Pedalando tra vigneti e borghi: la Sinclinale Camerte sogna l’Unesco in tandem con il progetto Bike Hospitality
di Giovanni Bosi, Fermo / Marche
Il turismo lento unisce bici, sapori e paesaggio in un progetto condiviso che guarda al riconoscimento mondiale. Nelle Marche più autentiche, c’è un itinerario in particolare che non si misura in chilometri ma in esperienze: è quello che attraversa la Sinclinale Camerte, un corridoio naturale tra Appennino e colline dove il cicloturismo incontra l’enogastronomia e diventa strumento di racconto territoriale. Un percorso che oggi si carica di un’ambizione ulteriore: accompagnare questo paesaggio unico verso la candidatura a Patrimonio dell’Umanità Unesco. E lo fa con un alleato che già parla al mondo delle due ruote: Bike Hospitality.
(TurismoItaliaNews) Al centro di questa visione si colloca infatti proprio il progetto Bike Hospitality, una rete che mette in dialogo amministrazioni, operatori turistici, produttori locali e appassionati delle due ruote, con l’obiettivo di costruire un’offerta strutturata e fruibile tutto l’anno. Non si tratta solo di promuovere la bicicletta come mezzo sostenibile, ma di trasformarla in chiave di lettura del territorio. E la vetrina privilegiata per presentare le ultime novità è stato Tipicità Festival 2026 al FermoForum, in occasione del quale è pure arrivato l’annuncio dell’accordo per rendere il Grand Tour delle Marche anche itinerario cicloturistico.
La bici come linguaggio del paesaggio
Nella Sinclinale Camerte, pedalare significa attraversare un mosaico di vallate dolci, borghi storici e filari ordinati che raccontano secoli di cultura agricola. Qui la mobilità lenta diventa esperienza immersiva, capace di restituire il ritmo autentico dei luoghi. “Il progetto Bike Hospitality – ci spiega Carlo Pasqualini della Fci nonché responsabile del progetto - nasce proprio con questa missione: creare una rete qualificata di servizi e operatori che rendano il territorio accogliente e accessibile per i cicloturisti. Strutture ricettive, guide, noleggiatori, produttori enogastronomici e attrazioni culturali vengono certificati secondo standard condivisi, entrando a far parte di un sistema riconoscibile e coordinato”. A sostenere l’iniziativa è la Federazione Ciclistica Italiana, che mette a disposizione competenze, tecnici e una rete capillare su tutto il territorio nazionale. “Un supporto fondamentale per diffondere una cultura della bicicletta non solo come attività sportiva, ma come mezzo quotidiano, ecologico e salutare” aggiunge Massimo Romanelli, presidente del Comitato Regionale Marche della Fci.
Un territorio che si racconta pedalando
La Sinclinale Camerte rappresenta un unicum nel panorama marchigiano. A differenza delle altre vallate “a pettine” che scendono dall’Appennino verso l’Adriatico, questa si sviluppa da nord a sud, da Fabriano a Camerino, creando un paesaggio morbido e armonioso. Questa particolare conformazione geografica genera anche un microclima distintivo, con escursioni termiche marcate tra giorno e notte e tra le stagioni. Condizioni ideali per una delle eccellenze del territorio: il Verdicchio di Matelica Doc, primo vino marchigiano a ottenere la denominazione Doc nel 1967. I vigneti che punteggiano la valle diventano così tappe naturali di un itinerario cicloturistico che unisce degustazioni, visite in cantina e scoperta dei prodotti locali. Un viaggio che coinvolge tutti i sensi e che valorizza la filiera corta e sostenibile. E che vede, in tema di candidatura Unesco, l’Università di Camerino svolgere un compito essenziale.
Otto Comuni, un progetto condiviso
Il territorio della Sinclinale Camerte coinvolge otto Comuni tra le province di Ancona e Macerata: Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole, Matelica e Pioraco. Un sistema territoriale che oggi lavora in modo coordinato per costruire una proposta turistica integrata. Accanto alle amministrazioni locali, un ruolo chiave è svolto dal Centro Studi “Luglio ’67” e dagli operatori economici coinvolti, in un dialogo continuo che punta a trasformare l’identità produttiva in un racconto contemporaneo. La collaborazione con Maitour Srl, nell’ambito di una convenzione con la Federazione Ciclistica Italiana, rafforza ulteriormente il progetto, inserendolo in una strategia più ampia di sviluppo del cicloturismo a livello nazionale.
Verso il riconoscimento Unesco
La sfida più ambiziosa è già stata avviata. Nel 2025 è stato presentato il progetto di candidatura del paesaggio vitivinicolo del Verdicchio di Matelica all’iscrizione nel Registro nazionale dei Paesaggi rurali di interesse storico. Un passaggio fondamentale per l’ingresso nella Tentative List Unesco. “L’obiettivo è trasformare questo territorio in un modello riconosciuto a livello internazionale, dove paesaggio, cultura e produzione agricola si fondono in un’identità forte e condivisa” spiega la vicepresidente del Centro studi “Luglio ’67” Elisabetta Torregiani.
Un viaggio che guarda al futuro
La Sinclinale Camerte si propone così come una destinazione capace di intercettare un turismo consapevole, attento alla sostenibilità e alla qualità dell’esperienza. Un turismo che sceglie la lentezza per scoprire, comprendere e vivere davvero i luoghi. Pedalare tra questi paesaggi significa entrare in una storia fatta di tradizioni, innovazione e comunità. Una storia che oggi guarda lontano, verso l’Unesco, ma che continua a crescere giorno dopo giorno lungo strade silenziose, tra vigneti, borghi e sapori autentici.







