Isola del Liri, la città con la cascata in mezzo: veduta mozzafiato tra acqua e musica

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Angelo Benedetti, Isola del Liri / Lazio

E’ la città dell’acqua e della musica, conosciutissima per quell’unicum che la rende straordinariamente affascinante: una potente cascata all’interno dell'abitato. E’ Isola del Liri, in provincia di Frosinone (guarda caso gemellata nientemeno che con New Orleans) oggi impegnata in un’azione di recupero del patrimonio edilizio che fa da cornice alla principale attrazione. Siamo andati a vederla.

 

(TurismoItaliaNews) Siamo in Ciociaria. Quando arrivi a Isola del Liri ti colpisce subito il rumore dell’acqua che si avverte in ogni angolo del centro storico. Del resto si giunge in questo piccolo borgo del Lazio, fieramente dotato di autonomia amministrativa, sulla scorta della fama che ha per essere l’unico con una cascata in mezzo. Attenzione: cascata, non cascatella. Un potente salto d’acqua creato dal dislivello che il fiume Liri incontra lungo il suo percorso formando in corrispondenza dell’abitato ben due cascate: una verticale, detta Cascata Grande, e una obliqua, la Cascata Valcatoio.

Il Liri è uno di quei corsi d’acqua che da sempre hanno determinato l’economia dei territori che attraversano: il nome lo prende dalla località in cui nasce in Abruzzo sui Monti Simbruini: la frazione Cappadocia di Petrella Liri, per poi percorrere il Lazio e la Campania unendosi con il Gari e dando vita al Garigliano prima di sfociare nel Tirreno. Una piccola informazione di geografia giusto per inquadrare il fiume che costituisce la fortuna di Isola del Liri, il cui nome - neanche a dirlo - deriva dalla particolare configurazione del suo centro urbano: un’isola circondata dal fiume. Con l’effetto di creare una veduta d’insieme mozzafiato che ti resta negli occhi e nel cuore: l’imponente CascataVerticale e il millenario Castello ducale (1004 d.C.) si stagliano contro il cielo, tra il verde e il blu.

E' da piazza Venti Settembre che si ammirano la Cascata Grande e il Castello, mentre si è raggiunti da una miriade di minuscole goccioline d’acqua nebulizzate prima che il fiume torni a scorrere placido, incontrando più avanti qualche altro piccolo salto. Il paesaggio dunque come componente irrinunciabile; uno splendido angolo di verde si trova ad ovest di Isola del Liri: è il Colle Pagnotta che rientra nelle aree Wilderness, una zona selvaggia preservata dai cambiamenti morfologici e paesaggistici nel corso del tempo. Il concetto delle Wilderness è infatti proprio quello di assicurare una duratura salvaguardia dell’aspetto selvaggio dei luoghi nel rispetto dell’utilizzo razionale e tradizionale delle risorse naturali rinnovabili; una salvaguardia che si concilia con l’oculato uso di questi spazi da parte dell’uomo quale membro integrante ed attivo del ciclo vitale.

Si diceva dell’economia del territorio legata alla presenza della grande risorsa idrica: l’energia delle cascate, oltre a costituire un’attrattiva panoramica, sin da subito ha spinto il motore di mulini, lanifici, feltrifici, cartiere, fabbriche di pasta di legno, cotonifici e segherie di tutta la Valle del Liri. “Su questo versante la cittadina oggi è impegnata in un’operazione di recupero del suo passato - spiegano dall’amministrazione comunale - prestando attenzione ad altri campi non specificatamente industriali quali la cultura e il turismo. Di recente è stata portata alla luce e si sta restaurando l’antica Cartiera Fibreno-Lefebvre, che diventerà sede del Museo della Civiltà della Carta, in cui si potrà rivivere la nostra centenaria tradizione cartaria. Nell’area della ex Cartiera Boimond si sta realizzando un acquario di acqua dolce, secondo in Europa; nel contempo, sono in corso le ristrutturazioni delle ex Cartiere Meridionali e dell’ex Lanificio San Francesco (oggi Auditorium New Orleans) da destinare ad attività economiche, culturali e sociali”.

E come è facile intuire la presenza del fiume ha in qualche modo influenzato la tavola: “Quando il fiume dava con abbondanza i suoi pesci, gamberi, trote e spinarole arricchivano la tavola degli isolani, che ora possono rifornirsi dagli allevamenti locali e poter così prepararsi gustosi spaghetti al sugo di gamberi, oppure una trota al cartoccio (o in umido o al forno) e mangiare intere, spine comprese perchè tenere, le spinarole, pesce del Fibreno” spiegano dal Comune. Tra le specialità tipiche cisono le fettuccine sottilissime, i finifini, conditi con il ragù di carne cotto a fuoco lento.

Non solo acqua, ma anche musica. Isola del Liri è conosciuta per la passione per la musica e per le manifestazioni musicali che vi si svolgono, di tutti i generi, dalla musica classica al jazz, al blues fino alla musica bandistica di cui si prosegue una storica tradizione.

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