TRAPANI | Le rotte rosse del Mediterraneo: nasce la Rete delle Città del Corallo, firma storica che unisce sei città di tre nazioni

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Dalle profondità del mare a un nuovo orizzonte di cooperazione culturale e turistica: è nata ufficialmente la prima Rete Mediterranea delle Città del Corallo, un progetto che unisce identità, artigianato e visione condivisa tra le sponde del Mare Nostrum. La firma del protocollo d’intesa è avvenuta a Trapani, nella cornice simbolica della Biblioteca Fardelliana, al termine della tavola rotonda internazionale “Rotte del Corallo – Dialogo tra culture mediterranee”, evento conclusivo della seconda edizione de “Il Corallo anima di Trapani”.

 

(TurismoItaliaNws) A sottoscrivere l’accordo sono state Trapani, Sciacca, Torre del Greco, Alghero, Tabarka e Siviglia, città accomunate da una lunga e prestigiosa tradizione nell’arte corallara. Un patrimonio che da oggi diventa rete, racconto condiviso e potenziale itinerario culturale capace di parlare al turismo internazionale attraverso la forza delle radici mediterranee. “È stato rievocato il corallo come segno di condivisione, di amicizia, di identità culturale mediterranea - ha commentato il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, sottolineando la portata che va oltre l’ambito culturale. “C’è un valore politico in quello che stiamo facendo, soprattutto per quello che sta accadendo in Europa. È un bellissimo messaggio che fa incontrare il Mediterraneo, Nord e Sud e ora anche l’Ovest”.

Le rotte rosse del Mediterraneo: nasce la Rete delle Città del Corallo, firma storica che unisce sei città di tre nazioni

Le rotte rosse del Mediterraneo: nasce la Rete delle Città del Corallo, firma storica che unisce sei città di tre nazioni

Un’impostazione condivisa dall’assessore alla Cultura Rosalia d’Alì, che ha evidenziato il significato concreto dell’intesa: «Le città con una grande tradizione nell’arte del corallo si riuniscono non soltanto per un confronto, ma per firmare un patto». Un patto che punta alla tutela di un sapere antico, ma anche alla sua valorizzazione contemporanea, trasformando il corallo in filo rosso capace di legare cultura, artigianato e nuove forme di turismo identitario. L’avvio della Rete Mediterranea delle Città del Corallo segna così l’inizio di un percorso che guarda al futuro, proponendo il Mediterraneo non solo come spazio geografico, ma come destinazione culturale condivisa, dove la storia diventa esperienza e il viaggio si fa racconto.

La tavola rotonda, moderata da Maricetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia, ha offerto un excursus storico attraverso le voci di esperti e maestri artigiani. A Trapani, come ha illustrato la curatrice di mostre Rosadea Fiorenza, il corallo ha caratterizzato il territorio già dal Cinquecento, raggiungendo i massimi splendori nel Seicento e Settecento con la lavorazione del retroincastro, tecnica distintiva degli artigiani trapanesi. Lo storico Giuseppe Nocito Di Giovanna ha ricostruito la vicenda di Sciacca, le cui radici affondano nel 1875 con la scoperta dei giacimenti di corallo subfossile vecchio di migliaia di anni. Torre del Greco rappresenta oggi il cuore dell'innovazione: il presidente di Assocoral Vincenzo Aucella ha illustrato il passaggio a una raccolta selettiva e sostenibile e la richiesta di Igp presentata all'Europa il primo dicembre, mentre è in sviluppo il dossier Unesco. Ad Alghero, Maria Assunta Pepe dell'Associazione Corallium Rubrum ha presentato il marchio di qualità attivo dal 2015 per garantire l'autenticità dei prodotti. Il maestro corallaro Ignacio de Pilar Roldán ha raccontato come a Siviglia il corallo si intrecci con devozione religiosa e folklore, elemento imprescindibile degli abiti da flamenco.

Trapani

La trasmissione dei saperi è stata al centro dell'intervento dell'assessore di Alghero Ornella Piras: “Con la riforma scolastica l'istituto d'arte è diventato liceo artistico e manca la manualità. Politiche formative sono il punto su cui concentrarci, perché questa tradizione non diventi solo ‘guardate che belle cose facevamo’ ma ‘guardate come stiamo continuando a innovare’”. Una visione condivisa dal sindaco di Torre del Greco Luigi Mennella, che ha ribadito la necessità di tramandare ai giovani un'arte che nasce dal mare e ha lanciato la proposta di organizzare una mostra sul corallo in occasione dell'America's Cup 2027, vetrina internazionale per valorizzare l'eccellenza della tradizione corallara.

L'assessore Agnese Sinagra di Sciacca ha confermato l'impegno a collaborare con le aziende del territorio. Dalla Spagna, la consigliera Patricia del Pozo Fernández ha portato i saluti del presidente della Giunta d'Andalusia: “Cultura, economia e identità sono i rami di un albero comune che ha un colore rosso meraviglioso e un odore di sale del nostro Mediterraneo”. Il Console di Tunisia Mohamed Ali Mahjoub ha posto l'accento sulla dimensione ambientale: “Oggi il corallo e l'ecosistema sono minacciati: questa è un'occasione per trovare soluzioni di cooperazione”. Di particolare rilievo l'intervento di Angelo Piero Cappello, Direttore generale dell'Unità Piano Mattei per la Cultura del Ministero della Cultura, che ha manifestato interesse per il progetto nel quadro delle relazioni culturali con i Paesi del Mediterraneo.

Anna Maria Parrinello, direttrice del Museo Regionale "Agostino Pepoli", ha definito l'accordo “un punto di partenza per un dialogo interculturale che mette al centro una tradizione custodita dalla ricchissima collezione del museo”. Renato Alongi della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Trapani ha ricordato il documentario sul restauro della Cappella dei Pescatori e la ricerca in Tunisia degli ultimi trapanesi corallari, oltre alla figura di Nino Allegra, promotore della grande mostra del 1986.

"Il Corallo anima di Trapani", che a dicembre ha coinvolto studenti, artigiani e istituzioni in visite alle botteghe trapanesi, laboratori al Museo Pepoli e la presentazione del restauro del Presepe in corallo del XVIII secolo, è stata organizzata dal Comune di Trapani e dalla Biblioteca Fardelliana con il contributo dell'assessorato alle autonomie locali e della funzione pubblica della Regione Siciliana. Partner: Fondazione Sicilia e Museo Regionale "Agostino Pepoli".

 

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