[ REPORTAGE ] A tavola al Fisktorget di Bergen: dal 1276 il Mercato del Pesce nell’antica città anseatica è un paradiso di gusto e di colori
Giovanni Bosi, Bergen / Norvegia
Ci sono tanti buoni motivi per venire a Bergen, anzi a Bryggen, la parte più antica della città nella regione di Vestlandet, in Norvegia. Questo è il pittoresco quartiere del porto con la schiera di antichi edifici in legno nei diversi colori, che l’Unesco ha inserito nei Patrimoni dell’Umanità. E a due passi da qui c’è l’imperdibile Fisktorget, il vivace Mercato del pesce che dal 1276 fornisce agli abitanti i freschi tesori del mare del nord. Oggi è uno dei mercati all’aperto più visitati di tutto il Paese, dove ovviamente si può anche mangiare quello che appena comprato viene subito cucinato… Sedersi a tavola è inevitabile.
(TurismoItaliaNews) Qui si arriva in genere in crociera. E’ una delle tappe più amate del viaggio in nave tra i fiordi norvegesi, anche perché con tutti i soprannomi che si ritrova, come la “città delle sette montagne”, quello di “cuore dei fiordi” è il più a tema. “Bergen è il secondo centro più grande della Norvegia, ma è riuscita comunque a conservare un’atmosfera da cittadina di provincia, piena di fascino e di carattere” sottolineano dall’Ufficio del turismo. In effetti, te ne accorgi subito gironzolando per le sue strade, soprattutto quelle che confluiscono verso il porto, dove si trova il suo vero cuore antico. Ovvero Bryggen: qui, secoli addietro, sono sorti quei primissimi edifici che oggi rappresentano nel mondo l’iconico biglietto da visita della città.
La tradizione racconta che la fondazione si deve nel 1070 a Olaf Kyrre, figlio di Harald III di Norvegia, anche se le ricerche più recenti hanno dimostrato che almeno dal 1020 esisteva un insediamento commerciale e, ancora prima, nella zona dell’attuale sobborgo di Årstad, c’era Alrekstad, una delle principale proprietà reali sulla costa occidentale. Insomma tanta storia. La particolarità di questo lembo di Norvegia, affacciano sul Byfjorden, è la sua autenticità: “Essendo stata distrutta da molti incendi nel corso dei secoli, in particolare quello del 1702 che l’ha ridotta in cenere, Bryggen è stata ricostruita sulle fondamenta che erano lì dal XII secolo e dunque è sostanzialmente immutata nonostante i secoli che passano” ci spiegano i giovani “ciceroni” durante la visita del sito Unesco. Loro sono appositamente a disposizione per illuminare i tantissimi viaggiatori che arrivano da tutto il mondo.
E, cosa apprezzatissima, pure in lingua italiana. La crociera dei fiordi è infatti una delle preferite da parte degli italiani, che ogni anno arrivano a frotte per godersi lo spettacolo della natura nel Mare del nord e nelle frastagliate insenature. Magari con soste a Kiel, Copenaghen, Geiranger, Haugesund, Hellesylt… tappe consolidate di una crociera tra i fiordi.
Così, dopo la visita di Bergen e del quartiere di Bryggen (ma più avanti vediamo anche gli altri luoghi da non perdere) un certo languorino allo stomaco ci porta verso il Fisktorget, il Mercato del pesce. Che si compone di due parti: la prima all’aperto con pescherie e relativi spazi in cui poter mangiare pesce e frutti di mare scelti sui banconi e cucinati o preparati all’istante; oppure la struttura al coperto dove sostanzialmente avviene la stessa cosa. Una bella esperienza di gusto e di colori in un luogo di incontro per mercanti e pescatori: zuppa di salmone, zuppa di pesce, polpette di pesce, una selezione di crudité o perfino una paella, sono da provare. E soprattutto il persetorsk, piatto tradizionale di Bergen a base di merluzzo al vapore. Il contesto è unico e in fondo il rito di sedersi a tavola qui, è come ripetere un gesto che avviene quotidianamente da secoli. Le tantissime presenze dimostrano l’attrazione che il mercato esercita e al di là delle tante persone in attesa, possiamo assicurarvi che il tempo necessario è davvero poco….
E poi, cosa fare? Beh, c’è l’imbarazzo della scelta. Si può seguire il cammino di Amalie Skram, la scrittrice norvegese femminista che ha dato voce alle donne con la sua scrittura naturalistica; e visitare la fortezza Fredriskberg. C’è la Rosenkrantz Tower, la torre costruita nel 1560 dal governatore del castello Erik Rosenkrantz, che fungeva sia da residenza che da torre fortificata. Oggi è considerata uno dei monumenti rinascimentali più importanti della Norvegia: salendo le strette e buie rampe di scale si può arrivare direttamente sul tetto, da cui si ha un colpo d’occhio impressionante sul porto e sul Byfjorden; la cantina è stata invece la famigerata prigione sotterranea, rimasta probabilmente in uso fino al XIX secolo. C’è poi il National Stage, uno dei teatri permanenti più antichi della Norvegia; e naturalmente Fløyen, a 320 metri d’altezza, collegata al centro tramite la funicolare di Fløibanen con una corsa di 6 minuti.
Bryggen, il policromo sito Unesco, merita una visita approfondita. Abbiamo detto della sua unicità: la ricostruzione avvenuta nel corso del tempo, ha tradizionalmente seguito vecchi schemi e metodi, lasciando così preservata la sua struttura principale, che è la reliquia di un’antica struttura urbana in legno un tempo comune nell'Europa settentrionale. Oggi sono una sessantina gli edifici che rimangono di questo antico paesaggio urbano. E che sono i testimonial di un capitolo importante di Bergen: dal XII secolo è stata un centro commerciale e dal 1350 qui la Lega Anseatica ha istituito un “ufficio anseatico”, dando il via libera ad una sua sempre maggiore importanza, tanto da arrivare a controllare il commercio di stoccafisso dalla Norvegia settentrionale attraverso privilegi concessi dalla Corona. Dei quattro uffici anseatici istituiti all’estero dalla Lega Anseatica, quello di Bryggen è oggi l’unico conservato.
Queste casette di legno erano una sorta di enclave tedesco: erano proprio i mercanti tedeschi a prendervi la residenza invernale e i depositi erano usati come magazzini individuali o collettivi. Una vera e propria colonia, con cui Bryggen godeva di una quasi extraterritorialità continuata oltre la partenza dei mercanti anseatici fino alla creazione di un posto di commercio norvegese nel 1754, su impulso di pescatori e armatori ugualmente di origine tedesca.
In questa cornice è da vedere pure il Museo all’aperto della Vecchia Bergen, con uno sguardo nel passato. Il museo è la ricostruzione di una piccola cittadina e ricorda il fatto che Bergen era la maggiore città in legno d’Europa. Ma c’è spazio anche per la contemporaneità a partire da Skostredet, considerata la strada delo shopping: in giro per la città si può ammirare una vasta collezione di opere di street art fimate da famosi artisti di strada. Il Kode è uno dei più grandi musei di arte, design e musica dei paesi scandinavi, formato da una straordinaria combinazione di musei d’arte e case dei compositori. Peraltro Bergen è conosciuta per aver visto nascere alcuni artisti e band norvegesi di successo, come Kygo, Aurora e Röyksopp.
Infine, una considerazione importante da tenere a mente: in un periodo in cui si parla di over-tourism, in questa città si tenta di applicare politiche di “ammorbidimento” per evitare il sovraffollamento. “Per aiutare a preservare il fascino storico di Bryggen a Bergen – spiegano dall’Ufficio del turismo - incoraggiamo vivamente i visitatori ad esplorare questo sito patrimonio mondiale dell'Unesco durante le ore non di punta durante i mesi estivi. In questo modo si contribuisce a un’esperienza più piacevole per tutti e si sostengono gli sforzi di conservazione di questa zona iconica. La considerazione di questo invito da parte dei turisti aiuta a garantire che Bryggen rimanga un tesoro vibrante e ben conservato per le generazioni future”.
Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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