Dublino, Trinity College: il fascino del Libro di Kells, manoscritto miniato dell’ottavo secolo

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Come punto di partenza per visitare l’Irlanda, è utile recarsi nella Biblioteca del Trinity College di Dublino e gettare uno sguardo sul Libro di Kells, il famoso Book of Kells. Questo manoscritto miniato dell’ottavo secolo è copiosamente decorato, figure di uomini e di animali variamente intrecciate negli arabeschi, cominciano logicamente e finiscono nell’assurdo; naturale e soprannaturale si congiungono ad ogni passo.

 

(TurismoItaliaNews) Il libro di Kells, così come gli altri che custodisce gelosamente il Trinity College, è il frutto di quella felice età aurea in cui il cristianesimo entrò in Irlanda come un fascio di luce diffuso e potente. Il Libro di Kells serve in qualche modo ad illustrare le suggestive rovine di tanti monasteri diroccati che si incontrano in Irlanda. È un commento alle centinaia di ruderi sparsi in ogni parte del Paese, alle celle ad alveare, ai santuari isolani. C’è chi è rimasto amorosamente curvo su quella pergamena per ore e ore, per giorni e giorni, mentre fuori, nelle paludi, il chiurlo lanciava il suo richiamo, le allodole si libravano nel cielo e il tempo si fermava, benevolo collaboratore.

Un testimone del passato

Più di mille anni fa, quando il Libro di Kells fu scritto, l’Irlanda aveva una popolazione di meno di mezzo milione di abitanti che vivevano in dimore fortificate lungo le sue e lungo i corsi d’acqua al suo interno. La chiesa irlandese era in gran parte di organizzazione monastica. I monaci vivevano in comunità dedite allo studio della parola di Dio, al digiuno e a lavori manuali. Il messaggio della vita di Cristo veniva diffuso principalmente attraverso i libri dei vangeli, e gli scribi e gli artisti che li realizzavano erano tenuti in grande considerazione nella società irlandese.

Il Libro di Kells contiene una copia dei quattro vangeli, riccamente decorata e in latino, ed è da molto tempo legato al nome di san Colum Cille (521-597) che fondò il suo monastero principale sull’isola di Iona, al largo della costa occidentale della Scozia, all’incirca nell’anno 561. Il Libro di Kells fu realizzato probabilmente nei primi anni del nono secolo dai monaci della stessa Iona, che lavoravano interamente o parzialmente a Iona o a Kelss, nella contea di Meath, dove si trasferirono dopo l’806, quando Iona venne attaccata dai vichinghi in un’incursione che causò la morte di sessantotto monaci. Il Libro di Kells fu mandato a Dublino intorno al 1653 per ragioni di sicurezza durante il periodo di Cromwell. Il suo arrivo al Trinity College si deve all’intervento di Henry Jones, a seguito della sua elezione a vescovo di Meath nel 1661.

Ammirare da vicino il Book of Kells significa anche scoprire la bellezza della Biblioteca del Trinity College. E’ una delle più importanti biblioteche di ricerca del mondo, e possiede la più vasta collezione di manoscritti e di libri d’Irlanda. Dal 1801 si avvale del diritto di richiedere una copia gratuita di tutto ciò che viene pubblicato nel Regno Unito e in Irlanda sulla base delle leggi relative ai diritti d’autore, e raccoglie circa tre milioni di volumi, custoditi in un totale di otto edifici. Da quando il Trinity College è stato fondato con un editto della Regina Elisabetta nel 1592, è sempre esistita una biblioteca. L’edificio più antico rimasto è la Vecchia Biblioteca (The Old Library), che venne costruita tra il 1712 e il 1732 su progetto di Thomas Burgh.

Tre sono le parti della Vecchia Biblioteca aperte al pubblico. Il piano terra era in origine un colonnato aperto diviso longitudinalmente da un muro centrale, con il lato soleggiato, volto a sud, riservato ai Membri del Consiglio dell’Università. Nel 1892, gli spazi delle arcate furono riempiti per ricavare degli scaffali. Cento anni più tardi, nel 1992, questa parte è stata internamente ricostruita in modo da creare lo spazio per un più ampio punto vendita della biblioteca e per una nuova area di esposizione. Contemporaneamente, nel padiglione Est è stato allestito un Tesoro (Treasury) per l’esposizione dei manoscritti di testi evangelici medievali redatti in Irlanda: in primo luogo il Libro di Kells, il Libro di Armagh e il Libro di Durrow. Quest’area ospitava in origine la Scuola di Filosofia.

La Sala Lunga (La Long Room)

La sala principale della Vecchia Biblioteca, la Sala Lunga (The Long Room), misura circa 65 metri in lunghezza. e accoglie qualcosa come 200.000 libri tra i più antichi della biblioteca. Quando venne costruita, la biblioteca aveva un soffitto piatto ad intonaco, con scaffali per i libri solo al piano inferiore, ed una galleria aperta. Negli anni `50 dell'Ottocento, questi scaffali erano già stati completamente riempiti. Nel 1860 il tetto venne rialzato seguendo il progetto degli architetti Deane e Woodward, così da permettere la costruzione dell'attuale soffitto a botte e degli scaffali situati nella galleria. Lungo ciascun lato della sala, al livello inferiore, ci sono dei busti in marmo: si tratta di una collezione iniziata nel 1743, quando 14 busti furono commissionati allo scultore Peter Scheemakers. Tra gli altri scultori rappresentati ci sono Simon Vierpyl, Partic. Cunningham, John van Nos e Luis François Roubiliac: di quest’ultimo, il busto dello scrittore Jonathan Swift è uno dei più preziosi della collezione.

L’Arpa celtica: è quella degli Euro

L’arpa è la più antica che sia rimasta in Irlanda, e risale probabilmente al XV secolo. È fatta in legno di salice, con corde in ottone. Simbolo dell'antica società bardica, questa è l’arpa che compare sulle monete irlandesi. L'attribuzione dello strumento a Brian Borri, Re d’Irlanda (morto nel 1014), è leggenda. In mostra c’è anche una copia, tra le circa dodici rimaste, della Proclamazione della Repubblica irlandese del 1916. Questo documento sancì l’inizio della Rivolta di Pasqua quando venne letto ad alta voce da Patrick Pearse fuori dall'Ufficio Postale Centrale il 24 aprile 1916. La fascia di parole a caratteri dorati sotto la galleria commemora i benefattori del XVII e del XVIII secolo: James Ussher, arcivescovo di Armagh; re Carlo II, William Palliser, arcivescovo di Cashel; Claudius Gilbert e Theophilus Butler.

Come e quando visitarla

L’esposizione e il punto vendita sono aperti sette giorni alla settimana.

Orari d’ingresso: lunedì-venerdì 9.30 – 17.00; sabato (da ottobre a maggio 12.00 – 16.30; domenica (da giugno a settembre) 9.30 – 16.30.

E c’è anche la Galleria Nazionale

A mo’ di corollario al Libro di Kells, non si può perdere di ammirare il Calice di Ardagh, la Croce di Cong e gli altri oggetti tempestati di gemme del Museo Nazionale. Anche la Galleria Nazionale conta diverse opere, la cui conoscenza è utilissima per chi stia per intraprendere un viaggio in Irlanda; ad esempio, la grande, romantica composizione intitolata "Il matrimonio di Strongbow e di Eva", che è bene tener presente più tardi, quando ci si troverà davanti alla Torre di Reginaldo a Waterford, dove è fama che questo matrimonio fosse celebrato. Anche i ritratti sono assai istruttivi: il volto gioviale di O’Connell, la severità di Parnell, il vigore e la risolutezza di Lord Carson. I tesori della Galleria sono, naturalmente, la Sacra Famiglia di Michelangelo, il Martirio dei Santi Cosma e Damiano del Beato Angelico e il San Francesco di El Greco, ma non vanno certamente trascurate le opere dei pittori irlandesi dell’800: Mulready, Rothwell, Burton, Osborne e Nathaniel Hone.

Si ringraziano per la collaborazione:

- Turismo Irlandese - Ufficio per il turismo dell'Isola d'Irlanda

- Biblioteca del Trinity College di Dublino

 

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