[ REPORTAGE ] Vietnam | Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

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Un gigantesco drago d’acciaio attraversa il fiume Hán e, al calare della sera, trasforma lo skyline di Da Nang in uno spettacolo di luci, fuoco e acqua. È il Dragon Bridge, una delle icone contemporanee della città vietnamita: 666 metri di architettura spettacolare, sei corsie e una silhouette ispirata a un simbolo millenario di forza e prosperità

di Giovanni Bosi, Da Nang / Vietnam

Da una sponda all’altra del fiume Hán corre un drago lungo 666 metri. Ha il corpo d’acciaio, la testa sollevata verso il Mar Cinese Meridionale e, nelle sere di spettacolo, sputa davvero fuoco e acqua. Il Dragon Bridge di Da Nang non è soltanto un ponte: è una delle immagini più sorprendenti del Vietnam contemporaneo, un’infrastruttura trasformata in attrazione e un segno urbano capace di raccontare le ambizioni di una città proiettata verso il futuro. Andando verso Hoi An, la città delle lanterne, iscritta dall’Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità, l’incontro con Cầu Rồng è entusiasmante.

 

(TurismoItaliaNews) E sì, perché Cầu Rồng è proprio il nome vietnamita del ponte che attraversa il fiume Hán collegando il centro cittadino con l’area costiera di Son Tra. La sua posizione ne fa un’arteria fondamentale della mobilità urbana e consente anche un collegamento stradale particolarmente diretto tra l’aeroporto internazionale di Da Nang e alcune delle principali direttrici cittadine, oltre che verso My Khe Beach e Non Nuoc Beach.

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

L’incredibile struttura spicca lungo Nguyen Van Linh Street, nel distretto di Hai Chau, e si inserisce in un’area particolarmente interessante anche dal punto di vista turistico. Nelle vicinanze ci sono infatti My Khe Beach, Bach Dang Flower Street, Han Market e il Museo della Scultura Cham: un insieme di attrazioni che rafforza il ruolo del ponte come punto di riferimento nel paesaggio urbano e nell’esperienza di visita della città. Anzi, ormai una tappa irrinunciabile nell’offerta turistica di questa città nel Vietnam centrale.

Un drago della dinastia Ly proiettato verso il mare

<(strong> La caratteristica che rende immediatamente riconoscibile il Dragon Bridge è naturalmente la sua forma. Il progetto si ispira all’immagine del drago della dinastia Ly, figura sacra della cultura vietnamita e simbolo di forza, potere e prosperità. Il corpo sinuoso segue un andamento curvilineo che richiama il movimento fluido ed elegante della creatura leggendaria, mentre la testa, alta e fiera, è rivolta verso il mare. Una scelta dal forte valore simbolico, pensata per rappresentare anche le aspirazioni di crescita di Da Nang. Ed è incredibile che una struttura metallicata riesca a trasmettere tanta sinuosità, perfino tanto realismo.

Il risultato è infatti un’architettura capace di cambiare volto tra giorno e notte. Alla luce del sole emerge soprattutto la grande struttura d’acciaio giallo che attraversa il fiume; dopo il tramonto entra invece in scena il sistema di illuminazione Led, programmato automaticamente per modificare colori e intensità. Oltre 2.500 elementi luminosi accompagnano le forme del drago passando dalle tonalità fredde del blu alle sfumature più accese del rosso e trasformando il ponte in uno dei protagonisti dello skyline notturno.

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

666 metri d’acciaio e sei corsie sul fiume Hán

I numeri restituiscono le dimensioni dell’opera. Il Dragon Bridge è lungo 666 metri, largo 37,5 metri e dispone di sei corsie destinate al traffico. La struttura combina arco, travi e cavi in acciaio ed è considerata il più grande ponte d’acciaio al mondo realizzato nella forma di un drago. Per la sua costruzione sono stati investiti quasi 1.500 miliardi di dong vietnamiti, equivalenti all’epoca a circa 88 milioni di dollari. Il progetto è stato affidato alla statunitense Ammann & Whitney Consulting Engineers insieme al Louis Berger Group, mentre i lavori sono stati eseguiti dalla Company No. 508, affiliata alla Civil Construction Engineering Corporation No. 5, e dalla Bridge Company No. 75.

La posa simbolica della prima pietra risale al 19 luglio 2009, giornata che coincideva con l’inaugurazione del vicino Thuận Phước Bridge. Alla cerimonia parteciparono l’allora primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung e numerosi rappresentanti istituzionali. La campata principale è stata completata il 26 ottobre 2012. Pochi mesi più tardi, il 29 marzo 2013, il Dragon Bridge è stato ufficialmente aperto al traffico, nel giorno del 38° anniversario della presa di Da Nang da parte delle forze nordvietnamite, ricordata nel Paese come Liberazione di Da Nang. Da allora il Drago è una vera star.

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

Il momento più atteso: il drago sputa fuoco e acqua

L’ingegneria, tuttavia, racconta soltanto una parte della storia. Il Dragon Bridge è diventato famoso soprattutto per una caratteristica che difficilmente passa inosservata: il drago sputa realmente fuoco e acqua. Lo spettacolo viene proposto abitualmente il sabato e la domenica sera alle 21 e rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici della vita notturna di Da Nang. Luci, getti d’acqua e fiammate trasformano per alcuni minuti un’infrastruttura stradale in una vera scena urbana, richiamando residenti e visitatori. Nel 2026 il calendario è stato ampliato in occasione delle celebrazioni per la Festa Nazionale vietnamita. Gli spettacoli sono stati programmati dalla sera del 28 agosto fino al 2 settembre, dal venerdì al mercoledì, per accompagnare il lungo periodo festivo.

Il Vietnam ha celebrato infatti il 2 settembre 2026 l’81.a Festa Nazionale, con cinque giorni di festività, dal 29 agosto al 2 settembre. Un lungo intervallo dedicato anche a viaggi, iniziative culturali e attività di intrattenimento, nel quale il drago di Da Nang ha assunto ancora una volta il ruolo di grande protagonista delle serate cittadine.

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

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Da Nang, spiagge e architetture sulla costa del Vietnam centrale

Il ponte racconta bene il carattere della città che attraversa. Da Nang sorge sulla riva occidentale del fiume Hán, affacciata sulla costa del Mar Cinese Meridionale, ed è uno dei porti più importanti del Vietnam. Centro commerciale e culturale della zona centrale del Paese asiatico, è anche la città più popolosa della regione. Il suo paesaggio turistico combina spiagge sabbiose, testimonianze culturali e architetture contemporanee. Tra le attrazioni più note figurano la spiaggia di My Khe, le Montagne di Marmo e il Ponte d’Oro di Ba Na Hills. Il territorio rappresenta inoltre una base interessante per avvicinarsi ad alcuni dei grandi patrimoni culturali vietnamiti. Nelle vicinanze si trovano siti riconosciuti dall’Unesco quali la città imperiale di Huế, la città vecchia di Hội An e le rovine di Mỹ Sơn.

Per il clima, la stagione secca compresa indicativamente tra febbraio e agosto offre giornate soleggiate e temperature calde, mediamente comprese tra 25 e 35 gradi, condizioni favorevoli alle attività balneari e alle visite. E poi torna lui, il drago. Di giorno accompagna il traffico sopra il fiume Hán; di notte si accende, cambia colore e disegna sull’acqua la propria sagoma luminosa. Nei fine settimana aggiunge fuoco e acqua alla scena. Da Nang ha trasformato così un ponte necessario alla mobilità urbana in un simbolo riconoscibile, spettacolare e profondamente legato all’immaginario vietnamita: un antico drago diventato architettura del XXI secolo.

Cầu Rồng, il gigante d’acciaio di Da Nang: il drago che prende vita sul fiume Hán

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Ba Na, Cau Vang: il Golden Bridge

 

Un caffè bollente sui tetti di Hoi An, il pittoresco antico porto sul fiume Thu Bon

 

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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