Queste sono cinque isolette italiane da non perdere: gemme del Mediterraneo (e non solo), attrazioni autentiche del Belpaese

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Angelo Benedetti, Procida

L’Italia è davvero un Paese di isole, isolette e isolotti. Per natura terra di mare, con le sue coste che si snodano per una lunghezza di ben 8.300 km, dalle nostre acque territoriali affiorano oltre 800 isole: di queste solo un’ottantina sono abitate, comprese le due più grandi isole del Mediterraneo, la Sicilia e la Sardegna. Tutte da vedere e da vivere, ovviamente. E comunque quando si parla di isole, è riduttivo limitarsi a quelle marine, visto che ci sono anche le isole lacustri da visitare, di altrettanto fascino. Ecco allora cinque isolette italiane da non perdersi, attrazioni autentiche del Belpaese.

 

(TurismoItaliaNews) Da nord a sud il patrimonio naturale italiano è immenso, inutile sottolinearlo. Un patrimonio naturale a cui nel corso dei secoli si è accompagnata la cosiddetta “fabbrica nel paesaggio” (per usare un’espressione cara ai nostri Club Unesco), vale a dire le creazioni dell’uomo che sono riuscite a dare vita ad un insieme indissolubile, di grande fascino. Vi proponiamo quindi cinque piccole isole, famosissime, ma oltremodo ancora da scoprire da parte di molti.

Giannutri

Giannutri

Giannutri, Arcipelago Toscano
Qui ci sarebbe persino il fantasma di un’innamorata inconsolabile che farebbe venire la pelle d’oca con le sue grida strazianti in certe notti… Di sicuro c’è una natura rigogliosa, straordinaria e persino unica che la rende lo smeraldo dell’arcipelago e tutt’intorno un mare cristallino dai colori cangianti, dal celeste all’azzurro, al verde. E sopra un cielo straordinario che la rende un formidabile punto d’osservazione dell’universo. Rendendola romantica e ammaliante. Un posto così bello non può che essere Giannutri, l’isola più meridionale dell’Arcipelago toscano. Arrivi qui letteralmente sull’onda della fama che la circonda. La curiosità è forte per la sua storia, le sue leggende, le sue peculiarità ed anche per il lavoro certosino che il Parco nazionale sta compiendo per la sua tutela ma al contempo anche per la sua valorizzazione e fruizione, perché poi è anche questa la mission in un lembo di Toscana dal grande valore ambientale.

L’approdo e dunque l’approccio con l’Isola, di cui già arrivando si può ammirare la silhouette (che in qualche modo può persino ingannare rispetto ai pur dolci dislivelli che si dovranno percorrere rigorosamente a piedi) è a Cala Spalmatoio, la piccola spiaggia di ghiaia munita di pontile, il cui nome racconta già moltissimo – seppure con aspetti ancora misteriosi – di luogo destinato dai Romani alla manutenzione delle imbarcazioni, come dimostrano i resti dell’antico molo e persino della modifica del tratto di costa con tagli verticali della roccia per adeguarla alle esigenze di ormeggio, comprese alcune colonnine oggi sommerse dal mare, salito di livello rispetto a duemila anni fa.

Isola Maggiore, Lago Trasimeno (Umbria)

Isola Maggiore, Lago Trasimeno (Umbria)

Isola Maggiore, Lago Trasimeno (Umbria)
La Maggiore è una delle tre isole del lago Trasimeno; le altre sono la Polvese, utilizzata come centro per la didattica ambientale e sede di una scuola di vela; e la Minore, di proprietà privata. Quando si sbarca sull’Isola, collegata da traghetti del servizio di trasporto pubblico ai borghi che affacciano sul Trasimeno (Busitalia gestisce in Umbria i servizi di navigazione), è immediata la voglia di compiere il giro partendo dal grazioso borgo di pescatori risalente al '400, cogliendo immediatamente della bellezza della natura. L'abitato si trova nella zona occidentale dell'isola, allungandosi a partire dal molo, lungo la principale via Guglielmi. A questa Isola è legato anche San Francesco d’Assisi. Il punto direttamente collegato al Poverello è un punto di riferimento: qui la chiamano “la scesa del Sasso di San Francesco” e consentiva di collegare il borgo dei pescatori alla fascia costiera settentrionale dell’isola, quella pescosa e particolarmente idonea alla pesca invernale con un sistema tradizionale che consisteva nel sommergere nel lago mucchi enormi di fascine di quercia per attirare i pesci. Il sentiero, della lunghezza di circa 650 metri, inizia ai margini dell’abitato dove è situata la chiesa di San Salvatore (XII secolo).

Interamente pianeggiante, si snoda tra la sponda e la boscaglia di leccio che ricopre la parte bassa del territorio dell'isola, lambendo la piccola spiaggia e terminando al monumento che ricorda lo sbarco del santo. Proseguendo oltre la breccia sulle mura, si può continuare lungo il periplo dell’isola e giungere di nuovo al borgo del pescatori transitando sotto le mura del castello Guglielmi che ingloba il convento di San Francesco edificato nel 1328; attualmente, tuttavia, per motivi di sicurezza la zona in prossimità del maniero è interdetta. La fitta rete di sentieri percorre l'isola intera, dipanandosi attraverso una macchia di ulivo, leccio, pino, cipresso, pioppo e altre varietà mediterranee. A proposito: nonostante il nome tragga in inganno, l’isola non è la più grande del Trasimeno. Infatti, in ordine decrescente di superficie, c’è prima la Polvese, poi la Maggiore e infine la Minore.

Grado

Grado

Grado, Friuli Venezia Giulia
Chilometri di spiagge curatissime, impianti sportivi per ogni passione, strutture ricettive di livello, ristoranti di qualità dove il pesce fresco dell’Alto Adriatico è il re, un borgo marinaro che racconta millenni di storia, artigiani che tramandano creatività ed originalità. Tutto questo in una sola parola: Grado. L’Isola del Sole, fra Trieste e Venezia, è la meta preferita di turisti italiani e stranieri che, ormai da generazioni, la scelgono per una vacanza caratterizzata da accoglienza a braccia aperte, tranquillità e buon gusto, a misura di famiglia. Siamo dunque in una terra (e in una laguna) protagonista da millenni. Così, scoprirla meta agognata di un turismo raffinato ed esigente – in particolare della Middleuropa nonché mitteleuropeo – significa avere la conferma del ruolo giocato nel tempo nella storia ed oggi, grazie alla capacità di proporsi con servizi di qualità, sullo scenario ricettivo internazionale.

Di fatto qui c’è tanto da fare e da vedere, vivendo la vacanza da protagonisti se si vuole, immergendosi cioè non solo nel mare azzurro ma anche nella quotidianità di ieri. Intanto ci sono ben 120mila mq di sabbia dorata suddivisi in 4 spiagge rivolte a sud, questo significa che possono godere dei raggi solari per tutta la giornata e non è poco… E poi altri servizi che hanno fatto la fortuna di Grado, come le Terme Marine (Centro talassoterapico), gli stabilimenti psammatoterapico (sabbiature) ed elioterapico (solarium) e il Parco Termale Acquatico. Molti calciatori hanno scelto l’Isola proprio per la sabbiature, che qualcuno definisce “miracolose”. Le Terme peraltro sono al centro di un importante progetto di ristrutturazione e valorizzazione a cui si ci appresta a metter mano. In un’Isola slow anche la mobilità dolce assume la sua importanza.

Procida

Procida

Procida, Campania
E’ uno dei pochi luoghi in cui la Storia e la Natura convivono senza entrare in conflitto. Un futuro legato soprattutto alla conservazione e alla valorizzazione del suo patrimonio ambientale e culturale. Procida è certamente un'isola diversa dalle sue sorelle napoletane Ischia e Capri, meno mondana, aperta a un turismo rispettoso delle sue tradizioni. Negli ultimi tempi l’isola, scoperta e amata negli anni Sessanta, da Elsa Morante (a cui è dedicato un Premio letterario ed un omonimo "Parco Letterario"), Alberto Moravia e Cesare Brandi, ha rilanciato e consolidato la propria immagine nel mondo grazie all’essere stata Capitale della Cultura 2022. Ancora prima, film d'autore come "II Postino" con Massimo Troisi, "The talented Mr. Ripley" di Anthony Minghella e "Francesca e Nunziata" con Sofia Loren che hanno avuto come scenario privilegiato l'intero territorio ed in particolare Marina di Chiaiolella, il bor­go dei pescatori, il luogo più caratteristico e “magico” dell'isola, hanno fatto sì che Procida conquistasse il cuore della gente.

Si approda nel Porto di Marina Grande, detto anche “Sent’Cò”, lungo il quale si allineano case multicolori, con i loro motivi di archi, di balconi, di logge, il “vefio” che formano un patrimonio prezioso di modelli architettonici. Su Terra Murata, la parte più alta e antica dell’isola, campeggia il complesso monumentale di Palazzo d’Avalos insieme all’abbazia di San Michele, santo patrono che avrebbe salvato gli isolani dalle scorrerie dei Barbareschi. Alla Marina Corricella, borgo di pescatori, le abitazioni seicentesche si grappano l’una all’altra in una singolare architettura collettiva con un tripudio di colori. Piazza dei Martiri ricorda una pagina di storia intensa e dolorosa, la rivoluzione napoletana del 1799, a cui molti procidani aderirono e poi per questo furono giustiziati. Ma accanto a Procida c’è anche Vivara, oasi di verde e fauna mediterranea riconosciuta come Ri­serva Naturale dello Stato.

Isole Tremiti, Isola di San Nicola

Isole Tremiti, Isola di San Nicola

Tremiti, Isola di San Nicola
Parliamoci chiaro: le Tremiti sono un insieme meraviglioso. Appena a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano, questo arcipelago è un insieme di perle: le tre isole maggiori sono San Domino, San Nicola e Caprara, ci sono poi l’isolotto denominato il Cretaccio e l’isola minore denominata Pianosa. San Nicola, centro storico e amministrativo dell’arcipelago, ti conquista subito con la sua scenografica silhoutte, dove natura e “fabbrica nel paesaggio” si fondono insieme, merito dell’antico e glorioso passato. Sono imperdibili il Torrione del Cavaliere del Crocifisso, il Castello dei Badiali, l’Abbazia di Santa Maria a Mare, dove si sono alternati i Benedettini cassinesi, dal IX secolo, i Cistercensi, dal 1237 al 1313, ed i canonici Lateranensi, dal 1413 sino alla fine del Cinquecento.

Da un punto di vista paesaggistico-naturalistico, a destra del moletto, è possibile ammirare la Grotta di San Michele, il cui fronte sembra raffigurare un teschio. La grotta è molto famosa anche per il colore delle acque al suo fianco: azzurro-turchesi fosforescenti. Le dimensioni dell’isola). Una superficie di 42 ettari, una lunghezza di 1.600 metri, una larghezza di 450 metri e un altezza massima di 75 metri.

 

In apertura: Isole Tremiti, l'Isola di San Nicola

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