ARCHEOLOGIA Scavi neolitici in Israele: l’uomo preistorico di 10.000 anni fa preferiva legumi nella sua dieta

(TurismoItaliaNews) Secondo i ricercatori dell'Istituto  Weizmann e della Israel Antiquities Authority, l‘uomo preistorico che viveva in Galilea era specializzato nella coltivazione di legumi in generale, e fave in particolare. "Si tratta di una scoperta importante, che permette una più profonda comprensione della rivoluzione agricola nel sud del Vicino Oriente". Lo studio congiunto dei ricercatori dell'Istituto Weizmann e della Israel Antiquities Authority, che negli ultimi anni ha esaminato i semi di fava ritrovati negli scavi neolitici in Galilea, fa luce sulle abitudini alimentari delle persone che vivevano nella zona 10.000 di anni fa. Il ritrovamento dei semi nei siti preistorici mostra che la dieta degli abitanti dell‘epoca consisteva principalmente di fave, così come di lenticchie e di vari tipi di piselli e ceci.

Il sito di scavo a Ahihud, dove sono stati trovati i semi di fava coltivati più antichi di tutto il mondo. Credito fotografico: Sky View Company, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority

Lo studio è stato condotto dall’archeologa-botanica Valentina Caracuta, dell‘Istituto Weizmann, insieme a Elisabetta Boaretto e  Lior Regev, e in collaborazione con gli archeologi Kobi Vardi, Yitzhak Paz, Hamoudi Khalaily, Ianir Milevski e Omri Barzilai della Israel Antiquities Authority. La moltitudine di semi di fava trovati nei siti neolitici scavati in Galilea nel corso degli ultimi anni indica la preferenza nella coltivazione della fava. La datazione dei semi, dichiarata presso il Centro Kimmel dell'Istituto Weizmann, indica un intervallo di tempo tra i 9.890-10.160 anni fa. Questi semi, sono stati trovati ben conservati durante gli scavi, in depositi interni già sgusciati. La dimensione uniforme dei semi mostra la loro coltivazione metodica, sono stati raccolti nello stesso periodo di tempo, quando i legumi erano maturi. Secondo i ricercatori, il mantenimento dei semi in depositi riflette una pianificazione agricola a lungo termine, i semi non erano conservati solo per l‘ alimentazione, ma anche per garantire raccolti futuri negli anni successivi.

Antichi semi di fava coltivati, trovati a Ahihud. Credito fotografico: Kobi Vardi. Sopra: Lo scavo ad Achiud. Credito fotografico: Yaron Bibas, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.

"L'identificazione dei luoghi dove le specie vegetali, oggi parte integrante della nostra dieta – hanno aggiuntoi ricercatori - sono stati coltivati è di grande importanza per la ricerca. Nonostante l'importanza dei cereali nell’ambito nutrizionale, che continua fino ad oggi, sembra che nella regione esaminata (a ovest del fiume Giordano), siano stati i legumi, ricchi di sapore e proteine, a essere la prima specie a essere coltivata. In quel periodo, un fenomeno noto come la rivoluzione agricola ha avuto luogo in tutta la regione: diverse specie di animali sono stati addomesticate e differenti tipi di piante sono state coltivati in tutto il Levante, ed è ormai chiaro che l'area della Galilea era la principale produttrice di legumi in epoca preistorica. Questo processo è durato migliaia di anni, durante i quali alcune caratteristiche delle specie selvatiche furono modificate, e addirittura alcune specie vegetali vennero create. Tuttora, la maggior parte dei ceci coltivati ​​nel Paese provengono dalla regione della Galilea”.

 

Gli archeologi - che grazie all‘ utilizzo di tecniche avanzate hanno scoperto la datazione accurata dei semi di fava - sono arrivati alla conclusione di aver trovato i semi di fava coltivati più antichi di tutto il mondo, risalenti a 10.125-10.200 di anni fa.

Una punta di freccia da Achiud. Credito fotografico: Kobi Vardi, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority

 

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