GUSTO | Evo Macerata: per gli “aperitivi” rinforzati con eccellenze del territorio una competizione gustosa e professionale

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C’è davvero tanto dietro quello che può apparire un semplice acronimo. In realtà, il Comune di Macerata con Evo ha intrapreso un vero e proprio percorso che si snoda intorno ai linguaggi del terzo millennio, del contemporaneo e della tipicità. Un modo per ragionare sul ruolo del cibo come “medium” di tante altre sfaccettature dei nostri tempo: innovazione, sostenibilità, inclusione, confronto, identità, territorio. Così, anche un contest che ruota sull’intrigante confronto sugli aperitivi che esplorano prodotti e ricette del territorio marchigiano, diventa un momento ludico che parla al cuore, agli occhi e alla mente (oltre che al gusto!).

 

(TurismoItaliaNews) Macerata continua a sorprendere per la sua essenza. Città di grandi storie e di grandi personaggi, di arte e tradizioni, di architetture e culture, anche in fatto di gusto non è da meno. Sarà che è la patria induscussa di quei Vincisgrassi che hanno ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento del marchio Stg, ovvero specialità tradizionale garantita. Di certo, qui tutti ci mettono del loro per dare al luogo un’attrattività originale. Così, anche la messa a punto di un aperitivo (rinforzato) diventa il pretesto per finire in vetrina in una regione iper-competitiva.

E’ con “Città di Macerata in Festa” che è arrivato l’appuntamento con gli aperitivi che esplorano prodotti e ricette del territorio marchigiano: dieci locali si sono sfidati a colpi di aperitivo per aggiudicarsi la “Cucchiara Macerata 2025” attingendo dal ricchissimo e buonissimo paniere regionale. Dall’Appennino al mare, passando per le colline del Verdicchio, del Pecorino, della Passerina e della Vernaccia di Serrapetrona, c’è davvero da scegliere per tentare e conquistare. E in effetti è stata una gara apertissima, in cui ciascun partecipante ha dato il massimo.

Agnese Polverigiani dell'Osteria Agnese di Macerata

Soddisfatta l’assessore allo sviluppo economico e attività produttive Laura Laviano, che in apertura di giro della giuria aveva sottolineato come “attraverso la valorizzazione delle tipicità locali intrapresa con il progetto Evo, mettiamo l’accento anche al benessere a tavola. Non a caso il progetto è finanziato dall’apposito bando della Regione Marche”. Perché qualità e saper mangiare bene vanno a braccetto con la salute, con uno stile di vita slow che guarda all’eccellenza. E dunque fra crescia sfogliata, frecantò e ciauscolo, roveja, trippa, Pecorino, Vincisgrassi e ricotta dei Sibillini, la giuria ha avuto il suo da fare nel mettere giù una classifica basata su 4 criteri: gusto, tipicità, esperienza e salute/benessere.

Alla fine ha prevalso l’Osteria Agnese, seguita nell’ordine da Cucina&Vino di Palazzi Cortesi e Digusto Macerata. Eccellente il podio, qualificatissimo tutto il resto del gruppo: L’infinito a Tavola ha proposto “La Merenda del Giardinetto”; DiGusto “Lo Pà e la crescia”; Beer Bang “L’ombra dello Sferisterio”; Fior di Grano “Le Marche in Fiore”; Osteria Agnese “Da Agnese”; Enoteca Botte Gaia “La Spichiotta”; Tuttincluso “Cresce&Calici”; Bon Appetit “La roveja e la polenta incontrano il mare”; Centrale Macerata “Ciauscolo & Varnelli”; Cucina&Vino Palazzo Cortesi “Roveja chic”.

Terra di Tuscia Lazio

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