Moldova, a Castel Mimi vini di alta qualità con una lunga storia: la nuova frontiera è la wine-spa

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Giovanni Bosi, Chișinău / Moldova

Le leggende nascono da grandi persone che realizzano grandi cose, guidate dalla loro passione e dai loro sogni, senza sottrarsi al duro lavoro e alla dedizione. E’ stato questo lo stile di vita di Constantin Mimi, pioniere enologo del XX secolo in Moldova, la cui saga oggi prosegue lì dove era cominciata: Castel Mimi, a pieno titolo una delle principali attrazioni dell’ex repubblica sovietica. Dove i vini sono i protagonisti e dove il concetto di enologia trova un’evoluzione in ben-essere. Una cantina 2.0 che è pure un gioiello dell’architettura contemporanea grazie al gusto italiano.

 

(TurismoItaliaNews) Già di suo era bello da vedere, anche se poi la piega che da queste parti ha preso la storia aveva finito per cancellarne il risvolto culturale che aveva un simile patrimonio: un opificio industriale nato e pensato per la produzione del vino, ma poi snaturato nella sua essenza più vera. Oggi in Moldova il nome di Constantin Mimi è stato recuperato da quella “damnatio memoriae” cui era stato rilegato nei tempi sovietici e la sua opera prosegue attraverso quello che si rivela uno dei più grandi investimenti finanziari in atto nei dintorni di Chișinău.

E’ ad una quarantina di chilometri dalla capitale, a Bulbuaca, che sorge Castel Mimi, una straordinaria e celebratissima cantina che è prima di tutto un monumento architettonico (cui la Moldova - un piccolo “grappolo d'uva” maturo incastonato tra Ucraina e Romania - ha voluto anche dedicare un francobollo) e poi un progetto di ampio respiro che lo sta facendo evolvere in una cantina 2.0, con tanto di resort e wine spa in via di ultimazione. Non solo enoturismo dunque, ma anche enowellness-turismo tra vigne, vitigni e design.

E’ dal 2011 che per Castel Mimi si sta lavorando per il recupero e i risultati raggiunti sono sorprendenti: venduto dallo Stato, oggi è di proprietà privata e vi lavorano 200 persone addette alla produzione, commercializzazione, promozione e accoglienza di visitatori e wine-lovers che arrivano qui da tutto il mondo, attratti dalla fama del luogo. Vini di grande qualità da conoscere attraverso la visita delle cantine storiche, guidati attraverso i sistemi di produzione e affinamento, i luoghi più segreti del castello, il sancta sanctorum di Mimi, le storie dei personaggi che lo hanno animato (con un interessante allestimento multimediale curato dall’artista e compositore moldavo Vitalie Dani) fino al momento più atteso: la degustazione di Bianchi, Rossi e Rosati (prodotti con i vitigni internazionali ed autoctoni dei 150 ettari dell’azienda agricola) accompagnati da specialità tradizionali della tavola moldova a chilometro 0, come il tradizionale dolce Baba Neagra.

“Grazie alla loro alta qualità e ai loro sapori memorabili, i nostri vini hanno guadagnato rapidamente popolarità tra i wine-lovers – ci spiegano durante la visita – del resto la storia di questa cantina è iniziata molto tempo fa, alla fine del XIX secolo, quando Constantin Mimi, ultimo governatore della Bessarabia durante l’Impero russo, decise di cambiare il modo in cui erano ottenuti i vini moldavi con la costruzione del primo e unico vero castello del Paese. Anche grazie alla famiglia Mimi oggi abbiamo in Moldova 'Aligote', una delle varietà più amate”. E così l’eredità di Constantin Mimi è passata intatta alle future generazioni di produttori che rendono giustizia alla sua memoria con vini di alta qualità, adatti a qualsiasi occasione. “Così con noi si alza un calice di vino per ricordare questa personalità straordinaria che ha sostenuto lo sviluppo della cultura enologica moldava” si tiene a sottolineare a Castel Mimi, dove la produzione annua media è ora di un milione di bottiglie (ma la potenzialità è ben maggiore).

Gusto italiano, si diceva. La firma nel nuovo assetto del Castello è quella del designer Arnaldo Tranti, art director e consulente per aziende e enti pubblici in varie parti del mondo. Da oltre 30 anni lavora su progetti transdisciplinari puntando sulla fusione tra arte, design, grafica, architettura, moda e pratiche sociali. “Quello che faccio è dare vita a identità inespresse o latenti”, osserva Tranti.

Dunque la visita a Castel Mimi si rivela un’esperienza in grado di sollecitare davvero i cinque sensi, grazie anche ad un cortile maestoso, giardini sempreverdi, piscina, terrazze estive, aree per picnic, un orto, un “Padiglione della luce” (unico edificio con pareti di vetro in Moldova) e corsi di cucina. E presto la wine-spa dove riscoprire le proprietà curative del vino: Jacuzzi, sauna, degustazioni di vini terapeutici, massaggi con oli di vinaccioli e bagni di vino. Tentazioni diverse che combinano perfettamente il piacere con i benefici per la salute generale.

Per saperne di più
castelmimi.md
moldova.travel/it

Moldova: Castel Mimi, il designer italiano Arnaldo Tranti svela il concept di un luogo votato al gusto e al benessere

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