Puglia: a Nardò la Cattedrale di Santa Maria celebra il sesto centenario, francobolli da Italia e Vaticano
Eugenio Serlupini, Roma
Si celebra il sesto centenario della Basilica Cattedrale di Maria Santissima Assunta a Nardò, in provincia di Lecce, e alle celebrazioni partecipa anche l'Italia e la Città del Vaticano con l’emissione di francobolli che valorizzano ulteriormente il patrimonio iconografico conservato nell’antico edificio tesoro di storia, arte e architettura della città pugliese.
(TurismoItaliaNews) Elevata a dignità di Basilica minore da papa Giovanni Paolo II nel 1980, la costruzione dell’impianto originario della Cattedrale di Santa Maria di Nardò risale, presumibilmente, ai secoli VII - XI. Dell’antica chiesa basiliana di Santa Maria de Nerito oggi si possono intravedere solo alcuni reperti consistenti in basi e inizio di fusti di colonne tornati alla luce, al di sotto del piano del pavimento originario, durante i lavori di restauro effettuati a cavallo tra il XIX e il XX secolo durante l’episcopato di Giuseppe Ricciardi (1888-1908). La Basilica sorge sulla piazza Pio XI, dove si trova ano anche l'Episcopio e il vecchio Seminario.
Per la serie di cinque francobolli emessi dalla Città del Vaticano sono stati scelti come soggetti gli affreschi che impreziosiscono le due navate laterali, datate tra il XIII ed il XV secolo: il vescovo Sant'Agostino (valore da € 0,05); la Madonna della Sanità (valore da € 0,10); la Madonna del Giglio (valore da € 0,15); San Nicola di Myra (valore da € 0,25); Cristo Pantocràtor (valore da € 0,45). La tiratura è di 150.000 serie complete in fogli da dieci francobolli stampati dalla francese Carter.
La Cattedrale si caratterizza, oltre che per la pianta basilicale, per elementi architettonici di fattura barocca e per archi a tutto sesto e a sesto acuto. Di notevole pregio storico-artistico è il crocifisso Iigneo del XII secolo, detto il Cristo Nero, collocato in una Cappella della navata sinistra, manufatto che secondo la tradizione fu portato a Nardò insieme alle reliquie di San Gregorio Armeno, patrono della città, dai monaci greci. Di fattura più recente gli affreschi della navata centrale.
Sulla parete destra della navata l’artista Cesare Maccari ha raccontato con i suoi dipinti il miracolo del Crocifisso Nero che secondo alcune fonti sarebbe accaduto il 18 maggio 1255, quando i Saraceni, finiti in Nardò per ordine di Manfredi, tentarono invano di rubare il Crocifisso. Secondo la tradizione, mentre lo portavano fuori per bruciarlo con altre statue sacre, il simulacro restò incastrato tra gli stipiti, si spezzò il dito mignolo della mano sinistra e da qui ne uscì sangue. Alla vista di questo fenomeno i soldati, atterriti, fuggirono e abbandonarono la città.


