Musica sulle Bocche: 25 anni di jazz, paesaggio e visioni sonore in Sardegna, concerti tra borghi, spiagge e chiese romaniche
Un quarto di secolo di musica, sogni e resistenza culturale. È questo il traguardo che celebra Musica sulle Bocche 2025, il festival internazionale fondato e diretto dal sassofonista Enzo Favata, che dal 7 al 31 agosto torna a incantare il nord della Sardegna con oltre 40 concerti in 11 Comuni, tra luoghi simbolo del Mediterraneo, paesaggi mozzafiato e performance che intrecciano arte e territorio. Tra i protagonisti, vincitori di Grammy, nuove promesse del jazz e spettacoli tra suono, natura e spiritualità.
(TurismoItaliaNews) Nato nel 2001 come intuizione audace tra jazz e natura, Musica sulle Bocche è oggi un laboratorio di linguaggi in continua trasformazione, capace di coniugare ricerca musicale, spiritualità e valorizzazione del paesaggio. “Questo festival – spiega Enzo Favata – è una festa lunga 25 anni. È la prova che la musica, se messa in dialogo con l’ambiente e con le comunità, può essere uno strumento potente di connessione, bellezza e memoria condivisa”. Castelsardo, Alghero, Sassari, Porto Torres, Valledoria, Martis, Ploaghe, Bulzi, Tergu, Chiaramonti e l’Isola dell’Asinara: ogni tappa del festival diventa una scenografia naturale o storica, tra chiese romaniche, siti archeologici, calette nascoste e antichi borghi minerari. Il festival si articola in concerti all’alba e al tramonto, spettacoli immersivi, produzioni originali e sperimentazioni interdisciplinari.
Il cartellone 2025 si annuncia tra i più ricchi e ambiziosi della storia del festival. Spiccano tre artisti premiati con i Grammy Awards: Bill Laurance (pianista e membro degli Snarky Puppy), Francesco Turrisi (collaboratore di Rhiannon Giddens) e il sassofonista norvegese Trygve Seim. Accanto a loro, nomi di rilievo della scena jazz europea come Arild Andersen, Roberto Ottaviano, Gianluigi Trovesi, Paolo Damiani e Ettore Fioravanti. Tra le produzioni originali, il progetto Slow Dances fonde tradizioni zulu, afro-cubane e mediterranee, grazie a un ensemble transnazionale guidato dallo stesso Favata, con musicisti del calibro di Nduduzo Makatini, Daniele di Bonaventura e Simone Padovani. Ritorna anche, dopo 19 anni, lo storico trio sardo Favata-Peghin-Maltana, mentre il rock d’autore di Cristiano Godano incontra il suono cinematico dei Guano Padano in "Stammi accanto", già acclamato in numerosi festival italiani.
Spazio anche alla sperimentazione elettronica con performance in location simboliche come la terrazza del Castello di Castelsardo, dove si alterneranno visual art, techno, jazz elettronico, musica psichedelica e live set ibridi. Tra gli appuntamenti più attesi: 6zure & Liminal, Deliaurora Cadeddu, Torino Unlimited Noise, il quartetto di Mihály Borbély e l’esperienza sinestetica di Umbra Song Comics, che fonde musica e fumetto in tempo reale. Le performance all’alba e al tramonto restano un segno distintivo del festival: tra i protagonisti del mattino il giovane talento sardo Marcello Zappareddu, chitarrista attivo negli Stati Uniti, e Maurizio Brunod, interprete elegante del jazz acustico. Alla luce del crepuscolo risuoneranno invece i suoni arcaici di Mauro Palmas e dell’organettista Giacomo Vardeu, in un dialogo fra passato e contemporaneità.
Imperdibile anche l'appuntamento del 18 agosto sull’Isola dell’Asinara, dove il viaggio in nave da Porto Torres si conclude con un concerto al tramonto tra vento e mare: "Atlantico", performance cult degli anni ’90, con Peghin, di Bonaventura, Ut Gandhi, Maltana e Favata. Il 31 agosto, nella Cattedrale di Alghero, il festival chiude con “Il Suono delle Janas”, progetto partecipativo realizzato con i bambini della scuola primaria La Pedrera di Alghero e il maestro delle launeddas Dante Tangianu. A seguire, l’intenso dialogo musicale tra Trygve Seim e Andreas Utnem unirà jazz nordico e liturgia in una cornice di sacralità e ascolto profondo.
Musica sulle Bocche non è solo un festival: è un modello di turismo culturale lento, capace di valorizzare luoghi, comunità e tradizioni, costruendo una rete dinamica e partecipativa tra artisti, amministrazioni locali e pubblico internazionale. È un’esperienza che va oltre il concerto, per diventare viaggio sensoriale e politico, in cui il paesaggio non è sfondo, ma parte attiva del linguaggio musicale. Per il suo spirito innovativo, la qualità artistica e la capacità di dialogo con il territorio, Musica sulle Bocche si conferma tra le rassegne più significative d’Europa. E quest’anno, più che mai, promette di essere una festa condivisa, dove ogni suono è anche un atto di resistenza, bellezza e comunità.



