I Giganti di Mont'e Prama al Metropolitan Museum of Art di New York: il pugilatore “Manneddu” protagonista
Il Gigante, il più grande del gruppo di 28 statue portate alla luce durante una straordinaria operazione di scavi archeologici iniziata nel 1974, è approdato a New York grazie al prestito della Fondazione Mont'e Prama per essere esposto fino al 6 dicembre al centro della Galleria 150, ossia all'ingresso dell'area classica greco-romana del Metropolitan Museum of Art, sezione che attrae tre milioni di visitatori l'anno. La mostra al Met offre un palcoscenico internazionale e rappresenta un ulteriore passo in avanti per Fondazione Mont'e Prama.
(TurismoItaliaNews) Già in esposizione a Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli tra il 2021 e il 2022, il gigante di pietra è subito diventato la star dei selfie dei visitatori del Metropolitan Museum of Art di New York. Per la Fondazione Mont'e Prama, forte di un bilancio molto positivo per quanto riguarda l'operato nel 2022, nonché di un costante e notevole flusso di ingressi (28mila nel primo quadrimestre 2023, contro i 17 mila dell'anno precedente), l’ulteriore passo è la promozione del territorio del Sinis e delle sue meraviglie negli Stati Uniti e nel mondo. Il Gigante di pietra "Manneddu", detto anche "pugilatore", realizzato in pietra calcarea, alto quasi due metri e risalente al 900-750 a.C. circa, diventa così l’ulteriore pretesto per far conoscere oltreoceano il sito archeologico della necropoli sulle colline del Sinis a Cabras, epicentro e motore del lavoro della Fondazione.
"La Sardegna trova orgoglio nella sua storia millenaria e nella sua antica civiltà nuragica, che è un riferimento importantissimo per l'intero bacino del Mediterraneo – commenta Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont'e Prama - portare questa storia al Metropolitan Museum è una pietra miliare nel nostro sforzo di valorizzazione. Sappiamo che la cultura favorisce il dialogo tra le istituzioni internazionali e il confronto in campo scientifico. Questo Gigante, qui a simboleggiare la storia millenaria della nostra isola, è stato a Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli solo negli ultimi due anni. Ora atterra nella terra dei liberi e nella patria dei coraggiosi. Ci auguriamo che la missione culturale di questo Gigante giramondo possa diventare simbolo di alleanza verso una pace duratura”.
"La collaborazione con il Met è stata straordinaria, abbiamo lavorato insieme sul piano scientifico contestualizzando le scoperte di Mont'e Prama che a oggi contano cinquanta sculture esposte e almeno trenta nei depositi ancora da restaurare, mentre gli scavi ancora continuano – ha spiegato la direttrice della Fondazione Mont'e Prama, Nadia Canu (che conclude così il suo incarico) - per questa esposizione la scelta è ricaduta su Manneddu, il più grande dei Giganti, perché la sua struttura massiccia era ideale per difenderlo dagli urti, con l'utilizzo di una vera e propria opera ingegneristica antivibrazione cucita su misura. Affidiamo dunque con orgoglio al Met il Gigante turista, come lo chiamano affettuosamente i bambini, come ambasciatore di Cabras e di tutto il patrimonio culturale della Sardegna. Manneddu spalancherà ai visitatori del Metropolitano una finestra sulla nostra isola, famosa per il mare, ma ricca di un patrimonio millenario ancora da scoprire".
L'esposizione di Manneddu è stata resa possibile grazie al programma "Grande progetto Mont'e Prama", finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna, favorita dall'azione dell'Osservatorio dell'Italian Academy, presso la Columbia University, diretto dalla professoressa Barbara Faedda e in partnership con Acrisure, DoubleS e Dinamo Sassari, rappresenta un'importante occasione per mostrare al pubblico la cultura nuragica oltre che la ricchezza paesaggistica del territorio sardo e in particolare della regione del Sinis.
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