Mory Sacko conquista una stella Michelin grazie alla cucina africana, ecco perché vale la pena fare un tour enogastronomico nel Continente Nero
"La cucina africana merita di essere paragonata alla cucina italiana, francese e giapponese": ecco perché lo chef stellato Mory Sacko potrebbe avere ragione. Nato in Senegal da madre senegalese e padre malese e cresciuto in Francia: Mory Sacko è lo chef star della tv che, dopo anni di studio e dedizione, ha messo in atto una vera rivoluzione culinaria. Ecco perché allora vale la pena fare un tour enogastronomico nel Continente Nero...
(TurismoItaliaNews) Mentre sua madre è stata la sua prima ispirazione in cucina, il suo mentore, il signor Thierry Marx, uno degli chef francesi più famosi, è la persona a cui attribuisce il merito di averlo trasformato da cuoco in chef. Dopo aver lasciato la scuola a 14 anni per entrare in cucina, Sacko in poco più di 10 anni di dedizione e sperimentazione si è guadagnato un posto di tutto rispetto nel panorama gastronomico francese, suggellato dall’apertura del suo primo ristorante, in piena pandemia, che nel giro di pochi mesi gli è valsa una stella MIchelin. Mory Sacko si è fatto strada creando piatti che mettono insieme ingredienti della sua terra africana con altri giapponesi, della cui cucina subisce molte influenze, e ingredienti decisamente occidentali.
Sacko si definisce "aperto" a idee e influenze e per questo punta su una fusione transcontinentale, un modo di mangiare senza confini e senza alcuna barriera culturale. Questo significa che nel suo ristorante a Parigi, il Mosuke, potresti finire per assaggiare un bocconcino di foie gras grigliato servito con una salsa mbongo tchobi di pomodoro nero camerunese, un pezzo di seppia e una cucchiaiata di aceto shiso giapponese. Così come potrebbero servirti il pollo yassa, un piatto senegalese di pollo marinato al limone servito con cipolle croccanti, un piatto che la madre di Sacko cucinava per lui e i suoi otto fratelli e sorelle.
In una recente intervista lo chef ha affermato: “Desidero che la cucina africana venga riconosciuta come gastronomia con la ‘G’ maiuscola. Merita di essere paragonata alla cucina francese, italiana e giapponese, e non solo liquidata come ‘cibo di strada’ inadatto a un ristorante gourmet“. Potremmo dire che, in parte, con il suo lavoro c’è già riuscito.
Perché vale la pena fare un tour enogastronomico in Africa
L'Africa sta lentamente diventando una destinazione culinaria tra i viaggiatori che cercano esperienze di viaggio più "autentiche". Questa è una terra per molti magica, che offre esperienze irripetibili altrove, tra paesaggi sahariani, foreste tropicali e riserve naturali. Ma non bisogna trascurare che il continente africano ha anche una forte cultura culinaria, fatta di spezie e sapori distinguibili. Dall'Algeria allo Zambia, dalla Costa d'Avorio all'Uganda, l’Africa presenta irresistibili ricette di piatti locali. In tutta l'Africa, il turismo gastronomico può essere utilizzato per stimolare la crescita economica e creare posti di lavoro, anche nelle comunità rurali, e aiutare a proteggere e promuovere il patrimonio culturale.
Inoltre, il Sud Africa ha ormai una forte produzione vinicola ed è in grado di offrire un'esperienza di degustazione diversa in cui i viaggiatori possono sperimentare nuove tecniche. Le opzioni in Africa sono illimitate, anche se ancora troppo poco diffuse e il turismo gastronomico appare come la componente più sottovalutata del panorama turistico sudafricano. Le persone che decidono di fare un viaggio in Africa, vedono sempre come principale attrazione il safari; la seconda è Città del Capo. Nel mezzo, possono cercare di fare alcune esperienze culinarie mentre sono qui, ma finora non è stata una priorità. Tuttavia, il cibo sta diventando sempre più una parte importante all’interno dell'esperienza di viaggio in Africa e ora, sempre più spesso, i soggiorni in un lodge di caccia o in una riserva remota, offrono anche esperienze culinarie memorabili.
Tre piatti che vale la pena assaggiare in Africa
Se parliamo di cibo africano, sicuramente possono venirci in mente piatti marocchini, algerini o tunisini. Ma i piatti africani da scoprire sono anche quelli del sud del Sahara. Dagli umili porridge di mais/cereali e ortaggi a radice che costituiscono la base di tante diete, ai grandiosi piatti da banchetto come breyanis, tagine, stufati e curry aromatici, il cibo dell'Africa offrono qualcosa per ogni palato. Cosa provare durante il prossimo safari?
Sud Africa: Pap en vleis/Shisa nyama
"Pap en vleis" (letteralmente, "porridge di mais e carne") è una combinazione di amido e carne brasata o stufata, con un contorno obbligatorio di salsa piccante, condimento o chakalaka.
Shisa nyama, che significa "bruciare la carne" in zulu, non è altro che carne locale cotta su fuochi di legna, accompagnati da porridge di mais in molte forme diverse tra cui phuthu e stywe pap. Aggiungi una birra locale e avrai il Sud Africa su un piatto.
Mozambico: Piri piri chicken
La cucina del Mozambico è una miscela inebriante di sapori africani, portoghesi, orientali e arabi: pensa a spezie profumate, piri piri caldi e salse cremose al cocco, con sentori di anacardi e arachidi.
Gamberi e frutti di mare sfrigolanti e speziati sono spesso la prima scelta per i visitatori di Maputo, ma non perdetevi l'iconico piatto mozambicano Galinha à Zambeziana, una succulenta festa di pollo cucinato con lime, pepe, aglio, latte di cocco e salsa piri piri.
Zimbabwe: Kapenta con sadza
Kapenta, che comprende due specie di piccoli pesci d'acqua dolce originari del lago Tanganica, come molti piatti africani, è spesso accompagnato da una montagna di delizioso porridge di mais, noto in Zimbabwe come sadza. Il kapenta è disponibile sia essiccato che fresco, ed è anche stufato con pomodori, cipolle e polvere di arachidi e servito con verdure fresche, da mangiare rigorosamente con le mani.





