UMBRIA | Acquisito il Teatro Sociale di Amelia costruito nel 1783: il Ministero della Cultura esercita il diritto di prelazione

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Il ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sul Teatro Sociale di Amelia, acquisendo un immobile storico costruito nel 1783 su commissione della locale Società Filodrammatica. Un passo importante per garantire la continuità di uno spazio culturale molto sentito dalla comunità”: così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, commenta la notifica del provvedimento con cui la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sulla base della dichiarazione di interesse culturale da parte della Soprintendenza dell’Umbria, ha esercitato la prelazione sul bene.

 

(TurismoItaliaNews) Il Teatro Sociale non solo rappresenta un esempio raffinato della cultura tardo settecentesca in Umbria nonché uno degli ultimi teatri storici presenti nel territorio Amerino-Narnese, di cui Amelia è il capoluogo, ma è ancor oggi luogo di scambi culturali che vedono la città al centro di eventi di musica classica e moderna, di danza e di prosa, di lirica e di jazz, tutti interpretati da ospiti di eccellenza. Profondamente legato alla tradizione artistica locale, ha accolto compositori ed interpreti di eccellenza nel campo della lirica, del concertismo, della prosa e delle più varie forme intellettuali, costituendo sempre la sede naturale ed il fulcro delle molteplici attività culturali della città.

Acquisito il Teatro Sociale di Amelia costruito nel 1783: il Ministero della Cultura esercita il diritto di prelazione

Acquisito il Teatro Sociale di Amelia costruito nel 1783: il Ministero della Cultura esercita il diritto di prelazione

La struttura è di fatto un gioiello architettonico settecentesco e costuisce uno dei primi esempi di teatro all’italiana, con la classica struttura a ferro di cavallo. Tutelato dal vincolo di bene culturale, celebre per la sua perfetta acustica (l’interno è interamente in legno, mentre le strutture esterne sono in solida pietra locale), risale al 1783 ed è pertanto posteriore di soli 4 anni alla Scala ed anteriore di 10 anni alla Fenice (la quale, prima degli incendi che la devastarono, era straordinariamente simile al modello amerino, cui certamente dovette ispirarsi Gian Antonio Selva, progettista del teatro veneziano). Affrescato da Domenico Bruschi, il Teatro è suddiviso in 50 palchi disposti su tre ordini, oltre alla platea e loggione, per complessivi 400 posti. Consolidato e restaurato integralmente, al termine di lunghi anni di complessi lavori, è tornato ad essere splendida sede di eventi di qualità, nel solco di una tradizione artistica di alto livello, che, attraverso quasi due secoli e mezzo, ha conosciuto vertici di eccellenza, ospitando compositori ed interpreti tra i più insigni del mondo della lirica, del concertismo, della prosa e delle più diverse attività culturali.

Il valore culturale del teatro è dovuto anche alla sua “elegante struttura settecentesca” e per questo motivo è stato più volte scelto come location cinematografica. Non si possono non citare infatti pellicole che, a partire dall’immediato dopoguerra, hanno fissato le immagini del Teatro Sociale di Amelia in celeberrimi film come "Pinocchio" di Luigi Comencini o "Il Marchese del Grillo" di Mario Monicelli e, in epoche più recenti, "L’ultimo Pulcinella" di Maurizio Scaparro e "In arte Nino" di Luca Manfredi”.

Il Germanico di Amelia

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