Alla scoperta delle architetture segrete di Djerba: antichi caravanserragli sono oggi caffè, centri culturali e hotel di charme

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Giovanni Bosi, Djerba / Tunisia

E’ rimasta straordinariamente autentica e questo nonostante la sua posizione privilegiata nel Mediterraneo ne abbia fatto una delle mete turistiche più amate. C’è dunque da pensare che sia proprio la capacità di tutelare il suo territorio, le sue tradizioni e il suo patrimonio a fare di Djerba un luogo adattissimo dove trascorrere un periodo di vacanza. Senza rinunciare al fascino di un’atmosfera tunisina rimasta immutata. Nonostante tutto.

 

(TurismoItaliaNews) Grandi villaggi turistici, attrazioni pensate per divertire i vacanzieri, compresa l’opportunità di praticare il kitesurf piuttosto che il parasaling, eppure una passeggiata per le stradine di Houmt Souk - capoluogo di questa che è l’isola più grande del Nordafrica - riserva emozioni e sensazioni ammalianti. Un’autentica esperienza. I turisti ci sono e sono tutti coccolati, accolti a braccia aperte, soprattutto se si tratta di noi italiani; eppure questa cittadina è rimasta se stessa, con bar in cui si sorseggia tranquillamente seduti all’ombra un caffè, un tè alla menta o si fuma il narghilé, negozietti che vengono i prodotti dell’artigianato locale, solo apparentemente tutti uguali. E una gran voglia della gente di parlare con noi che passeggiamo godendoci lo spettacolo.

Ma la vera sorpresa sono i cortili, gli spazi interni dei palazzetti sui quali si può gettare un’occhiata grazie ai portoni socchiusi. E varcandoli si scopre l’imprevedibile. E sì perché c’è un intero quartiere di fondouks, caravanserragli che da secoli raccontano la vocazione commerciale di Djerba, crocevia del Mediterraneo in cui praticamente sono passati tutti: fenici, cartaginesi, romani, arabi, ebrei, corsari, spagnoli. Persino Ulisse. E oggi questi caravanserragli opportunamente recuperati ma mantenuti intatti nella loro essenza originale, sono diventati alberghi, centri culturali, ostelli, bazar.

Come nel caso del magnifico El-Fondouk, in rue Moncef Bey: costruito quasi 350 anni fa, in passato è stato utilizzato come ricovero per gli animali, ha accolto i mercanti ambulanti e ora è un ristorante, caffè e spazio culturale. La struttura consiste in un cortile interno circondato da un fabbricato a doppio livello con arcate nel piano superiore; le pietre utilizzate per costruirlo sono tenute insieme da calce e argilla, mentre le travi dei solai sono in legno di palma. Integralmente ristrutturato nel 2014, questo magnifico patrimonio architettonico ha trovato la sua migliore utilizzazione per eventi culturali e pure per un laboratorio di tessitura tradizionale.

Un altro ex caravanserraglio nel cuore di Houmt Souk è l’Hotel Arisha, con un bel cortile ombreggiato da piccoli alberi che tra fine primavera e inizio estate sono in fiore, con decorazioni in ceramica tradizionale. Non meno affascinante sono l’Hotel Djerba Erriadh in rue Mohamed El Ferjani e l’Ostello della Gioventù, ricavati allo stesso modo in magnifici caravanserragli. Nel sud dell’isola, ad Aghir si trova l’hotel di charme Dar Saada, la “casa della felicità”, praticamente a due passi dal mare e dal deserto. E’ il colore bianco a dominare, con un calore che - neanche a dirlo – è tutto mediterraneo. Stando a Houmt Souk non si può mancare una passeggiata al porto in cui all’ormeggio si trovano i pescherecci e neppure una visita al mercato coperto dove i pesci vengono poi venduti all'asta.

Così come non si può rinunciare a dare una sbirciatina al Borj Ghazi Mustapha (una fortezza del XIV secolo dove il corsaro turco Dragut ha combattuto contro gli Spagnoli) e al museo del Patrimonio tradizionale che consente di conoscere i gioielli, la ceramica, le tradizioni locali. Amor Ben El Mekki Bouchedakh è il gerente della società di gestione Mini Souk che in un altro caravanserraglio ha riunito diverse attività in cui si possono acquistare dalle tovaglie alle sciarpe, dalle borse alle ceramiche fino ai tappeti. “La qualità dei nostri prodotti – ci spiega Amor – è fondamentale per noi, come nel caso dei tappeti realizzati secondo l’antica tradizione tunisina che risale ai nomadi. Tutti i tappeti sono autentici e garantiti dal sigillo che tutela l’acquirente”.

Ma ovviamente tutta l’isola di Djerba riserva molto: “ I suoi dolci paesaggi sono in armonia con l’architettura tradizionale tutta biancore e rotondità – sottolinea Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo - vecchi pozzi, piccole moschee sperdute in piena campagna, grandi proprietà rurali chiamate menzels... Djerba è per eccellenza l'isola dei villaggi vacanza, sono particolarmente numerosi e propongono una varietà di attività in un'atmosfera conviviale. Ciononostante, tutti i tipi di alloggio coesistono a Djerba, dal grande hotel di lusso al bed & breakfast in piena campagna. Case tradizionali ristrutturate, antichi fondouk trasformati in hotel di charme, residence in forma di villaggio... ognuno sceglierà l'ambiente che più preferisce. Gli svaghi non mancano: immersioni, paracadute ascensionale, gite in barca, il campo da golf disegnato dall’architetto inglese Martin Hawtree, casinò e discoteche…”.

Mediterranea e sahariana al contempo, l'isola di Djerba affascina dai tempi di Omero. Nel villaggio di Guellala (dove si parla ancora il berbero) vale la pena di fare una visita ai vasai che fabbricano grandi giare degne dell'antichità; al Parco Djerba Explore si va per conoscere la vita in una proprietà rurale, perfettamente ricostruita, addirittura con un Parco di coccodrilli autentici; ma anche perché è un'eccellente meta per la talassoterapia o per le cure termali; Djerbahood è il museo vivente della street art, una sorprendente appropriazione dell'architettura tradizionale da parte degli artisti di graffiti di tutto iI mondo. Mentre nel villaggio di Erriadh c’è una delle più antiche sinagoghe del mondo, la Ghriba, che ogni anno richiama in pellegrinaggio migliaia di fedeli ebrei.

E il capitolo food non è meno sorprendente. Pesci e polpi appena pescati sono il vanto della gastronomia di Djerba. La specialità è il riso cotto a vapore con carne, fegato, prezzemolo, spinaci ed erbe. Ma non stupitevi se in alcuni dei tanti ristorantini qua e là per l’isola troverete anche cartelli con scritto «Porta il tuo pesce, io lo griglio!». Condivisione a tutto tondo.

Come si raggiunge. Djerba è dotata di un proprio aeroporto collegato all’Italia da voli diretti di Tunisair da vari aeroporti italiani nel periodo estivo. Altrimenti si può effettuare scalo a Tunisi e prendere un volo per l’Isola.

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