Manneken Pis, il “bambino che fa la pipì” a Bruxelles compie 400 anni: è una delle icone della capitale belga

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Giovanni Bosi, Bruxelles / Belgio

Se è decisamente irriverente e goliardico, il suo atteggiamento trasmette tenerezza e innocenza. E sì, perché lui in fondo è un bambino e come tale lo vezzeggiano i bruxellesi. Di fatto il Manneken Pis, “il bambino che fa pipì”, è una vera celebrità, annotato tra le 20 attrazioni della capitale europea da non perdere per nessun motivo. E in questo 2019 c'è un motivo in più: la statuetta in bronzo opera di Jerome Duquesnoy il Vecchio è datata 1619 e dunque festeggia il suo 400° anniversario.

 

(TurismoItaliaNews) Prima che Manneken Pis diventasse una figura popolare, era solo una fonte. Nel XV secolo assunse un ruolo chiave nel rifornire la città di Bruxelles di acqua potabile e lì per lì nessuno immaginava la fortuna che avrebbe avuto. Certo quel suo essere rende la statuetta inconfondibile e simpatica, ricercatissima da chi arriva a Bruxelles perché oggi un selfie davanti al bimbo irreverente è irrinunciabile.

Eppure l'opera d'arte in sé è talmente piccola che spesso si rischia di passarci davanti senza accorgersene (se non fosse in realtà per i tanti chi vi sono sempre davanti). Il Manneken Pis – che si trova nella zona antica della capitale belga, fra L’Etuve e Chene, vicino alla Grand Place - è in bronzo, è alto una cinquantina di centimetri ed è considerato il simbolo dell'indipendenza di spirito degli abitanti di Bruxelles. Tecnicamente è una fontana che rappresenta un piccolo ragazzo che sta urinando: le parole Manneken Pis significano in bruxellese (dialetto fiammingo vicino all'olandese) il ragazzetto che fa pipì.

“Il Manneken Pis è il simbolo di Bruxelles e dello spirito ironico e scherzoso dei brussellesi – ci spiegano da Visit Brussels - è una di quelle cose che si visitano per prime in città e lo si vede spesso vestito con uno dei suoi 654 costumi tutti esposti alla Maison du Roi, sulla Grand-Place. Non a caso è diventato simbolo di Bruxelles”.

E sì, perché il Manneken Pis riceve spesso, in regalo, dei nuovi abiti e le sue vestizioni hanno date fisse: “Il suo guardaroba è esposta alla Maison du Roi sulla Grand-Place – spiegano ancora da Visit Brussels - esistono numerose leggende su di lui: una racconta che, grazie al suo gesto naturale, fare pipì, egli abbia spento la miccia accesa di una bomba destinata alla Grand-Place. E in forma di ringraziamento lo si sia immortalato nel suo eroico gesto. In realtà è una fontana costruita sotto il regno degli arciduchi Alberto e Isabella per rifornire il quartiere d'acqua potabile”. Ma ci sono anche altre storie: una di queste racconta che durante la battaglia di Ransbeke, sui rami di un albero, si appese la culla del figlio di Godofredo di Lorena; durante la battaglia, il bambino uscì dalla culla e urinò da un albero. O ancora, il figlio di un nobile di Bruxelles abbandonò una processione per urinare sulla parete della casa di una strega, che gli lanciò una maledizione, trasformandolo in una statua.

Qualunque sia la versione, Manneken Pis è famoso a Bruxelles quanto la birra, l'Atomium, la Grand Place piuttosto che il gustosissimo waffle. Tanto che il 400° anniversario non poteva passare inosservato neppure sui francobolli: ben cinque stampati uniti in foglietto che lo propongono in una divertente stilizzazione di Kris Males. A proposito, a Bruxelles la pipì è un tema ricorrente dal punto di vista artistico: oltre oltre al bambino che fa la pipì, ci sono anche la Jeanneke Pis e il Zinneke Pis, rispettivamente la bambina che fa la pipì e il cane che fa la pipì.

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)

 

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