Straordinaria Sicilia, zone umide sotto tutela di Ramsar

Sicilia straordinaria e per questo assolutamente da tutelare. E’ in questo contesto che ben 418 ettari di territorio nei comuni di Mazara del Vallo, Petrosino e Campobello di Mazara, tutti in provincia di Trapani, sono stati dichiarati di importanza internazionale perché ritenute habitat irrinunciabile per gli uccelli acquatici.

 

(TurismoItaliaNews) Tutto nasce dalla Convenzione di Ramsar relativa alle zone umide di importanza internazionale, intese soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, sottoscritta nella città iraniana il 2 febbraio 1971 da un gruppo di Paesi, istituzioni scientifiche ed organizzazioni internazionali.

Per questa fetta di Sicilia la designazione è arrivata direttamente dal ministero dell’ambiente su indicazione della Regione Siciliana e riguarda nel dettaglio le Paludi costiere di Capo Feto, Margi Spanò, Margi Nespolilla e Margi Milo (complessivamente 157 ettari) in Comune di Mazara del Vallo e in Comune di Petrosino, e poi i Laghi Murana, Preola e Gorghi Tondi (249 ettari) in Comune di Mazara del Vallo, e lo Stagno Pantano Leone (12 ettari), in Comune di Campobello di Mazara, e per i quali è stato riconosciuto l’eccezionale valore naturalistico, ambientale e geomorfologico rappresentato dall’insieme di questi biotopi umidi. E ovviamente c'è stata la piena soddisfazione della Lipu (www.lipu.it)

Capo Feto è tratto costiero così denominato per l’odore sprigionato dall’accumulo di notevoli quantità di Posidonia che qui si deposita per un particolare gioco di correnti marine; l'area è un’ampia depressione, separata dal mare da un cordone sabbioso, che può presentarsi quasi del tutto sommersa in inverno, che offre un habitat ideale per diverse specie di uccelli che utilizzano la zona come area di sosta durante le migrazioni attraverso il canale di Sicilia per giungere in Africa e viceversa e da molteplici altre specie di animali peculiari per la zona.

  

I laghi Murana, Preola e Gorghi Tondi costituiscono un complesso di zone umide lacustri originato dalla presenza di un livello argilloso impermeabile, intercalato tra le calcareniti quaternarie che affiorano nella zona (sciare di Mazara), alimentati dalle acque freatiche alimentate da una falda sotterranea, che vedono la loro genesi di origine carsica legata ai processi che hanno interessato i banchi gessosi sottostanti, con il conseguente, graduale, sprofondamento dei terreni calcarenitici affioranti, tendendo a creare delle vere e proprie "doline". Sono delle vere e proprie zone umide delimitate da tratti di macchia mediterranea e "sciare" che si succedono da Mazara del Vallo (Lago Murana, che è frequentemente in asciutta) sino a Torretta Granitola (Lago Preola, il più esteso, ed i più minuti Gorghi Tondi), circondati da un fitto ed alto fragmiteto, e costituiti da zone umide esclusivamente di acqua dolce.

Il Pantano Leone è uno specchio d'acqua dolce perenne che poggia su di un ampio pianoro depresso interrotto dai cambi litologici del sistema dei terrazzi marini ascrivibili all'ultima fase dell'Era Quaternaria, formatosi naturalmente nel 1977 quale conseguenza dell'apporto di acque piovane e reflue, ed evolutosi naturalmente attraverso la graduale colonizzazione floro- faunistica.

"E’ una notizia che ci riempie di gioia e soddisfazione, dopo anni di lotte che ci hanno visti protagonisti in prima linea per la difesa della natura – ha commentato Fulvio Mamone Capria, presidente di Lipu - BirdLife Italia – due tasselli di grande importanza naturalistica, che per la loro posizione biogeografica hanno un’importanza fortissima per milioni di animali che dipendono da quelle aree per la loro sopravvivenza. Davvero una buona notizia per la Sicilia ma anche per il patrimonio naturalistico dell’Europa intera".

 

"Un grande riconoscimento e ringraziamento per quanta importante decisione va all’assessorato regionale territorio e ambiente – aggiunge Nino Provenza, delegato regionale Lipu – e per i tanti volontari Lipu, un meritato premio per il difficile presidio del territorio e il contrasto all’attività venatoria e all’inquinamento così come per i volontari di altre associazioni come Legambiente, Ebn e Wwf. Il nostro impegno – chiosa Provenza – sarà di continuare a dare, in collaborazione con l’Azienda regionale Foreste Demaniali, un nostro contributo anche per il futuro di queste aree".

 

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