A Kashan, in Iran, sulle tracce dei Re Magi: da qui sarebbero partiti per portare in dono oro, incenso e mirra a Gesù Bambino

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Giovanni Bosi, Kashan / Iran

Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, ovvero i Re Magi. Nella tradizione cristiana sono i saggi astronomi che seguendo “il suo astro”, secondo il Vangelo di Matteo, arrivarono a Betlemme per adorare il bambino Gesù, il “re dei Giudei” che era nato. Per alcuni un particolare leggendario, per molti altri una verità. Ma da dove sarebbero partiti per portare in dono oro, incenso e mirra? Tutti sanno che la loro provenienza era l’Oriente, ma pochi sanno che sarebbe la città di Kashan, capoluogo del shahrestān nella provincia di Isfahan, nel nord ovest dell’Iran. Siamo andati a vederla, sulle tracce dei Re Magi.

 

(TurismoItaliaNews) E’ intrigante e suggestivo pensare che proprio da questa città, Kashan, siano partiti i Re Magi per andare al cospetto di Gesù Bambino seguendo l’astro in cielo, quella che comunemente chiamiamo “stella cometa”. E’ una scena tradizionale resa immortale nell’immaginario collettivo dall’iconografia dei più grandi artisti di ogni secolo: da Leonardo da Vinci a Gentile da Fabriano, da Botticelli a Giotto, fino a quel pregevolissimo pittore fiammingo (il cui nome è rimasto ignoto) che sulla fine del XV secolo ha dipinto “l’Adorazione dei Magi” oggi conservata nel Museo di San Francesco in Trevi (Umbria), tutti o quasi si sono cimentati sul tema.

Così quando siamo arrivati a Kashan, il primo pensiero è stato di immaginarla come poteva essere più di duemila anni fa. Collocata lungo la strada che conduce dalla città santa di Qom a Kerman, al margine dei grandi deserti centrali dell’Iran, è la prima di una serie di grandi oasi. Di fatto si tratta di un luogo che in passato era conosciuto in tutto il Medio Oriente per la produzione di piastrelle e vasellame, in particolare tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo, ed oggi alcuni progevoli manufatti realizzati qui nell’antichità sono esposti all’Iran National Museum, al New York Metropolitan Museum of Art e in altri prestigiosi musei del mondo. In realtà il nucleo centrale della città consente di “leggere” ancora le architetture tradizionali, case storiche come quelle Borujerdi, Tabatabei, Ameri, Abbasi diventate opportunamente musei e tutelate come patrimonio artistico.

Una tradizione lunghissima in tema di arte e cultura: basti considerare che i ritrovamenti archeologici effettuati sulle collinette di Tepe Siyalk, a 4 km ad ovest di Kashan, la collocano come insediamento umano già nel sesto millennio avanti Cristo, individuandola come una delle primarie zone di civilizzazione nella preistoria. Quando si dice che l’area dell’antica Persia è stata la culla della civiltà, è assolutamente vero. Da vedere ci sono la moschea e madrasa Agha Bozorg, costruita alla fine del ‘700, la Jameh Mosque e la Meydan Mosque; il Bagh-e Fin, considerato uno dei giardini più belli dell’Iran, l’hammam del sultano Mir Ahmad e il bazar.

Ma come nasce la storia dei Re Magi partiti da Kashan? Intanto va detto subito che il termine Magi è la traslitterazione del termine persiano antico magūsh, accadico magūshu, siriaco mgōshā, greco màgos (μάγοι) ed è un titolo riferito in modo specifico ai sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell'Impero persiano. “La tradizione è persistente nel ripetere l’idea che i ‘re dell'Oriente’ fossero zoroastriani – sottolinea già nel 1905 il professor A. Y. Williams Jackson della Columbia University di New York City - il ‘Vangelo apocrifo dell'infanzia’ dice che sono arrivati secondo quanto aveva previsto una profezia di Zoroastro, che ha così avuto la realizzazione; e una maggioranza dei Padri della Chiesa è d'accordo per quanto riguarda la Persia come Paese natale dei Magi, senza localizzare espressamente il loro luogo di origine”.

Dei Re Magi parla ampiamente anche Marco Polo, fornendo dettagli pratici che sono stati oggetto di molti approfondimenti da parte degli studiosi, soprattutto quando riporta testimonianze raccolte presso gli abitanti di Ataperistan secondo i quali “uno dei tre re era della città chiamata Saba, il secondo di Ava, e il terzo di quello stesso castello dove ancora venerano il fuoco…”. I nomi Saba e Ava di Marco Polo sono probabilmente da identificare con Savah, a circa cinquanta miglia a sud-ovest di Teheran, e con Avah, un villaggio circa sedici miglia a sud-est di Savah. “La terza città detta Cala Ataperistan, distante 'un viaggio di tre giorni' da Saba, non è stata identificata – sottolinea il professor A. Y. Williams Jackson nella sua opera “The Magi in Marco Polo and the Cities in Persia from which they came to worship the Infant Christ” – anche se il ‘castello degli Adoratori del Fuoco’ rappresenta per Marco Polo il persiano Kalah-i Atasparastdn. La questione della posizione e dell'identità del luogo ha avuto per me un'attrazione speciale quando ho incontrato la leggenda, perché ho effettuato il viaggio da Yezd a Teheran lungo lo stesso percorso che Marco Polo aveva effettuato in parte verso Yezd”.

E il professor Jackson evidenzia che “viaggiare da Savah in direzione di Yezd avrebbe portato Marco in ‘tre giorni’, ai normali tempi di viaggio nell’antica Persia, verso la regione di Kashan. Quattro giorni sono stati assegnati al viaggio inverso, da Kashan a Savah, da Josafa Barbaro, che è andato come un inviato su questa rotta nell'ultima parte del XV secolo. Il frate italiano Odoric di Pordenone, che ha viaggiato allo stesso modo intorno al 1320, una generazione dopo Marco, chiama espressamente Kashan, o Cassan mentre lo scrive, ‘la città dei Tre Re’, e afferma che questi adoratori partirono da lì a Gerusalemme”. E si deve anche tenere conto che Kashan esisteva al tempo dell’ultimo re zoroastriano, Yazdagard III.

Che i Magi siano arrivati davanti a Gesù Bambino partendo dall’attuale Iran ne è assolutamente convinto anche il professor Antonio Panaino, iranista docente all’università di Bologna, specialista in lingue e religioni dell’Iran preislamico nonché autore di vari studi sulla diffusione del cristianesimo in Asia centrale, che nel suo libro “I Magi e la loro stella” (edizioni San Paolo) conduce sul tema un’accurata analisi storica. Camminare per le strade della zona antica di Kashan, dunque, è al contempo un privilegio e un’emozione perché, comunque la si pensi, la storia è passata di qui.

Cosa dice il Vangelo dell'infanzia Armeno sui Re Magi.
E' questo documento a fornire la descrizione più dettagliata dei Magi fra tutti i testi della tradizione Cristiana.
«Quando l’angelo aveva portato la buona novella a Maria era il 15 di Nisān, cioè il 6 aprile, un mercoledì, alla terza ora. Subito un angelo del signore si recò nel paese dei persiani, per avvertire i re Magi che andassero ad adorare il neonato. E costoro, guidati da una stella per nove mesi, giunsero a destinazione nel momento in cui la vergine diveniva madre. In quel momento il regno dei persiani dominava per la sua potenza e le sue conquiste su tutti i re che esistevano nei paesi d’oriente, e quelli che erano i re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi. Essendosi uniti insieme per ordine di Dio, arrivarono nel momento in cui la vergine diveniva madre».

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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