Dall’uovo fino alle mele: il convivio dell’antica Roma rivive a Spello con i suoi sapori tra i mille eventi di Hispellvm 2024
Giovanni Bosi, Spello / Umbria
Dall’uovo fino alle mele. Erano gli stessi antichi Romani a riassumere così la loro cena, dall’antipasto fino alla frutta. Sapori sicuramente diversi dai nostri, ma che il piacere della tavola sia una delle delizie della vita – oggi come ieri – è un assodato cardine della quotidianità. Lo sottolinea Daniele Falchi, Accademico della Cucina Italiana, che da buon cultore dell’enogastronomia ha messo a disposizione il proprio sapere accanto al saper fare dello chef Francesco Panfili per Hispellvm 2024, la kermesse che nella deliziosa Spello, in Umbria, riporta la clessidra ai fasti imperiali dal I secolo a.C. al IV d.C. Con l’esperienza unica di sedersi alla tavola dei Romani.
(TurismoItaliaNews) E' celebre per l’infiorata del Corpus Domini e per la Cappella Baglioni, meraviglioso esempio di pittura cinquecentesca a firma del Pinturicchio. Ma Spello sfodera pure una Storia con la esse maiuscola, che la riconduce direttamente all’antica Roma e al fascino irresistibile di quell’epoca. “E’ la bellezza di un viaggio a ritroso nel tempo sulle vestigia della Colonia Iulia dell’epoca d’oro di Augusto e poi di Costantino – spiega Sandro Vitali, presidente di Hispellvm – oggi è alla nostra manifestazione con la travolgente magia di una rievocazione storica, tra le rare dedicate al mondo classico, che Spello affida ai gioielli della sua romanità, dall’Anfiteatro all’acquedotto romano, dalla cinta muraria augustea alla Villa dei Mosaici, dal Foro al Tempio di Villa Fidelia”.
Ne scaturisce una kermesse che a tutto tondo propone ogni aspetto del modo di vivere ai tempi dell’antica Roma. Compreso il mangiare. E qui la curiosità diventa fortissima, perché dai palati sopraffini di oggi si passa a quelli dei patrizi romani. “Durante Hisppelvm i fornelli sono ogni sera il luogo di un viaggio nel tempo affidato a menu sempre diversi, ma soprattutto capaci di far vivere l’esperienza unica di sedersi alla tavola dei Romani – spiega Daniele Falchi - dove tutto è come allora. Dalla Gustatio, alla Prima Cena, all’Altera Cena, per concludersi con le Secundae Mensae - ovvero dall’antipasto al dolce – tutto sarà una scoperta, sorprendente e gustosa. Con un pensiero anche a celiaci e bambini ai quali lo chef dedica menu alternativi”. L’eugubino Francesco Panfili, giovanissimo docente all’Ipseoasc Alberghiero di Spoleto “Giancarlo De Carolis”, istituto che brilla nel panorama educativo europeo con finanziamento erasmus e premio di eccellenza. Giovanissimo ma talentuoso, terza generazione ai fornelli e da vero entusiasta coglie al volo ogni sfida, compresa quella di proiettarsi nel passato oltre che nell’innovazione.
Come avvenuto in ogni epoca, anche il convivio romano prevedeva diversi step: il gvstatio (l’antipasto), la prima cena (un primo piatto), l’altera cena (un secondo piatto) e la secvndæ mensæ (il dessert), tutto accompagnato da “commissatio et apophoreta”, vale a dire il fine cena con spettacolo e dono per gli ospiti. Evidentemente tutto è frutto di una ricerca su testi dell’epoca di riferimento, da “De Agricoltura” di Catone a “De re coquinaria” di Apicio. Del resto, l’associazione Hispellvm su questo aspetto è particolarmente attenta, come attesta la costituzione del Comitato scientifico presieduto dal professor Giorgio Bonamente e da altri esperti come il professor Filippo Coarelli e il professor Simone Sisani – sottolinea ancora Sandro Vitali - inclusa la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Umbria che assicura un marchio di garanzia sul lavoro e sulla fedele ‘romanità’ della nostra proposta”.
Insomma sedersi a tavola con gli antichi Romani nella terrazza panoramica della Taverna Costantino Imperatore (piazza della Repubblica, area dell’antico Foro) si traduce nell’assaporare la storia attraverso i piatti, insoliti e gourmet, d’età imperiale. “Farsi tentare da una Patinam Apicianam (torta sfogliata con erbe, carni e pinoli) o da un Libum (pane di ricotta cotto su foglia di alloro) o ancora da un’Insicia de Scillis (polpettine di gamberoni fritti con garum)” aggiunge Daniele Falchi. Per il 2024 Hispellvm propone la rievocazione di epoca imperiale fino al 25 agosto con una serie incalzante di eventi, con il tema portante “Il Potere dell’Acqua”, elemento che ha reso l’antica Hispellvm la capitale degli Umbri. Per approdare alla rievocazione vera e propria con magnificenti cortei - le cosiddette Pompe romane -, di allegorie, antichi riti - le danze del fuoco - celebrazioni, processioni sacre, ludi e circenses, agones (gare ginniche) e della spettacolare ”Disfida delle Bighe”, (sabato 24 agosto), gara che vede Spello lanciare la sfida ai vicini municipia di Sassoferrato, Scheggia e Tuoro sul Trasimeno. Spazio pure al teatro con focus sulla commedia plautina con la Compagnia Teatrale Hispellvm e alla partecipazione del gruppo di teatro, danza e musica storica Ludi Scænici (22 agosto Torri di Properzio e Porta Venere).
“A Spello siamo particolarmente attenti al nostro patrimonio storico ed artistico – sottolinea il sindaco Moreno Landrini – e il recupero delle mura urbiche, compresa la porta monumentale di San Ventura, una delle più significative vie di accesso al centro storico, rappresenta un impegno fondamentale per restituire l’integrità scenografica di testimonianze architettoniche che non hanno eguali in Umbria. Da questo punto di vista Hispellvm rappresenta un momento importante per la valorizzazione del patrimonio archeologico e dell’eredità culturale della nostra città. Piccola, ma davvero vivace e protagonista con i diversi eventi che riesce puntualmente a proporre nel corso dell’anno grazie al coinvolgimento della comunità locale e delle associazioni”.
La Villa dei mosaici.
E’ un tesoro archeologico di straordinaria bellezza nel cuore dell’Umbria. Unica nel suo genere, la residenza di età imperiale conserva ancora oggi raffinati pavimenti a mosaico e tracce di affreschi e stucchi alle pareti. La struttura museale, moderna e multimediale, permette di esplorare tutto il fascino di questa villa con ricostruzioni in 3D, postazioni multimediali e app dedicata. La Villa dei Mosaici è stata scoperta nel luglio 2005, appena fuori le mura, a Sant’Anna, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio pubblico ed è diventata nel tempo un’autentica attrazione.










