Conio da 5 euro in argento per la città di Giacomo Leopardi: arriva la moneta dedicata a Recanati

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La nona emissione della collezione numismatica italiana 2016 immortala Recanati, città medievale che ha dato i natali al poeta Giacomo Leopardi. La Zecca dello Stato ha coniato una moneta da 5 euro in argento nell’ambito della serie “Italia delle Arti”.

 

(TurismoItaliaNews) La moneta da 5 euro, in argento con finitura Proof (fondo a specchio), ha una tiratura limitata (4.000 esemplari) ed è stata realizzata da Ettore Lorenzo Frapiccini, artista‐incisore della Zecca dello Stato che per molti anni ha vissuto tra Recanati e Macerata. Sul dritto sono rappresentati il complesso di Sant’Agostino, con facciata della Chiesa, il corpo del chiostro, la torre del Passero Solitario e, in primo piano, a destra, lo stemma del Comune con il leone rampante, attribuito al Sansovino.

Sul rovescio un particolare del dipinto “L’Annunciazione” di Lorenzo Lotto (Museo Civico Villa Colloredo Mels di Recanati). Rinnovando radicalmente l’iconografia della scena, Lotto raffigura la Vergine in atto di volgersi verso lo spettatore, al fine di renderlo partecipe dello smarrimento suscitato dall’improvvisa incursione nella sua stanza dell’Angelo annunciante che, con i capelli ancora sollevati dal vento, si rivolge a Lei con uno sguardo concentrato, indicando con un gesto perentorio il “mandante” della sua decisiva missione, vale a dire il Padreterno.

L’episodio risulta così restituito in tutta la sua folgorante immediatezza, come in un’istantanea capace di rivelare le più intime reazioni emotive dei protagonisti e di fissare con sguardo attento la verità quotidiana dell’avvenimento, evocata non solo dalla descrizione analitica degli oggetti e degli arredi domestici che connotano la camera di Maria (dall’inginocchiatoio sul quale è posta la Vergine, alla clessidra appoggiata sullo sgabello in secondo piano, ai libri collocati sullo scaffale), ma anche dal sorprendente dettaglio del gatto che fa capolino al centro della scena, spaventato anch’esso dall’arrivo inaspettato dell’Angelo.

L’attuale Recanati, nonostante una storia leggendaria che la fa risalire a una colonia romana (“Recina sum, peperit romana colonia” fecero scrivere nel ‘500 i recanatesi sotto lo stemma della città), si è costituita alla fine del XII secolo quando i signori di tre alture decisero di unirsi. Le tre alture (Monte Volpino, Monte San Vito e Monte Morello), conservano i loro nomi e caratteristiche costruttive antiche. A Monte Volpino esiste ancora una casa fiancheggiata da un arco che risale all’epoca più antica della città. Agli inizi della lotta per le investiture, Recanati appoggiò Federico II e ne ebbe in cambio la licenza di costruire un porto tra le foci dell’Aspio e del Potenza e l’esenzione dai dazi.

L’alleanza con i ghibellini è testimoniata anche dai merli a coda di rondine della torre civica. La Bolla Aurea dell’Imperatore è conservata nel Museo Villa Colloredo Mels ed è una delle testimonianze più interessanti della presenza in Italia degli Svevi.

Per saperne di più
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www.villacolloredomels.it

 

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