SCHEDA | La destagionalizzazione funziona, ma soltanto se il territorio resta aperto

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di Giovanni Bosi, Roma


Che la destagionalizzazione non sia soltanto una formula teorica lo dimostrano alcuni numeri. In Italia esistono esperienze capaci di spostare una parte della domanda turistica oltre luglio e agosto, soprattutto attraverso cultura, cammini, turismo attivo ed esperienze territoriali. I risultati, tuttavia, confermano anche un principio essenziale: attirare visitatori nei mesi di spalla è possibile, ma occorre mettere il turista nelle condizioni di trovare una destinazione realmente fruibile.

 

(TurismoItaliaNews) Il quadro nazionale offre già indicazioni interessanti. Secondo l’Istat, nel 2024 l’Italia ha raggiunto il massimo storico di 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze nelle strutture ricettive, rispettivamente in crescita del 4,5% e del 4,2% rispetto al 2023. Ancora più significativo, nell’ottica della destagionalizzazione, è ciò che è accaduto nell’ultima parte dell’anno: nel quarto trimestre 2024 le presenze sono aumentate dell’11,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ottobre ha totalizzato 33,4 milioni di presenze, con un incremento del 15%, mentre novembre ne ha registrate 18 milioni, segnando un +13,8%.

Il fenomeno non sembra essersi esaurito. Nel quarto trimestre 2025 le presenze nelle strutture ricettive italiane sono cresciute ancora del 2,9% rispetto allo stesso trimestre del 2024. A sostenere il risultato è stata soprattutto la componente internazionale: le presenze straniere sono aumentate del 5,1% e hanno rappresentato il 56,5% del totale. A dicembre l'incremento dei pernottamenti degli stranieri ha raggiunto il 9,2%.

La Puglia rappresenta uno degli esempi più interessanti. I dati diffusi dalla Regione indicano che il tasso di destagionalizzazione è passato dal 24% del 2022 al 34% del 2024, parallelamente alla diversificazione dell'offerta. Nello stesso arco temporale più ampio, le presenze turistiche regionali sono passate dai 15,5 milioni del 2019 ai 20,5 milioni del 2024. Non significa che il problema della stagionalità sia risolto, ma mostra quanto possa incidere la costruzione di prodotti capaci di affiancarsi alla tradizionale vacanza estiva.

Un tassello di questa strategia arriva dai Cammini di Puglia. Nel 2025 le credenziali rilasciate ai viandanti sono cresciute dell'11,4% rispetto al 2024 e, nell'arco di quattro anni, risultano più che raddoppiate, con un incremento del 249%. Gli stranieri hanno raggiunto il 13,4% del totale, provenendo da 42 Paesi. L'impatto economico stimato sulla base delle credenziali è salito da circa 5,72 milioni di euro nel 2024 a 6,37 milioni nel 2025. La stessa Regione precisa che il dato può essere sottostimato, perché non tutti i camminatori richiedono la credenziale.

Ancora più evidente è il caso della Via Francigena, perché la distribuzione delle partenze dimostra concretamente la capacità dei cammini di generare movimento turistico fuori dall'alta stagione. Nel 2025 sono state distribuite quasi 20 mila credenziali e oltre 12 mila pellegrini hanno ricevuto il Testimonium a Roma. Gli stranieri hanno costituito il 53% dei camminatori. Ma il dato più interessante riguarda il calendario: settembre concentra il 19% delle partenze, aprile il 13%, maggio e ottobre il 12% ciascuno. Sono proprio i mesi di spalla a diventare protagonisti.

Anche la Sicilia sta registrando segnali nella stessa direzione. I dati regionali relativi al 2025 indicano un aumento del 2,8% degli arrivi rispetto al 2024 e dello 0,24% delle presenze, con risultati positivi distribuiti nell'arco dell'anno e segnali significativi nei periodi di media e bassa stagione. Catania, Palermo, Enna e Caltanissetta risultano le province con i livelli di stagionalità più contenuti. Anche il traffico aeroportuale, cresciuto complessivamente dello 0,6%, ha mostrato incrementi distribuiti durante l'anno e più marcati nei periodi autunnali e invernali.

Questi esempi permettono di capovolgere almeno in parte la domanda iniziale. La destagionalizzazione in Italia è possibile? I numeri suggeriscono di sì. Ma non avviene automaticamente. Il successo dei cammini offre una lezione particolarmente interessante: occorre dare una ragione concreta per partire. Il viaggio può essere legato alla cultura, al paesaggio, all'enogastronomia, alla spiritualità, all'attività all'aria aperta o alla scoperta dei territori. L'obiettivo non dovrebbe essere semplicemente quello di trasferire una parte dei vacanzieri di agosto a novembre, bensì creare prodotti turistici che abbiano proprio nei mesi meno affollati una loro specifica attrattività.

Ed è qui che ritorna la contraddizione iniziale. La domanda fuori stagione esiste e, in alcuni casi, cresce. Ma deve incontrare un'offerta altrettanto disponibile. Convincere un viaggiatore a scegliere ottobre, novembre, marzo o aprile e fargli trovare musei chiusi, servizi ridotti o un sistema turistico parzialmente fermo significa interrompere il processo proprio nel momento decisivo. Non basta generare il desiderio di partire: occorre garantire che ciò che viene promosso sia effettivamente accessibile.

I dati dimostrano dunque che destagionalizzare non è un'utopia. Ottobre 2024, con 33,4 milioni di presenze in Italia e una crescita del 15% sull'anno precedente, rappresenta probabilmente uno dei segnali più eloquenti. La stessa crescita dei cammini mostra inoltre che esistono segmenti di domanda capaci di muoversi spontaneamente nei mesi intermedi.

La questione diventa allora un'altra: quanto del sistema turistico italiano è realmente pronto a seguirli? Perché se il privato investe per prolungare la stagione, la promozione invita a viaggiare dodici mesi l'anno e il turista risponde positivamente, l'ultimo anello della catena non può essere una porta chiusa. La destagionalizzazione smette di essere uno slogan soltanto nel momento in cui alberghi, ristorazione, trasporti, servizi, musei, patrimonio culturale ed esperienze territoriali riescono a muoversi nella stessa direzione.

I numeri indicano che il turista fuori stagione può esserci. La vera sfida italiana è fare in modo che, una volta arrivato, trovi aperto.

 

Terra di Tuscia Lazio

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