Visso si rilancia a partire dal cuore antico: la rinascita passa dalle persone, dalla cultura e dalla voglia di tornare a vivere

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Per “Le Guaite del Gusto” il centro storico delle Marche, ancora interessato dalla ricostruzione post-sisma, è tornato simbolicamente ad accogliere cittadini e visitatori. Un segnale di speranza che rilancia il ruolo del borgo nel Parco nazionale dei Monti Sibillini tra identità, turismo, paesaggio e comunità

 

di Giovanni Bosi, Visso / Marche

C’è stato un momento in cui tutto e tutti erano immobili, eppure erano anni che Piazza Martiri Vissani non era così “affollata”. Virgolette obbligatorie, perché il numero era assolutamente contingentato per motivi di sicurezza. Ma chi ha potuto, non è rimasto fuori a guardare. E tanti - quando con i loro curatissimi abiti medievali, nobili del Torneo delle Guaite (la rievocazione medievale che infiamma di passione il borgo) sono arrivati sulla scena al ritmo solenne dei tamburi - in molti avevano le lacrime agli occhi. E’ stato il segno tangibile dell’amore che i vissani provano per loro Visso, la cui vitalità torna a riesplodere. Siamo andati a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Anche se per qualche ora, il tempo è tornato a rimettesri in cammino. Le antiche vie di Visso, ancora segnate dalle profonde ferite lasciate dal terremoto del 2016, si sono nuovamente animate di voci, incontri e sorrisi grazie a “Le Guaite del Gusto”, la nuovissima tappa del Grand Tour delle Marche di Tipicità. Una riapertura temporanea e fortemente simbolica della zona rossa che ha restituito alla comunità il proprio centro storico, restituendolo come luogo di incontro e di speranza. Non c’è più tempo l’attesa. E’ nei momenti di difficoltà che si sviluppano strategie ed iniziative. “Ripartiamo, nonostante tutto. Di tempo ne è trascorso anche troppo”.

Visso si rilancia a partire dal cuore antico: la rinascita passa dalle persone, dalla cultura e dalla voglia di tornare a vivere

Il sindaco di Visso, Rosella Sensi

Visso si rilancia a partire dal cuore antico: la rinascita passa dalle persone, dalla cultura e dalla voglia di tornare a vivere

Ci hanno creduto fermamente il sindaco Rosella Sensi, la vice sindaco Sara Tomani e l'assessore Luca Testa, ma anche tutta l’amministrazione comunale, inclusi i dipendenti dell’ente locale che si sono spesi all’inverosimile per la riuscita di una giornata importante. Simbolica, quanto estremamente pratica. Non si è trattato, infatti, soltanto di un evento estemporaneo dedicato alle eccellenze culturali ed enogastronomiche, ma di un messaggio preciso: la ricostruzione di Visso procede insieme a quella della sua identità. “Perché restituire vita a un borgo significa certamente consolidare edifici, recuperare monumenti e riaprire piazze – ha rimarcato con forza la prima cittadina - ma significa anche riportare persone, iniziative, relazioni e occasioni di crescita in un territorio che continua a guardare avanti con determinazione”.

“È un motivo di orgoglio, un momento così importante, frutto di un lavoro collettivo dell'amministrazione comunale - ha spiegato il sindaco Rosella Sensi - accanto alla ricostruzione del borgo, bisogna ricostruire le sue anime, la sua vitalità con le sue attrazioni, le sue bellezze, le sue tipicità, i suoi servizi, il suo teatro. Visso deve tornare ad essere quella che era, noi torneremo ad essere quello che eravamo”.

Visso si rilancia a partire dal cuore antico: la rinascita passa dalle persone, dalla cultura e dalla voglia di tornare a vivere

Visso si rilancia a partire dal cuore antico: la rinascita passa dalle persone, dalla cultura e dalla voglia di tornare a vivere

Visso si rilancia a partire dal cuore antico: la rinascita passa dalle persone, dalla cultura e dalla voglia di tornare a vivere

Parole che sintetizzano perfettamente il percorso intrapreso da uno dei borghi più rappresentativi dell'Appennino marchigiano, dove ogni iniziativa diventa un tassello di una rinascita che coinvolge amministrazioni, associazioni, imprese e cittadini. Tanti i cantieri, tante le gru. Un fermento che documenta in termini operativi il lavoro in atto. Perché da quel bruttissimo sisma del 2016, sono ormai passati dieci anni.

Un borgo che torna protagonista

Questa prima edizione de “Le Guaite del Gusto” ha rappresentato molto più di una manifestazione. È stata una dichiarazione di fiducia nelle potenzialità di un territorio che continua ad investire sulle proprie eccellenze. Per tre giorni Visso ha proposto un itinerario tra produzioni tipiche, paesaggi, arte, spiritualità, attività all'aria aperta e incontri con le realtà locali, offrendo ai visitatori un'esperienza capace di raccontare la ricchezza dei Monti Sibillini attraverso le sue persone. “La ricostruzione non può essere solo materiale - ha ribadito Rosella Sensi - dobbiamo continuare a ricostruire anche l'anima della nostra comunità, valorizzando la resilienza di chi ha scelto di restare. Grazie a Tipicità, Visso torna al centro come luogo da riscoprire. Eventi come questo rappresentano un'importante opportunità per sostenere il territorio e chi ogni giorno continua a viverlo e a farlo crescere”.

Il sindaco di Visso, Rosella Sensi con il direttore di Tipicità, Angelo Serri e il direttore del quotidiano "Corriere Adriatico", Giancarlo Laurenzi

I personaggi del Torneo delle Guaite di Visso

I personaggi del Torneo delle Guaite di Visso

I personaggi del Torneo delle Guaite di Visso

Dal suggestivo aperitivo nella storica piazza Martiri Vissani alle visite al Santuario di Macereto (ancora cantiere ma carico di significato), dalle esperienze in bicicletta agli incontri dedicati al saper fare locale, ogni appuntamento è diventato parte di un racconto collettivo che mette al centro la qualità della vita, la cultura dell'accoglienza e il valore della comunità. Per Angelo Serri, direttore di Tipicità, l'iniziativa assume un significato che va ben oltre il calendario degli eventi: “Le Guaite del Gusto è un nuovo appuntamento che testimonia la grande voglia di rinascita di Visso”. Un messaggio perfettamente coerente con lo spirito del Grand Tour delle Marche, che punta a valorizzare i territori attraverso esperienze autentiche e partecipate.

Oltre il terremoto:il patrimonio vuol tornare a splendere

Visso custodisce un’autentica ricchezza storica e artistica. La Collegiata di Santa Maria, Palazzo Varano, il Palazzo dei Governatori, il Palazzo dei Priori e gli altri edifici monumentali attendono di essere pienamente restituiti alla fruizione pubblica attraverso una ricostruzione complessa, delicata e rigorosa. Il centro storico, racchiuso dalle mura medievali e sviluppato nella suggestiva conca dell'alta valle del Nera, conserva un impianto urbanistico di rara armonia. Piazza Martiri Vissani continua a rappresentare il cuore identitario del paese, dominata dalla Collegiata di Santa Maria, edificio romanico-gotico edificato nel XII secolo e impreziosito dagli interventi dei secoli successivi.

Tra i progetti più significativi figura anche la futura ricostituzione del Museo dei manoscritti leopardiani nell'ex chiesa di Sant'Agostino, destinata a Museo-Pinacoteca civico e diocesano. Un luogo destinato a custodire nuovamente gli originali di sei idilli di Giacomo Leopardi, compreso il celeberrimo L'Infinito, restituendo così a Visso un tassello fondamentale della propria identità culturale. In attesa della completa rinascita del patrimonio monumentale, è però il territorio stesso a diventare protagonista. I paesaggi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, le produzioni agroalimentari, l'artigianato, le tradizioni e la capacità di fare rete rappresentano oggi la forza propulsiva di una destinazione che continua ad attrarre viaggiatori in cerca di autenticità.

Visso, lo spettacolare Monte Bove

Visso, il santuario di Macereto

Le Saliere, Monti Sibillini

Macereto e i Cammini della Rinascita

Tra le tappe più significative c’è appunto il Santuario della Madonna di Macereto, autentico capolavoro rinascimentale immerso in uno degli scenari più spettacolari dell'Appennino. Secondo la tradizione la sua origine risale al 1359, mentre l'attuale edificio, costruito tra il 1528 e il 1538, continua ancora oggi a sorprendere per l'equilibrio delle sue forme bramantesche e per il dialogo perfetto con il paesaggio circostante. Proprio questo luogo simbolico entra oggi nel progetto dei Cammini della Rinascita, una rete di percorsi che punta a raccontare un Appennino diverso, fatto di natura, spiritualità, turismo lento e nuove opportunità economiche.

“È il racconto di un Appennino che non vuole essere ricordato solo per le ferite del terremoto, ma per la forza con cui sta tornando a vivere - ha osservato il commissario straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, Guido Castelli - i Cammini della Rinascita sono molto più di itinerari turistici: sono percorsi di comunità, strumenti di valorizzazione del territorio e occasioni concrete per sostenere le economie locali, contrastare lo spopolamento e restituire centralità ai borghi dell'Italia centrale”.

Una visione che trova piena sintonia con le politiche di mobilità sostenibile promosse dal Comune. “Per Visso e per i nostri territori – evidenzia ancora il sindaco Rosella Sensi – implementare il bike sharing e il car sharing per le auto elettriche, fornendo loro i servizi necessari, significa rispettare gli obiettivi che non solo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ma che tutti noi dovremmo perseguire come abitudine”.

Visso, una ricca tradizione anche a tavola

Visso, cartolina d'antan del centro storico

Visso, indicazione per la frazione Cupi a quota 1.000 metri

Una comunità che sceglie di guardare avanti

A dieci anni dal sisma, Visso continua a confrontarsi con una delle ricostruzioni più impegnative dell'Appennino centrale. Ma ciò che emerge con forza è la volontà condivisa di non lasciare che il terremoto diventi l'unico elemento con cui identificare questo territorio. La riapertura simbolica della zona rossa per Le Guaite del Gusto ha assunto così un valore che supera quello di una semplice manifestazione. È stata la dimostrazione concreta che la ricostruzione passa anche dalla cultura, dagli eventi, dal turismo, dall'enogastronomia, dalla tutela del paesaggio e dalla capacità di fare comunità.

Per Visso il futuro si costruisce giorno dopo giorno, recuperando edifici e monumenti, ma soprattutto restituendo centralità a un borgo che continua a custodire una straordinaria ricchezza di storia, bellezza e umanità. Ed è proprio questa energia condivisa, alimentata da chi ha scelto di restare e da chi continua a credere nel valore di questo territorio, a rappresentare oggi il cantiere più importante della sua rinascita.

Visso, nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini

Primo sindaco donna: “prestata alla politica”

Lei è la storica ex presidente della Roma calcio. Girando con lei, tutti la salutano cordialmente “Buongiorno, Presidente!”. Rosella Sensi, di fatto fresca sindaco del borgo dei Monti Sibillini, uno dei più colpiti dallo sciame sismico, si dice “prestata alla politica”, ma per questa cittadina che ha visto nel tempo a guida dell’amministrazione anche il nonno Silvio e poi il papà Franco Sensi, impegnarsi con la fascia tricolare ha assunto il sapore di una sfida. L’ennesima. E lei non ha dubbi: ricostruzione e rilancio del turismo locale puntando su una ricostruzione che non sia solo materiale, ma anche di identità e comunità. Ecco perché Sensi ha promosso l’ingresso del borgo nel Grand Tour delle Marche, valorizzando le eccellenze enogastronomiche, storiche e paesaggistiche, inclusi i luoghi simbolo di Visso e del territorio.

 

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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