I giganti verdi dell’Appennino hanno finalmente un nome: viaggio tra gli alberi che custodiscono secoli di storia
Dai tassi monumentali agli ulivi medievali, il censimento promosso dall’Ente Parchi dell’Emilia Orientale porta alla luce un patrimonio naturale di straordinario valore che continua a riservare nuove scoperte
Alberi che non si limitano a crescere: attraversano i secoli, assistono al susseguirsi delle generazioni e diventano silenziosi custodi della memoria di un territorio. Nell'Appennino bolognese e nelle aree protette dell'Emilia orientale questi autentici monumenti viventi stanno finalmente emergendo grazie a un'attenta opera di ricerca e catalogazione che restituisce il giusto valore a un patrimonio naturale spesso poco conosciuto.
(TurismoItaliaNews) Tra i protagonisti del censimento spiccano un sorprendente tasso di Monte Acuto, nel territorio di Lizzano in Belvedere, caratterizzato da numerosi fusti e da dimensioni rarissime per l'Appennino, un antico ulivo nei pressi dell'Abbazia di Monteveglio, la cui imponente circonferenza testimonia la presenza della coltivazione dell'olivo nel Bolognese fin dall'epoca medievale, e un maestoso leccio che domina il Parco dei Gessi Bolognesi, nel comune di Ozzano dell'Emilia.
Sono soltanto alcune delle preziose scoperte rese possibili dal progetto coordinato dall'Ente Parchi dell'Emilia Orientale, realizzato con il contributo delle Guardie Ecologiche Volontarie di Bologna, dei Carabinieri Forestali, dei collaboratori dell'Ente, del Wwf e di numerosi cittadini. Un lavoro corale che ha già consentito di mappare numerosi alberi e filari storici di eccezionale valore, ma che è destinato a proseguire, perché tra boschi, colline e vallate potrebbero nascondersi altri straordinari giganti verdi ancora in attesa di essere scoperti.
E così ora l'Ente Parchi dell'Emilia orientale si ritrova con un 'tesoretto', un patrimonio arboreo "di particolare importanza": un primo censimento di alberi secolari e iconici, di aspetto monumentale, sopravvissuti alle trasformazioni della montagna, spesso isolati e dunque non ricompresi negli habitat forestali protetti. Sono, dice l'Ente parco, "testimoni viventi delle culture e degli eventi del passato, strettamente legati alla storia e all'identità delle comunità locali". I rilevamenti, nel complesso, hanno delineato "un mosaico botanico e geografico molto variegato che rispecchia la ricca biodiversità del territorio appenninico, con esemplari appartenenti a moltissime specie differenti". Il tasso, l'ulivo e il leccio spiccano "per il loro valore biologico e storico". E potrebbero essere i primi di tanti altri.
Nelle prossime settimane, fino a tutto il 2026, prenderà avvio una seconda fase di rilevamento e schedatura che l'Ente, assieme a Guardie ecologiche volontarie, Carabinieri forestali e cittadini volontari, verso aree e specie finora poco documentate. Alcune varietà vegetali mancano infatti all'appello o contano poche segnalazioni; allo stesso modo, non è ancora stato pienamente esplorato il territorio del Contrafforte Pliocenico, che ospita sia piante di ambiente mediterraneo sia alberi tipici dell'alta montagna, come il faggio. Intanto, "il lavoro svolto dai volontari e da tutti i soggetti coinvolti è stato straordinario” ringrazia il presidente dell'Ente Parchi Emilia Orientale, Tiberio Rabboni. Il censimento, peraltro, non è solo "un'operazione scientifica, ma un concreto atto di tutela verso le radici storiche e naturali del territorio; la valorizzazione futura di questa mappatura si concretizzerà in una specifica pubblicazione sia cartacea sia digitale, affinché questo patrimonio diventi accessibile a tutta la collettività".
La ricerca proseguirà nei mesi estivi e autunnali e, al termine, le segnalazioni raccolte verranno vagliate e validate da una commissione di esperti e, d'intesa con i rispettivi proprietari, le piante più significative ed eccezionali verranno ufficialmente comunicate alla Regione Emilia-Romagna per ottenerne la protezione giuridica permanente. L'Ente Parchi invita cittadini, visitatori e associazioni locali a contribuire al progetto. Coloro che desiderano segnalare alberi di pregio, richiedere la cartografia di supporto o ricevere ulteriori informazioni operative possono mettersi in contatto con la segreteria tecnica scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure contattando i numeri telefonici istituzionali o il contatto mobile dedicato.

