Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Stampa
images/stories/slovenia/Bohinj_ChiesaSanGiovanniBattista_01.jpg

 

Giovanni Bosi, Bohinj / Slovenia

Lo scorcio, anzi gli scorci che inquadra dall’alto del suo campanile sono incredibili. Ed è facile intuire quali emozioni potevano scatenare in chi nei secoli aveva la fortuna di poterlo “scalare” e salire alla sua sommità, con l’ulteriore sensazione di avvicinarsi ancor di più al Triglav, il Tricorno, la cima più alta delle Alpi Giulie con i suoi 2.864 metri, che svetta come una quinta teatrale in direzione del lago. Siamo a Bohinj, in Slovenia, nell’antichissima chiesa che la devozione popolare ha dedicato a San Giovanni Battista. E dove c’è un rimando ai viaggiatori del passato: il San Cristoforo dipinto sulla facciata secondo le credenze medievali proteggeva dalla morte chiunque passasse e gli rivolgesse uno sguardo di fiducia.

 

(TurismoItaliaNews) Il viewpoint più famoso di Bohinj, la Perla slovena delle Alpi, non è soltanto il lago di origine glaciale che lo caratterizza, ma l’intera valle che inizia con il primo ponte di Bohinjska Bela e finisce ad Ukanc. E il luogo di attrazione è la pieve di San Giovanni Battista con il ponte a due archi in pietra. Uno scenario idilliaco in qualsiasi momento dell’anno: con la neve, con i colori primaverili, con i riflessi color smeraldo dell’estate o in autunno con il caratteristico foliage.

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

“Nonostante molti conoscano questo paesaggio attraverso le immagini iconiche che lo rappresentano nel mondo, in pochi conoscono il contenuto, la storia e il significato di questo luogo” ci spiega la nostra guida mentre varchiamo il muro di pietra coperto dalle tradizionali scandole. La curiosità è forte, intanto perché l’edificio sacro ha la silhouette della classica chiesa del nord Europa, con i tetti spioventi con forte pendenza per consentire alla neve di slittare giù senza problemi. Bella fuori, meravigliosa dentro. Intanto va detto che le chiese dedicate a San Giovanni Battista spesso sono legate al battesimo e sono costruite sui resti di templi e santuari molto più antichi. “Qui a Bohinj la posizione della chiesa a pochi passi dall’acqua del lago, il santo a cui è intitolata e i resti di antichi edifici in legno e in pietra – aggiunge la nostra guida - fanno presumere che il luogo fosse usato come luogo di culto già nel periodo precristiano. Gli scavi archeologici condotti nel 1999 hanno consentito di datare la chiesa al periodo romano, all’interno sono stati rinvenuti monete e diversi oggetti decorativi e di uso quotidiano databili tra il primo e il quinto secolo d.C.”.

Il colpo d’occhio del complesso è notevole, anche perché modificato nel corso del tempo: il campanile, il presbiterio, la navata, la sagrestia e un vestibolo aggiunto più tardi. Sulla facciata sono dipinti un grande San Giovanni Battista e sulla parete sud, San Cristoforo che secondo le credenze medievali proteggeva dalla morte chiunque passasse e gli rivolgesse uno sguardo di fiducia. Quando entriamo, l’attenzione è tutta per le pitture e il meraviglioso altare. Il presbiterio (cioè la parte in cui si trova l’altare maggiore) è opera di quello che viene chiamato “Maestro del presbiterio di Bohinj” ed è dipinto con il sistema a fasce del cosiddetto Presbiterio Carnico, una tecnica molto usata nelle chiese della Carnia nel quindicesimo secolo. Da non dimenticare che Bohinj si trova nella regione slovena della Carniola ed è praticamente appena al di qua del confine con l’Italia.

Le fasce orizzontali presentano, dal basso verso l’alto, angeli, martiri, apostoli, scene della vita di San Giovanni Battista e altri motivi biblici. L’identità di molti apostoli è dubbia dato che è difficile riconoscerli solo dai simboli; l’unica certezza è che sono dieci, visto che due sono stati “sacrificati” per fare posto ad una finestra sul lato nord. Sul lato nord gli affreschi raffigurano le martiri Santa Margherita con il drago, Sant’Agnese con l’agnello, Sant’Agata con il seno tagliato e Santa Marina con il fanciullo svestito. Sopra, ci sono quattro apostoli e al di sotto dell’arco è dipinto il Battesimo secondo il Vangelo di Marco. Sulla parete sud, compaiono i martiri San Biagio con il cardo, San Lorenzo con la griglia, Santo Stefano con una pietra e un santo sconosciuto con un libro e un ramo di palma (un simbolo iconico per i martiri, che indica la superiorità della mente sul corpo); nella fascia soprastante ci sono sei apostoli. L’ometto ai loro piedi rappresenta il committente o forse l’autore degli affreschi. Al di sopra di tutti è raffigurata Maria con il mantello.

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Visitata la chiesa, è irrinunciabile salire sulla cima del campanile e arrivare nella cella campanaria, magari proprio mentre rintocca costringendovi a tapparvi le orecchie. Lo scenario che vi attende è fin troppo bello dato che consente di lanciare lo sguardo sino all’orizzonte a 360 gradi attraverso le bifore sui quattro lati. Il punto d’osservazione migliore per il lago di Bohinj, le cui dimensioni sono interessanti: lunghezza massima 4,35 km, larghezza 1 km, superficie 3,3 kmq, profondità massima 45 metri, volume quasi 100 milioni di metri cubi di acqua. E ovviamente è perfettamente navigabile in battello. Con motore elettrico, ovviamente, perché qui a Bohinj la mobilità è dolce e sostenibile, qualità che è valso al paese il marchio di Alpine Pearls.

E poi naturalmente sullo sfondo c’è il Tricorno, il Triglav che dà anche il nome al Parco nazionale. Questa montagna è un simbolo nazionale molto importante, anche se non è chiara la provenienza della sua immagine stilizzata con la cima centrale più alta, forma che compare in più stemmi della Carniola. Dopo l’indipendenza della Slovenia, il Tricorno è diventato parte dello stemma e della bandiera nazionale e con l’introduzione dell’euro è stato scelto per essere raffigurato sulla moneta da 50 centesimi. Insomma tanto da scoprire a Bohinj, motivi per venirci!

 

Il sito di Alpine Pearls

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

Da quassù scorci incredibili sul lago e sul Triglav: dall’alto del campanile l’antica pieve di Bohinj, in Slovenia, dona emozioni e sensazioni

 

Nel regno di Zlatorog, sulle Alpi Giulie, la maestosità della cascata Savica: la bellezza, il foliage, la leggenda e l’ispirazione poetica

Nella valle paradisiaca abbracciata dalle Alpi Giulie un micro-caseificio è un viaggio nelle tradizioni dell’Alta Carniola: ecco il Pr Prangarck

Quindici milioni di porzioni per il millefoglie alla crema di Bled: l’alfiere del Kavarna Park è un protagonista del gusto

La natura prima di tutto: a Bled, in Slovenia, c’è il primo e unico hotel e glamping a zero rifiuti, l'ambiente ringrazia

Lago di Bled, la leggenda della campana sommersa racconta un’eterna storia d’amore sull’isoletta incantata

Bled, Slovenia: l’atmosfera d’antan di Vila Bled, da palazzo della nomenklatura ad hotel di lusso sulle tracce di Tito

Un patrimonio mondiale che racconta la storia dell'estrazione del mercurio: ecco Almadén, in Spagna, e Idrija, in Slovenia

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – twitter: @giornalista3

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...