Giocose esperienze: a caccia di giochi tradizionali nei souk di Hammamet e Djerba

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Giovanni Bosi, Hammamet / Tunisia

Meglio una valigia in più: vasellame e ceramiche, gioielli tradizionali in oro e di forgia berbera, o magari anche una chechia… E da collezionisti si può anche diventare antiquariari. A patto di saper contrattare, perché anche questo fa parte del… gioco. E sì perché quando si è in Tunisia, a Djerba piuttosto che ad Hammamet, il souk può tradursi in una caccia al tesoro tra i mille oggetti sapientemente esposti per attrarre l’occhio.

 

(TurismoItaliaNews) Un occhio che sa fermarsi sull’oggetto giusto, come i giocattoli tradizionali: ingegnosi, straordinari nella loro semplicità, ammalianti come sanno essere i balocchi. In effetti, dobbiamo pensare che nelle località turistiche, al pari dei centri meno votati all’attrazione dei vacanzieri, in vendita c’è di tutto e non solo i consueti prodotti destinati a chi arriva da lontano. I giocattoli rientrano a pieno titolo in tutto questo. Dopo aver trascorso un pomeriggio nel parco Djerba Explore e nell’interessante museo Lalla Hadria, che raccoglie oltre mille anni di arte e storia, ci si può fare un’idea di cosa riportare a casa.

Nel souk che ogni giovedì prende vita all’interno della medina di Houmt Souk, ci si può regalare un viaggio sensoriale tra i colori e i profumi della Tunisia e fra spezie, tessuti, argenti può capire di imbattersi in alcuni giochi tradizionali come simpatiche di marionette, il kelb o la dama araba, che evocano la nascita del deserto, la vita beduina nel deserto, l’accoglienza nella tenda e l’ospitalità attraverso l’offerta del tè o del caffè. Insomma un intero universo. Ma persino la trottola, gioco che tutti conosciamo e che i nostri bambini hanno purtroppo perso di vista, ma che era conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi e non c’è miglior luogo di questi per trovare collegamenti diretti con il passato.

Il piccolo souk a ridotto della fortezza di Hammamet, in riva al mare, è un altro luogo adattissimo per andare a caccia di giocose curiosità e può capitare di trovare bambini impegnati a giocare a “jeu d’el okfa” (Il gioco del cammello)o al “jeu du lion e de la lionne”, il gioco del leone e della leonessa. Guardarli è meraviglioso, capire come funzionano ancor più divertente. Oppure le palline di vetro, sostitute neppure da troppo da quelle di terracotta colorate con vivaci tinte. Il gioco delle biglie si perde nella notte dei tempi. Che dire poi delle cerbottane, infilate in piccoli vasi di terracotta decorata (Djerba è famosa per le sue ceramiche: a Guellala è possibile visitare un atelier di ceramica artigianale e vedere come viene lavorata la terracotta per la realizzazione di vasi e altri oggetti che possono essere lasciati al naturale): la parola cerbottana è l’evoluzione di una parola araba, zarbatana, con cui si indicava un’antica arma composta da un lungo tubo utilizzato per lanciare soffiando delle piccole frecce.

Ma non mancano riproduzioni di animali in legno di diverse dimensioni e fattura (come gli splendidi cavalli berberi), bamboline in argilla e automobiline costruite con scatole di sardine. E sì, non ci sono limiti per la fantasia.

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