In Piemonte il territorio del Momburgo e il suo patrimonio monumentale e paesaggistico diventano bene culturale

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Giuseppe Botti, Cuneo / Piemonte

Il territorio del Momburgo, in provincia di Cuneo, vede riconosciuta la propria valenza storico-culturale, religiosa, identitaria e panoramica. La Regione Piemonte ha deliberato la dichiarazione di notevole interesse pubblico per questo complesso formato dal Santuario di Santa Lucia, dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso, dalla Cappella di San Bernardo e dai loro percorsi di collegamento oltre che dal percorso con le cappelle della Via Crucis, che, partendo da Santa Caterina a Villavecchia, arriva al Monte Calvario.

 

(TurismoItaliaNews) La dichiarazione di notevole interesse pubblico quale bene paesaggistico decisa dalla Regione Piemonte suggella di fatto quell’attenzione che da secoli viene garantita dagli abitanti dei luoghi, indiscutibilmente considerati come bene da salvaguardare per il suo valore e per il ruolo rappresentativo di identità della comunità locale. Il contesto territoriale del Momburgo è dislocato su una zona collinare nei pressi della confluenza dei torrenti Ellero e Lurisia e delimitato tra l’altro dall'abitato della parte alta del concentrico di Villanova Mondovì, detto Villavecchia,con la dorsale dei crinali che comprende la croce di Neranotte (881 metri) e il Monte Calvario (814 metri).

Un insieme di vaste aree boscate, un significativo complesso carsico con la Grotta dei Dossi, l'altopiano di Caporale e i margini prativi, che, nel loro insieme, costituiscono il pregevole contesto paesaggistico e naturalistico nel quale si inserisce il complesso monumentale-devozionale del Santuario di Santa Lucia e del Calvario, significativi punti di vista e di belvedere. E’ tutto questo che connota l'interesse pubblico del Momburgo, il caratteristico aspetto di valore estetico e tradizionale merita di essere formalmente tutelato. Le origini dei nuclei abitati risalgono al XIII secolo, quando lungo le rive dell'Ellero sorgevano le Ville di Graffiasco e Gragnasco, di probabile fondazione romana; le inondazioni del corso d’acqua e la posizione difficilmente difendibile indussero gli abitanti a trasferirsi in luoghi più sicuri, alle pendici del Momburgo (comunemente detto Monte Calvario), dando vita alla cittadella fortificata di Villavecchia e a importanti luoghi di culto.

La leggenda vuole che, dove il torrente Lurisia si immette nell'Ellero, esistesse un pilone dedicato a Santa Lucia, il quale, a seguito dell'apparizione della santa a una pastorella sordomuta che riacquistò miracolosamente l'udito e la voce, fu spostato in una grotta più a monte, dove venne poi edificata una cappella e in seguito il santuario attuale. Santuario che è strutturato in tre parti distinte: la grotta-santuario del XV secolo, un secondo edificio risalente all'inizio del XVI secolo detto “l'Ospizio”, dotato di un loggiato superiore a quattro ampie arcate che si affacciano sulla valle e sui monti; e infine l'ottocentesca Opera Pia Bernardi. Tra il santuario in grotta e l'ospizio si inserisce ancora una piccola cappella barocca dedicata alla Madonna Addolorata; dall'altro lato ancora una piccola cappella dedicata allo Spirito Santo, con una significativa decorazione e un altare ligneo barocchi. Il Santuario fu ed è tuttora luogo di devozione popolare (si ritiene che l'acqua che stilla dalla grotta abbia un effetto curativo per gli occhi). Inoltre, il Santuario fu in passato punto di riferimento per la lotta partigiana.

La grotta fa parte di un ricco sistema carsico ipogeo che si sviluppa all'interno del monte, che ha la sua massima manifestazione nella grotta dei Dossi. Questa grotta è stata scoperta casualmente nel 1797 e resa accessibile al pubblico nel 1893, ed è rinomata per la spettacolare successione di corridoi e sale decorate con concrezioni policrome. I sentieri che si snodano lungo le pendici della collina consentono di raggiungere a piedi i luoghi più significativi; nelle cronache dell'epoca uno di essi viene definito come sentiero dei contrabbandieri, perchè permetteva di evitare i pedaggi lungo la via del sale in vallata.

La sommità del Momburgo, denominata Monte Calvario, deve il suo nome alla presenza sul suo culmine del Santuario del Santissimo Crocifisso, risalente al 1600 ma ricostruito nel 1825, raggiungibile dai paesi sottostanti tramite antichi sentieri attraverso la vegetazione. Il percorso che da Villavecchia, attraverso una pineta, raggiunge il Monte Calvario è costeggiato da 14 piloni quali stazioni della Via Crucis: sono affrescati e risalgono all'inizio dell'Ottocento, sostituirono aste più antiche, risalenti all'inizio del Settecento, esposte in passato in occasione della processione del Venerdì Santo. Una piccola costruzione eretta accanto alla chiesa, denominata “Ca' d'l'Eremita”, testimonia la passata presenza di un eremita nella zona; la stessa ospitò Gian Battista Beccaria per i suoi studi sulla triangolazione geodetica. Poco distante c’è una croce eretta su progetto dell'ingegner Fiorenzo Gemina, che offre un punto panoramico sull'arco alpino e le vallate del cuneese e torinese.

Sull'altro versante, a 200 metri dalla vetta, inizia il percorso che porta a Caporale, luogo di particolare bellezza, crocevia di numerosi sentieri, punto panoramico che storicamente viene identificato come “Piano del Nemico”, a ricordare che fu rifugio e base di assalto dei Marsini, ugonotti o soldati francesi presenti a fine Cinquecento. Tornando indietro e seguendo il sentiero della Via Crucis si raggiunge il borgo storico di Villavecchia, di impianto medievale, un tempo fortificato. Di queste antiche fortificazioni compgono il Rivellino, avamposto per la difesa, e la Bastita, poi trasformata in torre comunale. Sulla Piazza Maggiore di Villavecchia si affacciano case trecentesche; una di queste conserva ancora un affresco quattrocentesco con una “Madonna che allatta”. Sulla piazza si aprono due importanti chiese: l'antica parrocchiale di Santa Caterina, della prima metà del XVI secolo, edificata su una cappella dell'anno Mille; di particolare interesse la pianta a quattronavate e gli affreschi quattrocenteschi del pittore Rufino di Alessandria (cicli dei Santi e scene di vita quotidiana molto suggestive).

Accanto si trova la Chiesa della Confraternita della Croce, realizzata con i materiali delvicino castello, su disegno di Bernardo Antonio Vittone, che seppe adattare la sua struttura a quella della piazza, con un significativo effetto scenografico. Da queste chiese partivano le processioni dei fedeli in occasione delle più importanti ricorrenze religiose (fino agli anni Cinquanta si svolse il Giovedì Santo la processione del Gallo, pittoresca per la presenza dei simboli della passione e per il corteo dei flagellanti); mete finali erano la cima del Monte Calvario, il Santuario di Santa Lucia o, a metà strada, la Cappella di San Bernardo, già citata in documenti del 1583. Di particolare valore è l'icona dell'altare raffigurante la Vergine con il Bambino incoronati di fronte a Sant'Eligio e San Bernardo nell'atto di calpestare il demonio. Al nucleo più antico si accede tramite un ampio porticato di epoca ottocentesca.

Dal punto di vista economico, la zona del Momburgo disponeva fin dal Medioevo di una struttura agricola basata sulla coltivazione della vite in collina e sullo sfruttamento dei boschi di castagno per consumo alimentare. A integrare queste risorse si aggiunsero la coltura della canapa e la coltivazione di piante da gelso per la produzione della seta, tanto ch Villanova divenne nel Settecento il centro di riferimento per la filatura. Altra attività economica che si è sviluppata da metà Ottocento è la lavorazione della ceramica, che ha dato vita a importanti fabbriche, così come la produzione di laterizi, grazie alla presenza di terra rossa; sono ancora oggi visibili le vecchie fornaci che servivano per la cottura della calce alle falde del Momburgo, importante testimonianza di archeologia industriale.

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