A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

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Angelo Benedetti, Loreto / Marche

E’ dedicata al Pontificio Santuario della Santa Casa di Loreto la serie di monete auree da 20 e 50 euro coniate per il Vaticano dalla Zecca di Roma nell’ambito del ciclo triennale celebrativo delle Delegazioni Pontificie. Secondo l’antica tradizione, il santuario conserva la casa nazaretana della Madonna: nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina con la perdita del porto di Accon, la piccola struttura in muratura fu trasportata, “per ministero angelico”, prima in Illiria e poi nel territorio marchigiano.

 

(TurismoItaliaNews) Definito da Giovan­ni Paolo II «il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità dedicata», secondo la tradizione, comprovata da studi storici e archeologici, cu­stodirebbe dunque una parte della dimora della Vergine Maria a Nazareth, le cui pareti, costituite da mattoni di terracotta chiaramente riconducibili allo stile nazareno. Perché solo una parte? Perché – spiegano gli studiosi – la dimora terrena di Maria era costituita da due parti: una grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, e da un’antistante casa in muratura.

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici nel sottosuolo della Santa Casa e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l'idea secondo cui le pietre della costruzione sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa umana. Tra l’altro, un documento del settembre 1294, scoperto di recente, attesta che Niceforo Angeli, despota dell'Epiro, nel dare la propria figlia Ithamar in sposa a Filippo di Taranto, quartogenito di Carlo II d'Angiò, re di Napoli, trasmise a lui una serie di beni dotali, fra i quali compaiono con spiccata evidenza: «Le sante pietre portate via dalla Casa della Nostra Signora la Vergine Madre di Dio». “Notizia che trova riscontro con quanto alcuni studiosi, agli inizi di questo secolo – spiegano ancora a Loreto - dicono di aver letto in altri documenti dell'archivio vaticano, oggi introvabili, secondo i quali la citata famiglia bizantina Angeli o De Angelis, nel XIII secolo, salvò le pietre della Santa Casa di Nazareth dalle devastazioni dei musulmani e le fece trasportare a Loreto per ricostruirvi il sacello”. Gli scavi archeologici hanno confermato alcuni singolari dati della tradizione e cioè che il piccolo edificio non ha fondamenta proprie e poggia su una via pubblica.

Non solo: studi sulla struttura edilizia della Santa Casa e raffronti di questa con la grotta di Nazareth hanno messo in luce la chiara coesistenza delle due parti. Di grande interesse risultano anche alcuni graffiti incisi sulle pietre, giudicati dagli esperti di origine giudeo-cristiana e molto simili a quelli riscontrati a Nazareth.

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

Nel suo nucleo originario, la struttura visibile a Loreto è costituita quindi solo da tre muri, perché la parete orientale, sulla quale è realizzato l’altare, a Nazareth non esisteva. I tre muri originari si innalzano da terra per appena tre metri appena e il materiale sovrastante, costituito di mattoni locali, è stato aggiunto in seguito, compresa la volta (1536) per rendere l’ambiente più adatto al culto. Il rivestimento marmoreo, che sostituisce il primitivo muro in mattoni, detto “dei recanatesi” (inizi XIV secolo) fu voluto da Giulio II e realizzato su disegno di Donato Bramante (1507 circa) da rinomati artisti del Rinascimento italiano: in gran parte si deve ad Andrea Sansovino in collaborazione con Nicola Tribolo, Baccio Bandinelli, Raffaele da Montelupo, Antonio da Sangallo il Giovane, Aurelio, Girolamo e Ludovico Lombardo e i fratelli Della Porta. Anche il nome di Bramante è legato a questo singolare lavoro che lo ideò a somiglianza di un antico arco di trionfo o di un grandioso reliquiario, o dell’Ara Pacis esaltando la Madre del Salvatore, preannunciato dalle Sibille e dai Profeti.

La costruzione della grande basilica intorno alla Santa Casa è iniziata nel 1469 in stile tardo gotico, forse su disegno di Francesco di Giorgio Martini. I principali architetti che vi hanno lavorato sono Marino di Marco Cedrino, Donato Bramante, Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli, Francesco di Giorgio Martini, Antonio da Sangallo il Giovane. L'esterno dalla basilica, soprattutto la parte absidale, oltre ad avere le caratteristiche dell'architettura ecclesiastica, per condizioni di tempo e di luogo, assume anche quelle particolari di un fortilizio con un camminamento di ronda.

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

All’esterno la Piazza della Madonna è delimitata dalla basilica, dal Palazzo Illirico e dal Palazzo Apostolico con apertura su Corso Boccalini (anticamente chiamata via dei Coronari). Destinata inizialmente a costituire un atrio o un chiostro antistante la chiesa, oggi riveste la funzione di piazza principale della città. Al centro, la fontana di Carlo Moderno e di Giovanni Fontana (XVII secolo); sul sagrato, c’è il monumento a Sisto V opera di Antonio di Bernardino Calcagni (1589). Interessante anche il campanile, costruito in mattoni e pietre d’Istria su disegno di Luigi Vanvitelli (1751-54) in sostituzione di quello precedentemente innalzato nel primo Cinquecento da Pietro Amorosi.

Il Palazzo Apostolico è parte integrante del complesso lauretano: destinato originariamente a racchiudere l'intero spazio antistante la chiesa, nella sua ideazione si deve in gran parte al Bramante. L’edificio conserva ancora le sue funzioni originarie di ospizio per i pellegrini e di abitazione per il vescovo e i cappuccini della basilica. Il lato occidentale, di fronte alla chiesa, è adibito a Museo Pinacoteca della Santa Casa, dove tra gli oggetti esposti meritano attenzione particolare gli otto dipinti di Lorenzo Lotto (1480-1556), la collezione dei vasi di farmacia appartenuti alle botteghe urbinati dei Fontana (XVI secolo) e dei Patanazzi (XVII secolo) e la serie dei nove arazzi fiamminghi su cartone di Raffaello.

A Loreto con i Crociati: la Santa Casa “volata” qui da Nazareth si ritrova sulle monete auree del Vaticano, arte su arte

Le monete auree. La data di emissione è il 13 ottobre 2016. La moneta da 20 euro, realizzata dall’artista Gabriella Titotto, riproduce la statua della Vergine col Bambino che si trova nella nicchia soprastante l’altare della Santa Casa di Loreto col caratteristico manto ingioiellato, la dalmatica, e il volto scuro tipico delle icone più antiche. La statua originaria, risalente al XIV secolo andò distrutta in un incen­dio e fu sostituita per volere di Papa Pio XI da una identica realizzata con il legno di cedro del Libano proveniente dai Giardini Vaticani.

La moneta da 50 euro, opera di Cristina De Giorgi, offre invece uno scor­cio esterno della basilica, splendido esempio di arte gotico – rinasci­mentale, la cui costruzione iniziò nel 1468 e fu frutto della collaborazio­ne di insigni artisti tra i quali Bramante, Antonio e Giuliano da Sangallo. Il titolo delle due monete auree è 917/1000 e sono coniate in versione fondo specchio (proof); quella da 20 euro ha un diametro di 21 millimetri e un peso di 6 grammi, è prodotta in 1.900 esemplari ceduti al prezzo di 330 euro ciascuna. La moneta da 50 ha il diametro di 28 millimetri e un peso di 15 grammi; la tiratura annunciata è di 1.800 esemplari venduti a 824 euro.

E’ dedicata al Pontificio Santuario della Santa Casa di Loreto la serie di monete auree da 20 e 50 euro coniate per il Vaticano dalla Zecca di Roma nell’ambito del ciclo triennale celebrativo delle Delegazioni Pontificie (millesimo 2016)

E’ dedicata al Pontificio Santuario della Santa Casa di Loreto la serie di monete auree da 20 e 50 euro coniate per il Vaticano dalla Zecca di Roma nell’ambito del ciclo triennale celebrativo delle Delegazioni Pontificie (millesimo 2016)

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