Giorgio De Chirico in mostra nell'imponente castello aragonese di Otranto
Dopo Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvador Dalì e Andy Warhol, a Otranto approda un’interessante mostra dedicata al grande artista italiano Giorgio De Chirico a cura di Franco Calarota. Le sale del Castello Aragonese ospitano dieci dipinti a olio, oltre trenta tra disegni, acquarelli e grafiche, prestiti della Galleria d’Arte Maggiore di Bologna. Metafisica a sud, enigma di un pomeriggio d’estate è, invece, il titolo del programma degli eventi a margine della mostra. Un'occasione per scoprire il grande fascino di Otranto e del suo Castello aragonese.
(TurismoItaliaNews) Un grande evento giunge per il quinto anno consecutivo al Castello Aragonese di Otranto, contenitore culturale gestito dall’agenzia di comunicazione Orione di Maglie e dalla società cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari. Dopo aver accolto oltre 200mila visitatori con le mostre di Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvador Dalì e Andy Warhol, l’antico maniero idruntino ospita da giugno al 29 settembre 2013 la mostra "Giorgio de Chirico - Mistero e poesia" a cura di Franco Calarota. L’esposizione è aperto tutti i giorni, a giugno e settembre dalle ore 10 alle 21; a luglio ed agosto dalle 10 alle 24.

Un'occasione per visitare lo stesso Castello aragonese, affacciato sul mare, costruito alla fine del Quattrocento dagli spagnoli di Napoli con la consulenza del senese Francesco di Giorgio Martini, genio dell'architettura militare rinascimentale. E' a pianta pentagonale con tre torrioni cilindrici e un poderoso bastione che da tre anni si è trasformato in un importante punto di riferimento culturale. L'altro grande simbolo della città è la Cattedrale in stile romanico - pugliese, costruita sugli antichi resti di una domus romana nel 1068 per volontà del vescovo Guglielmo. La facciata è semplice e imponente ma è soprattutto l'interno a destare la maggiore ammirazione. La chiesa, infatti, ospita sei altari, una bellissima cripta bizantina e i più grandi affreschi pavimentali, risalenti al 1163: milioni di tessere policrome che si estendono lungo tutta la navata centrale. Da non perdere poi la piccola basilica di San Pietro e le stradine del centro, racchiuso dalle mura, con scale, archi e terrazze a strapiombo sul mare.
Non sono da meno i dintorni di Otranto: viaggiando verso sud si percorre il tratto di costa dove nell'antichità i coloni greco - bizantini portarono ricchezza e cultura. Capo d'Otranto e il suo faro e la bianca torre di Punta Palascia,il luogo più orientale della penisola italiana, sono a meno di 70 chilometri dalla costa albanese; da qui, infatti, si scorgono le montagne dell'Albania al di là dell'Adriatico. Intorno si intravedono solo resti di torri, qualche gregge nei pascoli e minuscole cale di sabbia e ciottoli. Prima di arrivarci si passa accanto alla Torre del Serpe, luogo di leggende e misteri. Qui la scogliera è alta e nasconde luoghi meravigliosi come Cala d'Orte, splendida insenatura dalle acque turchesi.
Se si viaggia verso nord, invece, lungo la provinciale 366, si raggiungono spiagge, baie, calette e anfratti bellissimi: la spiaggia degli Alimini, litorale di sabbia fine, battuto dal vento e molto apprezzato dai surfisti, che deve il suo nome ai laghi retrostanti che sorgono oltre le dune e una folta pineta; Torre Sant'Andrea, baia di pescatori circondata da alti faraglioni erosi dall'acqua, e, poco più a nord, scogli dalle forme stravaganti, che emergono dalle acque, come le Due Sorelle di Torre dell'Orso. La costa prosegue alta e frastagliata fino a Roca Vecchia e alla Grotta della Poesia, importante zona archeologica. Superati San Foca e Torre Specchia Ruggeri si arriva all'oasi delle Cesine, riserva naturale con due stagni separati dal mare dalle dune, gestita dal Wwf dal 1980.

Nell'entroterra di Otranto, invece, si superano le dune e si attraversano prati e distese di ulivi, punteggiati da masserie, per lo più eccellenti luoghi di ristoro, delimitati da muretti a secco. Tra le tantissime tenute, ecco qualche nome: masseria Cerra, casale cinquecentesco, a pochi metri dalla spiaggia della Staffa; la masseria Le Creste non lontano dal faro di Punta Palascia, e la tenuta Torre Pinta, straordinario ipogeo messapico, dove si respira la storia dei Messapi, antichi colonizzatori del Salento prima dei Romani. E da lontano arrivano il profumo del mare e il grido dei gabbiani.
Per saperne di più
www.castelloaragoneseotranto.it
www.agriturismolecreste.com
www.torrepinta.it

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