Macché “Buone Feste”: dall’Italia parte un classicissimo “Buon Natale!” secondo tradizione: ecco il francobollo per gli auguri (all’Unione Europea)

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Giovanni Bosi, Roma

Se volete inviare auguri di Buon Natale (all’Unione Europea), potete utilizzare il nuovissimo francobollo che l’Italia ha appena mandato in pista per celebrare la festa più amata dell’anno. Un dentello postale che non reca la dicitura “Buone Feste” come avrebbe voluto qualche buonpensante (o buontempone?) della Eu con le discutibili linee guida sulla comunicazione immediatamente ritirate, ma il più classico dei saluti. Quello che per tradizione si è sempre usato e sempre si continuerà ad utilizzare. Buon Natale!

 

(TurismoItaliaNews) E’ dal 1° dicembre che circola in Italia il francobollo per augurare Buon Natale. Un’emissione postale che è a sua volta una tradizione nel nostro Paese e che da anni vede abbinati un soggetto grafico “laico” e un soggetto più propriamente religioso con la raffigurazione di un’opera pittorica incentrata sulla Natività. Questo del 2021, nato in tempi non sospetti e con il valore della tariffa B zona 1 pari a 1,15 euro, appare come un’indiretta  risposta alle criticatissime linee guida sulla comunicazione ritirate appena il giorno dopo essere state varate che invitavano, tra le altre cose, ad evitare riferimenti al Natale e ad augurare piuttosto buone Feste. “Lo scopo era illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo”, ha chiarito Helena Dalli, commissaria all’Uguaglianza che aveva patrocinato l’iniziativa e che poi ha annunciato il ritiro.

Il francobollo del “Buon Natale” italiano è firmato da Valerio Pradal, mentre quello a soggetto pittorico riproduce un dipinto di Bernardino Lanino dal titolo “Madonna in trono col Bambino tra San Bernardino da Siena e San Francesco”, detto “Madonna del cane”, esposta nel Museo Francesco Borgogna di Vercelli. “La pala d'altare venne acquistata da Antonio Borgogna (1822-1906), fondatore del Museo Borgogna, dalla Marchesa Mensi a Milano per arredare la sala XIII della sua casa-museo – piega Cinzia Lacchia, conservatrice del Museo Borgogna - la grande tavola venne commissionata dalla famiglia Volpe, il cui stemma araldico appare ripetuto simmetricamente in alto ai lati della centina, per la propria cappella di san Bernardino nella vicina chiesa di san Francesco, oggi sant’Agnese, di Vercelli. La presenza ai piedi della Vergine del cane volpino, con un vezzoso collare di sonagli, e sotto al quale un cartiglio riporta la firma del pittore, rimanda nuovamente ai committenti oltre a rappresentare un simbolo di fedeltà coniugale. La Madonna, seduta su una roccia, è ritratta dal pittore sotto un baldacchino, come sua consuetudine, è incoronata da due putti alati ed è affiancata dai santi Francesco, titolare della chiesa, e Bernardino, titolare della cappella. L’impostazione delle figure, con i santi francescani che indossano il saio e mostrano i propri simboli, traduce i dettami di devota compostezza e immediata riconoscibilità dei personaggi sacri seguendo le indicazioni della Controriforma che nel territorio piemontese e lombardo vennero promosse sotto la spinta di san Carlo Borromeo”.

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