Nel segno dei Medici: tesori sacri della devozione granducale nel Museo delle Cappelle Medicee

I tesori sacri della devozione granducale nel segno dei Medici. E’ questa la mostra che il Museo delle Cappelle Medicee di Firenze presenta dal 21 aprile al 3 novembre 2015 attraverso una riflessione e un approfondimento su un tema caro alla famiglia granducale: i doni a carattere sacro, preziosissimi e magnifici che i Medici offrirono ai santuari della Toscana, ma anche ben oltre lo Stato che la famiglia governava, arrivando fino a Loreto, in Terra Santa, e a Goa in India.

 

(TurismoItaliaNews) Doni di varia natura e tipologia, corone votive, fornimenti per altari, calici, ostensori, reliquiari, paliotti, che allora come oggi si leggono nella duplice forma di testimonianza del culto dei granduchi e delle granduchesse legati per varie ragioni ai santuari beneficiati dalle sontuose suppellettili sacre, ma anche di ricchezza, di cultura e di gusto, testimonianza indubbia del loro potere economico e politico, o meglio, come è stato scritto, “veicoli dell’articolato sistema di sacralizzazione del potere”.

Si è scelto di presentare solo pezzi molto preziosi e spesso poco noti, un “fior da fiore” a far da corona alle meraviglie di reliquiari medicei che il Museo conserva fin dal 1945 e che oggi, alla luce di rinnovati studi, concorrono a esprimere e chiarire il sentire dei committenti contribuendo alla comprensione della cultura che li espresse, troppo spesso e ingiustamente ritenuta in passato unicamente frutto di “bigottismo”’. Nel risplendere degli ori, nel variare delle pietre dure sapientemente lavorate, nello scomporsi della luce nel cristallo di rocca si avrà l’impressione di fulgida bellezza e si capirà tutta la grandezza dei committenti. La mostra segue e, in qualche modo completa, altre due importanti esposizioni che l’hanno preceduta: Sacri Splendori, allestita nel 2014 nel Museo degli Argenti e i cui studi e attente indagini documentarie hanno costituito la base indispensabile per quella attuale; e la piccola e raffinata esposizione dedicata a L’altra metà del cielo che ha trovato il suo luogo ideale presso il Museo di Casa Martelli a Firenze, sempre nel 2014.

 

L'esposizione dei magnifici oggetti è ordinata secondo il loro legame con i vari personaggi della famiglia Medici che effettuarono le donazioni. Allora come oggi questi doni si prestano ad una duplice lettura: sia come attestazione della devozione dei granduchi e delle granduchesse, sia come manifestazioni di ricchezza, di cultura e di gusto, testimonianza indubbia del potere economico e politico al governo. E' evidente infatti che offerte di questo pregio superlativo - e di costo esorbitante, in proporzione - trascendevano l'ambito di una devozione privata e personale, e si presentavano come omaggi "di Stato" al superiore potere della Divinità. La cura nella scelta e nella lavorazione dei materiali è un tratto comune nella creazione di oggetti di piccole, medie e grandi dimensioni. Gli artefici che fornivano modelli e disegni lavoravano indistintamente a urne reliquiario destinate a racchiudere piccoli elementi e frammenti, oppure di grandezza tale da accogliere un intero corpo, come pure a corone, fornimenti, altari, paliotti o intere cappelle. Gli oggetti in mostra, tutti di qualità altissima, trovano con la Cappella dei Principi, dove sono ambientati, un dialogo stretto ed esplicito che valorizza gli uni e l’altra con rimandi, rapporti e richiami palesi, in un tutt’uno davvero unico al mondo.

La mostra si apre con un dipinto di anonimo raffigurante il momento, il 5 marzo 1570, in cui Cosimo I de’ Medici ricevette l’investitura a granduca da papa Pio V (1566-1572). Il titolo granducale era nuovo rispetto a quelli fino ad allora assegnati da papi o imperatori, cosicché anche la corona, che non poteva esemplarsi su modelli esistenti, dovette essere creata ex novo; la vediamo rappresentata in questo dipinto oltre che nel proclama originale conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze. La medesima corona del Granduca fu poi presa a modello per incoronare le sacre immagini mariane dei maggiori santuari della Toscana, a testimonianza della sacralità assunta come forma ufficiale di propaganda e affermazione politica. Ne sono manifestazione evidente in mostra le due corone realizzate per la cosiddetta Madonna delle lacrime della Santissima Annunziata di Arezzo.

 

La mostra è curata, come il catalogo edito da Sillabe, da Monica Bietti, Riccardo Gennaioli ed Elisabetta Nardinocchi, ed è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dal Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Toscana con l'ex Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il Museo delle Cappelle Medicee e Firenze Musei.

 

 

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