Sardegna, il patrimonio archeologico è d’argento: moneta da 10 euro per il guerriero di bronzo e la “pintadera” nuragica

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Una regione dal paesaggio selvaggio e ancestrale, la cui cultura ha risentito dell’influenza di Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani giunti dal mare. Siamo in Sardegna, neanche a dirlo, che l’Italia celebra attraverso il conio di una moneta da 10 euro in argento.

 

(TurismoItaliaNews) Gli straordinari complessi nuragici, uniche e irripetibili architetture preistoriche, arricchiscono questa terra, tra le più belle e affascinanti isole del Mediterraneo. La moneta da 10 euro, in argento con finitura Proof (fondo a specchio), fa parte della Serie Italia delle Arti, ha una tiratura limitata di 4.000 esemplari ed è stata realizzata da Maria Angela Cassol, artista‐incisore della Zecca dello Stato.

Sul dritto è rappresentata una statuetta in bronzo di guerriero (esposta a Roma presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini); in secondo piano, “pintadera” circolare in terracotta della Sardegna nuragica decorata a settori convergenti; le pintadere sono stampi usati per la decorazione del pane. Sul rovescio, una statuetta sarda in bronzo di arciere (Cagliari, Museo Archeologico Nazionale); in secondo piano, entro forma geometrica, transenna di navicella nuragica in bronzo. La moneta rappresenta la decima ed ultima emissione della collezione numismatica 2016 italiana.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari si articola in quattro piani espositivi. Tra il primo piano espositivo ed il secondo piano è presente un mezzo piano lo “Spazio didattico”, accessibile tramite un servoscala con pedana, in cui si svolgono attività didattiche e conferenze. Il terzo piano dal 2014 ospita una parte delle sculture di Mont’e Prama, unici esempi di statuaria in pietra del periodo nuragico (900-700 a.C.) ritrovati fino ad ora in Sardegna, e uno dei più antichi esempi di statuaria nell’ambito del Mediterraneo. Le statue antropomorfe sono tutte maschili e raffigurano in maggior parte singolari “pugilatori” con guanto armato e scudo protettivo tenuto sopra la testa, in minor numero classici arcieri con arco sulla spalla e guerrieri con scudo rotondo.

Altre sculture rappresentano nuraghi, a quel tempo già vecchi e forse diroccati ma ancora vivi come emblemi e simboli di identità culturale. Molte sculture sono alte anche due metri, per questo impropriamente definite “Giganti”. Le statue provengono dall’area archeologica di Mont’e Prama situata nel territorio comunale di Cabras, nella parte centrale della penisola del Sinis a occidente dello stagno di Cabras che venne scoperta per la prima volta nel 1974, quando dai lavori di aratura di un campo emersero i primi frammenti di sculture. Alcuni frammenti delle statue vennero esposti nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

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