Borsalino da 160 anni espressione della moda italiana nel mondo: il sogno di un cappellaio che ha reso grande lo stile del Bel paese

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La più antica manifattura italiana specializzata nella produzione di cappelli di lusso, festeggia il suo 160esimo anniversario. La storia ha inizio a Pecetto di Valenza, dove Giuseppe e Lazzaro Borsalino lavorano come cappellai. Attraversando la rivoluzione dei costumi e il cambio di proprietà, oggi il processo produttivo tramandato di generazione in generazione, rappresenta il valore culturale dell’azienda. E l’Italia le dedica un francobollo.

 

(TurismoItaliaNews) E’ il 4 aprile 2017 che la Borsalino festeggia il prestigioso anniversario. Giuseppe e Lazzaro Borsalino iniziano a lavorare come cappellai a Pecetto di Valenza, ma il primo non si accontenta e a 16 anni emigra a Parigi per affinare il suo talento negli atelier d’alta moda: il sogno è tornare in Italia col diploma di maestro cappellaio e mettersi in proprio. Ѐ un visionario Giuseppe Borsalino, oltre che un formidabile artigiano, e il 4 aprile 1857 avvia ad Alessandria un piccolo laboratorio destinato a conquistare il mondo. I primi macchinari, li acquista in Inghilterra negli anni Sessanta dell’Ottocento.

Nel ventennio a cavallo dei due secoli ottiene il Grand Prix all’Exposition Universelle di Parigi, un attestato internazionale di qualità, e inaugura una nuova manifattura, le più grande di Alessandria, oggi sede dell’Università e del Museo del Cappello. La produzione della Borsalino cresce così da 110.000 cappelli all’anno al milione del 1909, fino ai 2 milioni del 1914. A partire dagli anni Venti del Novecento l’azienda, passata nel frattempo agli eredi di Giuseppe, cresce soprattutto nel mercato statunitense, dove i cappelli prodotti ad Alessandria vengono indossati dallo starsystem hollywoodiano. Un fotogramma su tutti: Humphrey Bogart e Ingrid Bergman nell’indimenticabile scena finale di Casablanca. Quello con la settima arte è un rapporto speciale e destinato a durare a lungo: oltre a Bogart e alla Bergman, portano un Borsalino Jean Paul Belmondo in Fino all’ultimo respiro, Marcello Mastroianni in 8 e 1/2 e Tony Servillo ne La grande bellezza, premio Oscar 2014. Soprattutto, la manifattura di Alessandria concede l’uso del proprio nome a 2 pellicole cult degli anni Settanta: Borsalino e Borsalino & Co. L’idea è di Alain Delon e Borsalino accetta a patto che sulle locandine appaia il logo dell’azienda.

Così Borsalino, attraversando la rivoluzione dei costumi e il cambio di proprietà, arriva ai giorni nostri restando fedele a un processo produttivo che, tramandato di generazione in generazione, rappresenta il valore culturale dell’azienda. I cappelli Borsalino continuano a essere prodotti ad Alessandria coniugando prospettiva industriale e spirito artigianale: per i modelli in feltro sono necessari più di 50 passaggi manuali e 7 settimane di lavorazione; la realizzazione dei modelli in paglia, intrecciati manualmente, può richiedere fino a 6 mesi per ogni singolo cappello. E il 4 aprile 2017 entra in circolazione il francobollo da € 0,95 appartenente alla serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”. La tiratura annunciata è di ottocentomila francobolli in fogli da 45 esemplari. La vignetta riproduce, in alto, il logo della Borsalino e, al centro, il celebre cappello in feltro divenuto famoso in tutto il mondo.

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