A Rocca Imperiale la storia racconta tra gli agrumeti la potenza dell’imperatore Federico II

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Giacomo Celletti, Rocca Imperiale / Cosenza

Domina il paesaggio con la sua mole impressionante. Da otto secoli è a guardia di un territorio rimasto praticamente immutato se non fosse per gli agrumeti che lo punteggiano e che ne fanno un luogo di eccellenza. Rocca Imperiale, in Calabria, è uno di quei luoghi assolutamente da scoprire. E persino da assaggiare…

 

(TurismoItaliaNews) Adulata e custodita dai suoi profumatissimi limoneti, Rocca Imperiale rispecchia al meglio il connubio tra storia, ambiente e voglia di riscatto. Se oggi la sua strategica posizione geografica - tra Sibaritide e Metaponto, affacciata sul Golfo di Taranto - assicura un microclima che ha consentito di sviluppare una produzione di grandi eccellenze come il Limone Igp o l’Arancia bionda tardiva che promuovono ovunque il nome di questo luogo, fin dall’antichità ha richiamato l’attenzione di potenti ed illuminati. Come Federico II di Svevia, anche per la vocazione del territorio all’arte venatoria, nota passione dell’imperatore, ma soprattutto per la possibilità di controllare i collegamenti tra le Calabrie e il Salento, lungo l'antica via Appia-Traiana che partendo da Reggio e costeggiando il mare andava a congiungersi a Brindisi con l'Appia. Ed è stato proprio qui che Federico II decise dunque di edificare il proprio castello nel 1225, a consolidamento della propria egemonia militare e politica.

Inevitabilmente il Castello svevo costituisce il punto di forza e d’attrazione, anche se poi, a ben guardare, Rocca Imperiale cela al suo interno numerose perle che sorprenderanno anche i visitatori più esigenti. La scoperta di questa cittadina cresciuta nei secoli intorno al suo maniero, parte neanche a dirlo proprio dall’imponente costruzione, di cui si ha una precisa idea della sua consistenza dal belvedere “La Scalella”: le mura del Castello hanno subito diversi rifacimenti nel corso dei secoli e sulla loro sommità è presente una sovrastruttura costruita dal duca Crivelli, feudatario di Rocca Imperiale dal 1717 e di fatto famiglia ultima inquilina della “rocca”. Il complesso mostra ancora oggi esternamente un’intercapedine muraria la cui funzione era quella di accogliere la popolazione in caso di invasioni nemiche; e due ponti che permettevano l’accesso, anche a cavallo, dei visitatori e delle truppe militari.

Nella foto: l'imperatore Federico II di Svevia

Con una particolarità: il castello è stato pensato e costruito in modo tale da far arrivare chiunque avendolo sempre sulla propria destra, un’accortezza strategica se si considera che un tempo proprio con la mano destra si impugnavano spade e lance mentre era a sinistra lo scudo che avrebbe dovuto proteggere eventuali aggressori. Una finezza… difensiva. La forma è quella di un grande quadrato rinforzato da otto torri massicce, di cui cinque a base circolare. Il primo portale di accesso è riferibile direttamente a Federico II, mentre in epoca aragonese il castello ha subito radicali trasformazioni che lo hanno reso inespugnabile anche all’assedio dei turchi nel 1644. Dopo la fine della feudalesimo, il castello è rimasto in stato di abbandono per un lungo periodo, ma da alcuni anni sono in atto interventi di recupero conservativo e di adeguamento funzionale finanziati nell’ambito del Piano di sviluppo rurale dell’Alto Jonio Cosentino.

Internamente l’azione di restauro è riuscito per quanto possibile nella difficile missione di conservare intatti sia il fascino che l’imponenza della struttura. Un’atmosfera estremamente suggestiva avvolge il visitatore già nel momento in cui percorre il ponte che si affaccia sulla vallata ricca di tipica macchia mediterranea, vestita di suggestivi colori che cambiano con le stagioni, e che poco più avanti si adagia nel mar Jonio. Ai piani superiori del palazzo settecentesco dei duchi Crivelli, sono ancora visibili tracce di affreschi che rendevano sfarzoso il palazzo. Suggestiva anche la piazza d'armi, un vasto spazio dedicato alle attività militari, protetto dalla merlatura aragonese.

La fortezza domina il resto di Rocca Imperiale, quasi a proteggerla. Tutto intorno, in modo scalare, si distribuisce il centro abitato. Passeggiando per i pittoreschi vicoli rocchesi si percepisce la simbiosi che lega gli abitanti a questo fiore all’occhiello dell’Alto Jonio Cosentino. Ogni singolo dettaglio rapisce l’attenzione dei visitatori che si lasciano coinvolgere dall’atmosfera di altri tempi che aleggia tra le vie della cittadina. La visita al castello in effetti offre la possibilità di ripercorre secoli di storia, non solo del territorio locale, ma anche del vissuto spesso complesso e travagliato del meridione d'Italia.

 La Chiesa Madre di Rocca Imperiale. Sotto, il Crocifisso miracoloso

“Siamo fieri del Castello federiciano – ammette il sindaco Giuseppe Ranù – questo è un territorio di straordinari prodotti, simbolo della Calabria anche ad Expo 2015. Il nostro mare pulito è un elemento in più e poi Rocca Imperiale è anche la sede del Premio letterario ‘Il Federiciano - Città della Poesia’, la cui cornice è proprio il castello grazie all’alleanza con l’editore Aletti. Un modo per destagionalizzare l’offerta turistica della nostra città, che non dev’essere solo d’estate”. E in effetti qui le poesie si scrivono letteralmente sui muri. Girando per il borgo può capitare di leggere poesie e pensieri, immortalati su ceramica, di celebri poeti ed artisti come Alda Merini, Federico Garcia Lorca, Ugo Foscolo, San Francesco d’Assisi, Eugenio Bennato, a conferma di un clima sereno e leggero che lascia una sensazione di armonia nella mente del visitatore.

 

Proseguendo il cammino all’interno di Rocca Imperiale, tra balconi con sporgenze improbabili e stradine con grande pendenza, si arriva alla Chiesa Madre, oggi dedicata a Santa Maria in Cielo Assunta, nata contemporaneamente all'abitato all'epoca dell'imperatore Federico II nel 1236, insieme con l'attuale campanile: il tutto domina una caratteristica piazzetta con vista mozzafiato sulle vallate circostanti, a due passi dal confine con la Basilicata. La chiesa conserva una testimonianza di grande impatto: un altare edificato nel 1772 ricorda il miracoloso evento del 1691 quando dal costato del Crocifisso sgorgò sangue vivo durante una predica del Venerdì Santo. La croce miracolosa è venerata con un triduo di preghiera e poi condotta in processione il 30 marzo di ogni anno, giorno in cui si ricorda l'evento prodigioso. Ma da vedere c’è anche la chiesa di San Francesco, detta anche del Rosario: è una piccola costruzione edificata verso la fine del XVI secolo.

Rocca Imperiale è conosciuta per la produzione dei Limoni Igp

Lasciando Rocca Imperiale e scendendo verso la campagna circostante, l’attenzione è subito richiamata da limoneti ed aranceti, simbolo di questa zona della Calabria. L’economia dell’area è fortemente sostenuta dallo sviluppo agricolo che negli ultimi quindici anni ha donato nuova linfa al territorio, con l’evoluzione della filiera che va dalla coltivazione alla trasformazione dei prodotti. I limoni Igp di Rocca Imperiale sono oggi un prodotto molto apprezzato in tutta Italia ed esportato anche nel mondo, come pure le pregiate confetture che ne derivano. Ed è proprio questo intreccio fra storia ed ingegno a donare a Rocca Imperiale quell’aria da vecchio saggio disposto – con i propri tempi - a rinnovarsi nel perpetuo rispetto delle proprie radici.

 

Castello Federiciano: apertura al pubblico
da luglio a settembre: 10-12.30 e dalle 17 al tramonto; il resto dell’anno su prenotazione
Antiquitas – Gestione dei servizi didattici e turistici
www.antiquitas.eu
Il sito istituzionale del Comune di Rocca Imperiale

 

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