Puerto Escondido e Huatulco, due luoghi must sulla Costa messicana sul Pacifico

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testo e foto di Annarosa Toso, Huatulco / Messico

Diverse, ma unite nella particolarità di una natura straordinaria. Sono Puerto Escondido, diventato famoso grazie all'omonimo film, e Huatulco, una località balneare nata quasi per caso. Viaggio nelle nove splendide baie, nella più incontaminata costa sud del Pacifico messicano, considerata la prima comunità turistica sostenibile di tutto il continente americano.

 

(TurismoItaliaNews) La nascita di Huatulco come destinazione turistica risale alla fine degli anni '90, per volontà dei politici dell'epoca, che vista la bellezza del mare e del luogo, decisero di dare vita a una luogo turistico balneare, con l'obiettivo di farne comunque una località protetta, pulita, non inquinata e non di massa. Il progetto è stato portato avanti con rigore, anche se gli anziani ricordano con nostalgia i vecchi insediamenti dei pescatori che hanno lasciato il passo al nuovo centro turistico. Puerto Escondido vive ancora di fama, regalata dal film di Gabriele Salvatores – per la cronaca la maggior parte delle scene sono state girate altrove - ma con un fascino che si avverte sempre, regalato dalla vita frizzante che si percepisce non solo nelle strade, nei bar, nei ristorantini ma anche nelle spiagge, dove molti giovani si dedicano al surf e i meno giovani se la spassano comunque, godendo di momenti di relax e di svago.

Huatulco, nove splendide baie, nella più incontaminata costa sud del Pacifico messicano, è considerata la prima comunità turistica sostenibile di tutto il continente americano e la terza a livello mondiale. Questo primato appartiene alla cittadina dal 2015. In effetti ci si può stupire dell'ordine e della pulizia, di come sono mantenuti non solo i giardini, ma anche gli spartitraffico, perfetti con l'erba tagliata alla perfezione. Non una foglia, non un filo d'erba fuori posto, non una cicca di sigaretta per terra. Soprattutto una destinazione sicura dove camminare giorno e notte in tranquillità. E qui ci rendiamo conto di come i luoghi comuni siano nefasti, come sia dannoso fare di tutta l'erba un fascio alla luce di situazioni che sono quasi idilliache.

Inutile fare paragoni tra queste due mete, la prima accoglie turisti da tutto il mondo con un'alta percentuale di giovani statunitensi, la seconda, soprattutto canadesi con famiglia al seguito, che qui vengono a fare la scorta di sole e caldo. Ad Huatulco le situazioni sono decisamente più di relax, dove la ricerca di una natura incontaminata è uno degli obiettivi dei visitatori. In comune le spiagge, tutte bellissime: alcune adatte solo agli amanti del surf, altre con un mare caraibico e calda sabbia bianca.

Sia sulle spiagge di Puerto Escondido che su quelle di Huatulco sono molto attive associazioni che si occupano della salvaguardia delle tartarughe che qui arrivano a depositare le loro uova. I volontari di queste organizzazioni cercano di intercettare le tartarughe durante la posa che avviene sia di giorno che di notte. Le seguono quando arrivano a riva e cercano la buca ideale per depositare le uova, la scavano e tornano in mare nelle calde acque del Pacifico messicano. I volontari mettono in salvo le uova dai predatori che sono uccelli e rettili. Cercano di proteggerle anche dagli uomini, perché malgrado le uova di tartaruga siano protette ed è reato asportarle, sono considerate di gran pregio, ottime al palato ed esiste ancora un mercato clandestino molto fertile.

I volontari, le trasferiscono subito in delle nursery dove sono riprodotte le situazioni naturali del nido, la quantità di sabbia necessaria e con il calore ideale dove le uova si schiuderanno poi in maniera naturale. E così le uova vengono catalogate, numerate e salvaguardate. E quando si schiudono, entro un paio di ore dalla nascita al massimo, le piccole e tenere tartarughe vengono indirizzate verso il mare. E' da brivido assistere alla loro rincorsa verso le acque, quasi affaticate ma sicure, protette almeno dagli uccelli fino all'arrivo in mare, poi, una volta dentro, sarà la natura a decidere chi sopravviverà e chi non ce la farà. Quel pomeriggio al tramonto, su una spiaggia di Puerto Escondido, 67 piccole tartarughine hanno raggiunto correndo e annaspando le acque del mare. Dalle statistiche sappiamo che almeno un paio ce la dovrebbe fare a crescere e a sopravvivere.

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