BASILICATA | Al Museo di Melfi il dialogo tra i sarcofagi di Atella e Rapolla, c’è la mostra “Capolavori in rilievo”
“Capolavori in rilievo: i sarcofagi di Atella e Rapolla. Il dialogo continua” è la mostra che presenta il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi. L’esposizione fortemente voluta dalla Direzione Generale Musei, diretta da Massimo Osanna, e dalla Direzione regionale Musei Basilicata, diretta dall’architetto Annamaria Mauro, è l’esito di una virtuosa collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli cui si deve il prestito a lungo termine del Sarcofago di Atella.
(TurismoItaliaNews) Il ritorno del Sarcofago di Atella al museo “Massimo Pallottino” è una tappa importante del progetto di valorizzazione intrapreso dal museo e un evento di grande importanza per le comunità del territorio vulture-melfese che considerano le due opere come identitarie. Insieme al Comune di Melfi, con il sindaco Giuseppe Maglione, e ai Comuni di Atella e Rapolla con i rispettivi sindaci, Giuseppe Telesca e Biagio Cristofaro, con la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e il vescovo monsignor Ciro Fanelli, viene offerta al pubblico la possibilità di poter riprendere il dialogo visivo e culturale tra i due capolavori avviato con la precedente mostra inaugurata in occasione di “Matera-Basilicata capitale europea della cultura 2019”.
Un’eredità più che degna, se si considera che “lo straordinario prestito di lunga durata” del museo partenopeo consentirà di proporre ai visitatori del museo “Massimo Pallottino” di Melfi e alla intera comunità di prossimità e non solo un “dialogo visivo” tra il Sarcofago di Rapolla e il Sarcofago di Atella, importanti testimoni degli scambi mediterranei che raccontano l’importanza culturale e il ruolo ricoperto dal territorio del Vulture in età imperiale romana. Numerosi gli stakeholders che partecipano all’importante evento tra cui si segnalano l’Archeoclub di Melfi e l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Gasparrini” di Melfi con la Condotta Slow Food del Vulture con i quali la Direzione regionale Musei Basilicata ha in essere una convenzione finalizzata alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico del territorio.
Il Museo, ubicato all'interno del castello federiciano di Melfi, presenta l'importante documentazione archeologica rinvenuta nel comprensorio del Vulture-Melfese. All'età arcaica risalgono i corredi funerari che hanno restituito raffinate ceramiche daunie a decorazione geometrica, armature in bronzo, preziosi ornamenti in argento, oro e ambra nonché vasi in bronzo di produzione sia greca che etrusca. La sezione classica è incentrata su straordinari reperti di IV-III secolo a.C. tra cui ceramiche magno-greche a figure rosse e monumentali vasi a decorazione policroma con figure applicate, di produzione canosina, rinvenuti a Lavello (l'antica Forentum). La fase romana è documentata da un eccezionale sarcofago in marmo del II secolo d.C. con decorazione a rilievo, riferibile a botteghe dell'Asia Minore che presenta sul coperchio la defunta "dormiente" e sulle lastre laterali dei ed eroi romani inquadrati in nicchie.