. Questi siti, iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, rappresentano un’eredità condivisa e sono considerati di importanza eccezionale per il patrimonio culturale e naturale del pianeta”.

 

C’è tutta la Turchia più bella sui manifesti dentellati dell'Onu: i siti Unesco di una terra di grande cultura e una storia incredibile 

Nazioni Unite: dai dolmen di Gochang all’Isola vulcanica di Jeju, ecco i siti Unesco più belli della Corea del Sud 

Patrimonio mondiale Unesco 2022, le grandi città termali d'Europa in vetrina: “Questi luoghi hanno un eccezionale valore universale”

Ponti, vie d’acqua e ferrovie: viaggio fra i capolavori architettonici e ingegneristici nella World Heritage List Unesco 

Viaggio nel Patrimonio mondiale Unesco della Russia con i francobolli 2020 delle Nazioni Unite

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...