Turismo termale, il nuovo lusso accessibile: milioni di viaggiatori e una domanda sempre più digitale

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Nel 2025 le località termali italiane si preparano ad accogliere circa 24 milioni di presenze, confermandosi come uno dei motori più solidi e trasversali del turismo nazionale. Il dato, emerso dal convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato”, racconta un settore che ha saputo reinventarsi, intercettando una domanda orientata al benessere, alla prevenzione e alla qualità dell’esperienza. Oltre 5 miliardi di euro di spesa complessiva delineano un comparto capace di generare valore diffuso sui territori, con una forte componente internazionale: il 60% dei flussi arriva infatti dall’estero, a testimonianza di un appeal che supera i confini nazionali.

 

(TurismoItaliaNews) A cambiare non sono solo i numeri, ma il profilo del viaggiatore. Internet si conferma il primo grande influenzatore delle scelte: otto turisti su dieci decidono la destinazione dopo aver consultato contenuti online, recensioni, social network e offerte promozionali. Al tempo stesso, un turista su due indica nel rapporto qualità-prezzo uno dei principali motivi di scelta delle destinazioni italiane, segno di una filiera percepita come affidabile e competitiva. In crescita anche la quota degli alto-spendenti, che rappresentano circa il 50% del totale e registrano una spesa media giornaliera di 256 euro, ben superiore a quella del turista termale tradizionale. Si tratta soprattutto di Millennials, spesso in viaggio in coppia o con amici, attratti da percorsi di benessere integrati e personalizzati, dove le acque termali dialogano con trattamenti di qualità, esperienze sensoriali e un’idea di relax sempre più evoluta.

Turismo termale, il nuovo lusso accessibile: milioni di viaggiatori e una domanda sempre più digitale

Turismo termale, il nuovo lusso accessibile: milioni di viaggiatori e una domanda sempre più digitale

“I dati presentati confermano che il turismo termale è un comparto in forte evoluzione capace di generare decisivo valore economico per i territori e di intercettare una domanda, nazionale e internazionale sempre più qualificata - ha sottolineato Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria - la nuova offerta di prodotto deve rispondere a questi cambiamenti puntando su qualità, personalizzazione dei servizi e integrazione tra salute, prevenzione e benessere anche in una logica complementare al sistema sanitario. La sfida è accompagnare questa crescita con investimenti e innovazione rafforzando il posizionamento delle destinazioni termali italiane e la loro competitività lungo tutto l’arco dell’anno”.

Ma quali sono i fattori che incidono di più sulla scelta di dove e come trascorrere le vacanze termali? La qualità delle acque e la disponibilità di trattamenti curativi e servizi wellness certo, ma 1 turista su 2 decide anche sulla base del buon rapporto qualità/prezzo e 2 su 5 sono attirati dalla notorietà e dal branding della destinazione termale. Molto interessante è il dato dei repeater: 6 visitatori su 10 sono habituè della località e della struttura frequentata. Internet è il primo canale utilizzato per scegliere e prenotare: lo utilizza il 78% dei turisti termali, sia per reperire informazioni (50,8% dei turisti influenzati dal web) che offerte promozionali (51%), nonché per lasciare recensioni (i social network sono decisivi per il 42,5% di questi turisti).

Turismo termale, il nuovo lusso accessibile: milioni di viaggiatori e una domanda sempre più digitale

“Da qualche anno la filiera del turismo termale italiano ha avviato un processo di rivitalizzazione, con investimenti in infrastrutture e servizi accessori, ma anche nel branding e nella maggiore visibilità sul web, che hanno contribuito a riposizionarla su un segmento di offerta alto di gamma - ha osservato Loretta Credaro, presidente di Isnart - Istituto Nazionale per le Ricerche Turistiche e Culturali - per sostenere questo cambiamento è necessaria una politica di sistema, una crescita qualitativa non solo delle singole strutture ma dell’intera filiera e, perché no, una politica di defiscalizzazione delle spese termali, sul modello di quanto fatto da alcuni Paesi europei”.

“L’Italia deve valorizzare i tanti ‘turismi’ che può offrire ai visitatori e, in quest’ottica, quello termale rappresenta un fiore all’occhiello - ha ricordato in conclusione il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio - è per questo che ho presentato un disegno di legge che punta a tutelare e rilanciare il settore, a partire dal riconoscimento della qualità dei servizi erogati e dalla copertura delle spese per cure termali da parte del San, per finire con la creazione e la promozione di veri e propri distretti termali, in grado di integrare servizi sanitari, turistici ed economici. Il visitatore, infatti, non resta confinato dentro lo stabilimento, ma ricerca esperienze e prodotti del territorio, alimentando l’indotto. Con la nostra proposta, possiamo finalmente mettere ordine nelle norme che regolano il termalismo in Italia e fornire un’occasione di ulteriore sviluppo”.

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