La movida notturna a Varsavia si trasforma nella “street breakfast”: ecco l’ultimo trend della capitale della Polonia

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Angelo Benedetti, Varsavia / Polonia

E’ il trend del momento. Ed è una vera e propria passione collettiva in quella che si rivela sempre più la città sul podio per un city-break. Dove? A Varsavia. Cosa? La prima colazione di buon mattino nei locali della movida notturna. Provare per credere.

 

(TurismoItaliaNews) Abbandonata per sempre l’atmosfera della città comunista e proiettata invece, in tutto e per tutto, nel modo di vivere tipico di qualsiasi capitale mittleuropea, Varsavia si scopre destinazione amatissima anche per gli italiani. Complice il rinnovamento urbanistico (con grandi firme come Fuksas e Libeskind) nato sulla spinta dell’affermazione di una nuova classe sociale assente prima del 1989, che ha puntato anche sulla nuova architettura, la capitale della Polonia si caratterizza per una vitalità sorprendente. Merito anche dei nuovi investimenti portati dall’ingresso nell’Unione europeo, all’Erasmus e alla formazione di una dinamica generazione di nuovi professionisti. Qui si gioca forte e a dirlo ci pensa anche l’avveniristico Stadion Narodow, inaugurato in occasione degli Europei di calcio del 2012.

Una città molto social, insomma. E a dimostrarlo c’è anche un modo di fare colazione molto cool: ritrovarsi al mattino in quegli stessi locali che la sera prima sono stati i luoghi d’attrazione della movida notturna. Un’abitudine (almeno al momento) che ha spinto bar, pub e fast food a rivedere i propri orari d’apertura. Con una sottolineatura: quando si può, a Varsavia si mangia all’aperto perché i suoi abitanti lo amano molto e basta un pallido sole per rendersene conto, anche se magari per noi italiani la temperatura non è di quelle primaverili… Ma tant’è, il trend è questo!

In ogni caso, Varsavia conserva gelosamente il suo passato, con testimonianze concrete della sua storia ad esempio lungo il Percorso Reale. Oppure nel quartiere Praga, che si trova al di là della Vistola e che non ha niente in comune con la capitale ceca: “La Praga varsaviana – sottolineano dall’Ente del turismo polacco - è un quartiere dalla storia complicata che, come spesso accade in Polonia, ha trovato una nuova collocazione grazie agli artisti. Infatti Praga, da sobborgo industriale di periferia, ha portato con sé per decenni una storia di degrado e abbandono fino a che alcuni artisti di Varsavia non iniziarono a occupare case e fabbriche abbandonate trasformandole in spazi espositivi e locali di ritrovo così che oggi il quartiere è conosciuto in tutto il mondo come un micro-mondo creativo ed è particolarmente apprezzato oltreoceano”.

E anche se durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti hanno provocato un disastro immane (tranne che nel quartiere Praga, rimasto intatto), la successiva ricostruzione ha fatto sì che ogni singolo edificio di pregio sia stato ricostruito fedelmente sulla scorta dei disegni originali. Un po’ come avvenuto ad esempio a Dresda, in Germania. Dall’attuale Palazzo Presidenziale al Palazzo Ostrogski, dal Palazzo Krasiński alla scenografica piazza Małachowski e il Parco Łazienki, tutto lascia intendere che Varsavia ha avuto un passato glorioso e affascinante. Ruolo che, in altri modo e con altri mezzi, si intende oggi riaffermare. Anche con il turismo. E se il breakfast si rivela strategico, ecco che il food anche qui è un lato da non sottovalutare per chi visita la capitale. Avete mai assaggiato il pascha? “Questo dolce – ci spiegano all’Ente del turismo polacco - ha in realtà origini russe, ma ha una certa importanza sulle tavole polacche. Preparato con formaggio tipo ricotta, uova, burro e tanta frutta secca non richiede cottura, ma riposa in frigo e offre esperienze indimenticabili alle papille gustative”.

E il must sulla tavola pasquale è anche l’agnello fatto di zucchero, il simbolo cristiano che però raramente viene consumato. Tra le tradizioni pasquali c’è la Święconka, il cestino con il cibo da benedire il Sabato Santo. La mattina si prepara con uova, sale, pepe, salsiccia, un pezzo di pane, un ramoscello di mirtillo e fiori, per poi farlo benedire dal prete; tutto (o quasi) si mangia poi il successivo giorno di Pasqua. Ottima anche la zuppa Zurek-min (nella foto). E a Pasquetta? Occhio, perché se anche qui non mancano le gite fuori porta, si fa lo Śmingus-Dyngus: i ragazzi bagnano le ragazze con secchiate d’acqua fredda come simbolo di buon auspicio e di fertilità, una tradizione che risale nientemeno che al battesimo di un principe polacco avvenuto il lunedì di Pasqua del 966 a.C. Insomma, buon divertimento a Varsavia!

Per saperne di più
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